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De Luca Erri - Non ora, non qui |
Recensioni 1 - 20 di 24 recensioni presenti. Media Voto: 3.91 / 5ALESSIO alessio.lucchini@gmail.com (13-09-2011) "Intorno ferve il movimento. Le porte si sono aperte, la gente sale e scende da tutte le parti urtandosi. Mi tengo molto vicino al vetro, c'è trambusto, ma tu e io siamo fermi. Vengono il tempo e l'occasione, vengono quando due persone si fermano: allora si incontrano.
Se uno si muove sempre, impone un verso, una direzione al tempo. Ma se uno si ferma, si impunta come un asino in mezzo al sentiero, lasciandosi prendere da una distrazione, allora anche il tempo si ferma e non è più la soma che sagoma la schiena."
serve altro? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lin (12-02-2011) Il libro più bello di De Luca Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano s. (11-07-2010) un quadro meraviglioso,unico,struggente di una profondità immensa,imparagonabile con nessun altro scritto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriella (29-08-2009) Solo uno sguardo superficiale e una mancanza di conoscenza (e di comprensione) di Erri De Luca (nonché di Paulo Coelho) possono originare i due commenti che mi precedono. Accomunare De Luca e Coelho può significare soltanto che poco o nulla se ne sa di entrambi.
In questo racconto il primo Erri ha già tutta la grandezza del De Luca maturo. Che sa essere struggente e poetico pur rimanendo asciutto; tenero pur essendo rude. E che disvela un mondo di fatti e di sentimenti con la sincerità che gli è propria, attraverso una scrittura intensa e lucida; un modo di vedere e di ascoltare unico e inimitabile, una concentrazione esemplare che è cifra dell'originalità di Erri De Luca (il quale, per inciso, ha cambiato il suo nome da Henry - discendendo da nonna americana - in Erri, come lui stesso racconta nel suo intervento a Orvieto. Dove, fra l’altro, si manifesta anche il suo intelligente umorismo napoletano).
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (06-07-2009) francamente una delusione! Riflessioni (psudo) filosofiche,spesso senza nè capo nè coda. Pacchiano tentativo di scimmiottamento di Coelho con ben altri risultati. Da non consigliare!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
luca (09-06-2009) Il poeta Erri De Luca, unico napoletano del pianeta privo di senso dell’umorismo, ci vende a sei euro quattro paginette in stile talentuoso, mettendo in prosa le sue memorie di bambino introverso e complessato (e te credo, con un nome così…). Ne esce un racconto struggente, ma soprattutto pallosissimo. Come buttare sei euro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Angela (08-04-2008) E' meraviglioso!Non vedo l'ora di leggere qualcos'altro dell'autore..mi ha commosso, emozionato...semplicemente stupendo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angela (18-01-2008) Veramente molto bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa (20-05-2007) Una poesia lunga un libro...
Sembra quasi di vedere, di sentire, di toccare ciò che viene raccontato in un turbinio di sensazioni profonde, espresse in modo meravigliosamente semplice! Malinconico, dolce e amaro come spesso è la vita. Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francesca (18-02-2006) ...poetico..in grado di toccare il cuore con semplicità disarmante... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Michele G. (11-01-2006) Sono passati due anni da quando ho scoperto questo libro, ora riprendendolo in mano rileggo le tantissime sottolineature fatte durante la prima lettura, lo trovo ancora sublime e commovente. Erri De Luca è un grande poeta, un grande scrittore e come tale sa coinvolgere ed emozionare. Un consiglio: leggetevi anche le sue poesie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
moonshadow (06-09-2005) Veramente molto bello, quello che ho preferito di De Luca. Probabilmente e' il primo libro di De Luca che riesco ad apprezzare in quanto e' senza quegli alti e quei bassi (pensieri geniali alternati a pagine abbastanza prive di contenuti) che accomunano gli altri. Senz'altro un libro da leggere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ger (15-07-2005) Ho cominciato da qui. E poi mi sono seduta di fronte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (25-05-2005) libro fantastico, dello scrittore italiano che più di ogni altro sa trasmettere emozioni Voto: 5 / 5 |  |  |  |
davar (30-04-2004) triste Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Ivana81 (08-03-2004) Di una noia mortale, ho finito di leggerlo solo perchè costretta Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Asile77 (08-03-2004) Noioso, anche se alla fine mi ha commosso Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dario dario-ital@libero.it (28-11-2003) Erri racconta la sua infanzia, le sue riflessioni, le false vergogne, le mura del suo vicolo...tutto ciò che un napoletanto raccoglie nella lettura e ne fa sua malinconia. E' un grande uomo, sensibile e vero; la sua straordinaria capacità di comunicare con il lettore, non trova riscontro in alcuno scrittore italiano attuale. Riesce a catapultarci indietro nel tempo, disegnando accuratamente le sensazioni e le emozioni, riesumando ricordi infantili di ciascuno di noi.
E' vero è il nuovo Celine!!!
Parola di colui che ha letto tutto di Erri, un ex balbuziente, un ex muratore, un eterno bambino...un grande uomo!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bartolomeo Di Monaco bartolomeo.dimonaco@tin.it (15-05-2003) La resistenza alla povertà opposta dai genitori del protagonista in modo insolito: “Non parlavamo napoletano. I genitori si difendevano dalla povertà e dall’ambiente con l’italiano”, è una sorta di estraniazione ben più complessa e devastante di un dolore fisico. Nonostante i tentativi del protagonista, che si addestra “da straniero”, si avverte subito che i suoi non sono occhi forestieri (e non lo saranno neppure quelli della madre), e che non si può sfuggire alla corposità di Napoli, se vi si è nati: “Conoscevo la febbre di sempre di quelli che non vogliono più essere poveri”, e la sua osservazione nasce dall’interno: “I bambini che ho sentito piangere da bambino, al di là del muro, per strada, avevano pianti di ferite, di colpi presi al volo, appena passavano vicino”, dai vicoli, dai sotterranei, dalle piazze accese di sole, dagli antri bui, dalle persone che si sono conosciute, come la vecchia domestica Filomena: “Vivemmo con persone amate senza saperlo, maltrattate senza accorgercene”, “partecipavo del dolore e del pericolo del mondo intorno dove cadevano colpi che nessuna bravura poteva contrastare” e soprattutto: “non ero testimone di tutto quel male e del mondo, ma responsabile.” Ci si avvale della forza dirompente e vivificatrice del ricordo, si osservano alcune foto, quella della madre, ed esse si animano subito del movimento della città, di rumori, persone, immagini e suoni vivi. De Luca è qui al suo primo romanzo, lo stile è lineare, e manca delle invenzioni stilistiche che verranno più tardi, ma non se ne sente affatto la mancanza, essendo attratti da una tessitura che ha nel passaggio dall’immobilità al movimento il suo punto di forza. Il ricordo nasce come assenza che si trasforma in vita. La foto che ritrae la madre ancora giovane, sui trent’anni (“È bello scendere in una fotografia”), mentre il protagonista ha toccato la sessantina, diventa, per questo, occasione di intensa sorgente di ricordi, segnati da un sentimento tenero e misurato, con espressioni che sono felici creazioni a sé, come queste Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 24
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