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Chandler Raymond - Finestra sul vuoto | Elizabeth Murdoch, una vedova autoritaria e cinica che vive in una fastosa e opprimente dimora di Pasadena, incarica Philip Marlowe dell'inchiesta sulla sparizione di un gioiello numismatico, il "doblone Brasher", misteriosamente sottratto dalla collezione del suo giovane defunto marito. In un'incessante alternarsi di scenari diversi, l'intervento del detective innesca una serie di inesplicabili omicidi. Come sempre, Marlowe si fa avanti tra mostri e relitti di una società corrotta con la dolente consapevolezza dell'antieroe, con la tenacia severa del paladino della verità, con lo humour caustico dell'"uomo d'onore".
Media Voto: 5 / 5anna annaderr@libero.it (05-09-2005) Fantastico!una perla!anche stavolta chandler conferma la sua supremazia. dialoghi fulminanti, esempi di come si possa colpire qualcuno senza essere volgare.il caso, all'apparenza semplice da risolvere, in realtà porta alla luce un sommerso di corruzione e degrado morale,che però non scoraggia Marlowe dall'inseguire la verità.
Un libro da avere, per chi come me, è appassionato del genere hard-boiled. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@alice.it (30-07-2005) Chandler confeziona un piccolo gioiellino di stile e con questa Finestra sul vuoto e ci regala molte delle caratteristiche principali del detective privato Marlowe: cinismo e romanticismo, onestà da mascalzone con un’alta morale, astuzia e ironia.
La trama funziona.
Ci ho pensato un po’, a dir la verità. Leggendo un libro del genere si potrebbe anche dire che la trama diventa un piccolo pretesto perché, in realtà, la prosa da sola vale la lettura.
Ma Chandler è un perfezionista e non si accontenta.
E così costruisce, all’ombra dei cedri di una villa protetta dal dipinto di un moretto (!!), un intrigo che non è male. Certo non può esser assolutamente paragonato alle trame perfette e complicatissime di Ellroy, anche perché in un libro di appena duecento pagine non si avrebbe il tempo di svilupparle a dovere. (E credo che l’autore non ne sia mai neanche stato interessato… a un tipo di trama indimenticabile, intendo).
Insomma.
Per il tipo di autore che è Chandler, Finestra sul vuoto ha una sua bella trama ingarbugliata.
Anche se, a dir la verità, gli eventi iniziano a precipitare proprio nel momento in cui Marlowe viene assunto… e questa è una piccola forzatura. L’unica critica che mi sento di fare al romanzo. Per anni tutto era fermo, immobile, in attesa. Poi in due giorni ne succedono di tutti i colori.
La prosa è deliziosa.
Superlativa.
I dialoghi sono uno dei valori aggiunti del romanzo. E’ incantevole leggerli, ci si diverte a vedere come i protagonisti interagiscano tra loro in modo mai volgare, di gran classe, pur trovandosi odiosi. Chandler trasmette l’atmosfera della scena attraverso tutta una serie di piccoli accorgimenti (bellissimo il giochetto con la cenere del giovane Murdock). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (04-07-2005) Sinceramente non so nemmeno cosa scrivere in commento, ho paura di risultare ripetitiva e forse anche troppo esaltata da questa scrittura perfetta.
Non c'è una frase che non mi sia piaciuta, non c'è pagina che non mi abbia soddisfatto in pieno.
Per ora il miglior libro di Chandler, ma sono solo al terzo.
Armonia, eleganza e stile.
Mi sento un pò così oggi:
"....Provai dentro di me una sensazione strana, come se avessi scritto una poesia molto bella e l'avessi perduta, conscio di non poterla più ricordare".
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (18-03-2005) Ci sarà un motivo per cui Chandler è considerato da tutti gli esperti di letteratura come uno dei più significativi autori del ventesimo secolo, no?
Ebbene, il motivo è che lui scrive come nessuno.
Il suo uso spettacoloso della similitudine, sempre elegante, raffinato e originale, le sue descrizioni meticolose e diabolicamente umoristiche, il suo uso delle virgole quasi musicale, le sue pennellate a cavallo fra prosa e poesia, non fanno altro che portare alla luce una serie di romanzi senza tempo che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire. Finestra sul vuoto è il terzo libro della saga di Philip Marlowe, investigatore privato col carisma straripante, ed è finora il migliore (io leggo Chandler in rigoroso ordine cronologico).
La struttura è quella di un vero e proprio giallo classico inglese, con una serie di personaggi che ruotano attorno a una moneta antica di gran valore e scomparsa dalla villa della proprietaria, e che fino all'ultimo terranno il lettore col fiato sospeso per capire cosa sia successo e chi abbia commesso gli immancabili delitti che nel contempo si sono verificati. A questi ingredienti gialli, Chandler somma i canoni soliti dell'hard boiled: dark ladies e uomini scaltri e duri che si sfidano a colpi di fioretto verbale in affilatissimi dialoghi. Il tutto sotto la massima eleganza formale (si danno del voi) e di portamento (sartoria anni '40). E se le prime 100 pagine del libro ci immergono nel sontuoso mare caldo della magia prosaica Chandleriana (qui ai massimi livelli), la seconda parte rivela un insospettabile groviglio narrativo tale da rendere assolutamente non scontata la parte riservata alla risoluzione degli enigmi. In sostanza un Chandler in grandissima forma che riesce a superare le sue capacità intrinseche per elaborare una trama gialla che solo in partenza pareva semplice. A parte qualche trascurabile libertà narrativa, il romanzo è perfetto. E non pensiate di trovarvi di fronte a qualcosa di superato:
L'arte non ha età, e le parole di Chandler sono ARTE PURA. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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