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Tabucchi Antonio - Piazza d'Italia. Favola popolare in tre tempi, un epilogo e un'app... | Un borgo toscano nelle paludi, vicino al mare. L'epopea di una famiglia di anarchici, ribelli per temperamento e tradizione: storia di tre generazioni di rivoluzionari dai nomi sintomatici di Garibaldo, Quarto, Volturno, personaggi che partono per viaggi avventurosi e guerre in Europa, Africa, le due Americhe trovando la morte nella lotta contro i padroni. Donne combattive e coraggiose che si affidano anche agli oroscopi e alle fattucchiere. Un mondo contadino, arcaico, ormai scomparso; una fiaba popolare con trovate fantasiose e insieme malinconiche, commosse e profonde, vivaci e gaie, pervasa dal senso della fragilità della vita.
Media Voto: 4 / 5danypicci87 (02-09-2010) Come dice il sottotitolo, è una vera e propria favola: raccontata con lo stile delle favole, paradossale e amica (quasi casalinga) come tutte le favole. Tabucchi ha la grande capacità di affabulare il lettore, in una maniera fantastica. Indubbiamente l'autore desiderava proprio spezzettare il racconto (era suo intento) però ogni tanto la storia risulta confusa. Lo consiglio vivamente, e consiglio ugualmente "Il dolore perfetto" a chi gradirà questa lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ginevrina bellefizz@virgilio.it (09-01-2007) Ho deciso di scrivere la recensione dpo aver letto "Il dolore perfetto". Entrambi mi hanno fatto commuovere, vivere a pieno ciò che traspare dalle righe e immaginare che in fondo i loro protagonisti fanno un pò parte di me, adesso... L'atmosfera è un piano sconfinato dove immaginario e realtà si perdono l'uno nell'altra senza arrivare mai ad un litigio; e i personaggi sono vivi veri, a volte sembra che saltino fuori dalle pagine. Leggete Piazza d'Italia; un libro italiano di un grande autore, che camminasulle sue gambe, seppur si possano trovare dei parallelismi con Marquez e la narrativa sud america più in generale Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco aurellio@blu.it (01-11-2003) Dopo aver letto sostiene pereira era molto incuriosito dalla scrittura di Tabucchi. La ricostruzione dell'infanzia e dei paesaggi è a metà tra la favola e la storia, ha molti elementi ironici e paradossali, e tuttavia riesce a 'ricreare' vicende vere della storia d'Italia con uno stile da realismo magico. Ci vedo molto di Cent'anni di solitudine, per cui non me la sento di dare il voto massimo, eppure lo consiglio vivamente perchè si legge in una giornata ed ha uno stile molto godibile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Beppe (27-12-2002) Volevo avvicinarmi a Tabucchi e l' ho fatto "in punta di piedi", iniziando dal suo primo "lavoro", cercando un parallelo con alcune canzoni storiche del periodo. Il libro è duro, schietto, umile. Una sola cosa mi ha sorpeso ed angustiato la lettura: il frazionamento in paragrafi e "sottoparagrafi", vista l' esilità di alcuni. L' avrei preferito scevro da essi. Il finale è significativo e utile per non dimenticare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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