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Vázquez Montalbán Manuel - I mari del sud | L'azione si svolge nella Barcellona pre-elettorale del 1979, fervida di nuove passioni politiche. Viene rinvenuto il cadavere dell'industriale Stuart Pedrell, dopo un'assenza di un anno in cui la vedova e i soci lo supponevano in viaggio nei mari del Sud. Unica pista, un verso di una poesia italiana: "più nessuno mi porterà nel sud". Che cos'è accaduto? Fra cene raffinatissime, amori lolitiani, cagnette e libri, Pepe Carvalho indaga, spiegando con il suo solito, tenero cinismo l'impossibilità dell'innocenza.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.75 / 5andreab (10-06-2008) Chapeau! In assoluto uno tra i migliori Montalbàn.
Qui come non mai l'indagine è pretesto per fare pura letteratura, divagare, far sorridere, riflettere su un'umanità senza pace e senza innocenza, perdersi nei mille rivoli della vita e delle mille strade che essa può intraprendere.
Cinico, amaro, doloroso, disincantato. Un Carvalho quasi gaddiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro Palazzini (25-03-2008) Non un semplice romanzo, ma un libro di epica !!!
Senza dubbio uno dei migliori di Montalban: veloce nella partenza (uno dei limiti dell'autore), con una magnifica analisi del proletariato spagnolo e dei suoi quartieri dormitorio. L'indagine di Pepe dell'industriale scomparso diventa la ricerca dell'innocenza scomparsa, dei sogni infranti e traditi. Ho riletto il libro nel 2007 e ho provato le stesse emozioni, la stessa frenesia nella lettura che avevo provato 8 anni prima. Un libro che fa pensare, sognare.... Peccato che il massimo del voto sia solo 5: insieme a il "Quintetto di Buenos Aires" e "La rosa di Alessandria" i migliori romanzi di Montalban. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (09-03-2008) giallo investigativo. Piuttosto monotono. Troppo caratterizzato dal protagonista che tutto sovrasta… anche la vicenda narrativa.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Teba (14-06-2007) Stupendo. L'ho riletto a distanza di due anni ma mi ha dato le stesse emozioni come la prima volta. La condizione della classe operaia nella periferia di Barcellona e la speculazione edilizia fanno da sfondo a questa vicenda dove si intrecciano storie d'amore, business, immigrazione, politica....con cenni non indifferenti a poeti ed autori anche italiani. Uno scorcio della fantastica città catalana in piena espansione sociale e culturale negli anni 80.... Grazie Manuel... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jacopo (11-03-2007) Il classico libro che una volta iniziato non puoi fare a meno di finire nel più breve tempo possibile...avvincente e ispirato..fonte di molteplici riflessioni anche sul senso della vita e del non-cambiamento.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
raff (10-07-2006) La migliore opera di Manuel Vázquez Montalbán perché non è solo noir condito di vita e politica ma ha in sé i vagheggiamenti del Conrad più ispirato dei racconti del mare.
L'autore qui riesce a farci viaggiare rimanendo coi piedi ben piantati a terra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fra (13-06-2006) Pienamente d'accordo: TOP LEVEL!
e vale per tutti i libri della serie, li ho letti tutti: irresistibili! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide69 dbricol@tin.it (02-12-2002) E' il primo libro di Montalban che leggo. Una volta terminato subito in libreria per LA SOLITUDINE DEL MANAGER e GLI UCCELLI DI BANGKOK. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca luca.cattaneo@infinito.it (04-05-2001) Con "Labirinto greco" per me il miglior M. Vazquez. Molto bello il malinconico crescendo con il quale Pepe ricostruisce l'"anno sabbatico" dello scomparso. Dura l'ambientazione nella periferia barcellonese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jo (11-01-2001) La dura condanna all'impossibilità di cambiare la propria vita é tutta in questa pagine.
Il solito splendido Montalban in cui trovare l'assassino é solo lo sfondo per riflettere sui profondi risvolti psicologici a cui addiviene il nostro detective.
la vittima ingiusta del finale ? la vigliaccheria dell'umanità Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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