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Yoshimoto Banana - Lucertola | Sei racconti intorno al tempo, alla guarigione, al destino, al fato, immersi in una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita. I protagonisti sono accumunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti si sono chiusi in un guscio che li protegge, ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Ma sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato. E' alle soglie di questa trasformazione che lo sguardo di Banana Yoshimoto si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l'angoscia, la liberazione.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.27 / 5valina91 (23-10-2010) E' il primo libro della Yoshimoto che leggo e devo ammettere che, anche se non mi ha abbagliato o non mi ha stupita al punto di farmi restare a bocca aperta, mi ha incuriosita. Questa è una raccolta di racconti tutti naturalmente ambientati in Giappone che, anche se brevi, riescono a catturare molti aspetti della vita orientale, riguardo i rapporti familiari, quelli inter-personali e con la religione. Il racconto che mi ha colpito di più e che mi è rimasto più impresso è "Sogno con kimchee", anche se la citazione che secondo me racchiude interamente il senso dell'intera raccolta è tratta da "Strana storia sulla sponda del fiume":
"Al mattino la superficie del fiume splende come se migliaia e migliaia di fogli d'oro stropicciati scorresse sull'acqua.
La luce che scintillava dentro di me era altrettanto radiosa.
E per un momento pensai che forse era quella che gli antichi chiamavano speranza." Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simone simone.carletti@libero.it (30-09-2008) La scrittura della Yoshimoto è semplice e diretta, il suo sguardo sul mondo innocente. Eppure questa raccolta di racconti mi ha lasciato piuttosto indifferente. I personaggi appaiono vaghi, l'immedesimazione difficile. Qualche pagina lascia il segno, specie nella descrizione degli ambienti (specialità della scrittrice giapponese), ma Kitchen era tutta un'altra cosa. Molto bello il postscriptum all'edizione italiana, vero atto d'amore verso il nostro Paese. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Il suono di una sola mano (04-02-2007) Per me è stato il primo libro di Banana. Ma porto all'attenzione di tutti un torto comune a questa autrice dicendo giusto 3 cose: 1) prima d fare qualsiasi critica ricordiamoci che uno scrittore è sempre uno scrittore e che se voleva descrivere gli avvenimenti della vita senza che passassero attraverso le proprie emozioni ed il proprio vissuto personale sarebbe stato un giornalista, ma non uno scrittore! 2) per capire ciò che qualsiasi scrittore cerca di comunicarci, dobbiamo partire dal suo sfondo culturale e per capire questo sfondo come minimo, dopo esserci informati, è necessario far entrare un pezzo di quella cultura dentro di noi ed armonizzarlo con il nostro punto di vista sulla vita. cn banana poi meglio che le persone ignoranti (nel senso che ignorano anche quello che è alla luce del sole perché incapaci di superare il loro cinismo) lascino perdere xè per capire questa autrice bisogna farsi una cultura "alta così" sul Giappone e sulla spiritualità zen contrapposta allo stile odierno di vita giapponese che è frenetico e spesso vuoto! 3) quando leggiamo un libro trattiamolo con rispetto e venerazione perché esso nasce da un pezzo di vissuto di un essere umano e non da un cosiddetto "non sapere che mestiere inventarsi nella vita perciò per caso una persona si ingegna e si improvvisa scrittore!", qua tutti hanno parlato di sentimenti ma nessuno ha rispettato quelli di Banana che nei suoi libri ci ha messo l'anima e ce l'ha comunicata senza veli!?! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maunakea (03-01-2006) 1993 - Tokage. Uno dei libri piu riusciti dell'autrice, e dire che sono racconti, ma tutti coinvolgenti, per nulla accennati o interrotti, riesce comnque a catturare sentimenti, sensazioni, attimi che tutti noi abbiamo provato ma che non siamo mai riusciti a mettere in parole o a razionalizzarli. A confronto H/H e' un libro senza scopo ne' verso e La piccola ombra una brutta copia. Indubbiamente consigliato, fra i primi da leggere per capire se l'autrice ci puo' piacere o meno. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rosi (14-06-2005) semplicemente bello!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
magenta (06-01-2005) Bello, ma rispetto ad H/H, Kitchen e Sonno profondo...è meno, come dire , coinvolgente ecco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Hajime (18-02-2004) Soffice e diretto..in pieno stile Yoshimoto. Sono d'accordo con Riccardo..l'ultima storia è la più bella delle sei. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Riccardo (10-08-2003) Bellissimo..era la prima volta che leggevo qualcosa della Yoshimoto ma penso proprio che proseguirò a leggere i suoi libri.Lucertola è intrisa di molta umanità e in particolare l'ultimo racconto è estremamente commovente.
A chi non l'ha letto lo consiglio vivamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Japangirl (02-10-2002) E' un libro abbastanza bello, anche se leggendo i vari racconti narrati in questo libro......per alcuni ho avuto l'impressione che alla fine le storie venissero bruscamente interrotte, che le varie personalità dei personaggi venissero lasciate in sospeso, senza far capire al lettore cosa l'autrice intendesse comunicare! La storia che mi è piaciuta più di tutte è l'ultima, la trovo più coinvolgente!
Se vi va leggetelo, anche se di Banana Yoshimoto potete leggervi di meglio ;-) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
H/H (08-06-2002) Mi ha commosso. Ho pianto. L'immagine in copertina nell'edizione Feltrinelli è bellissima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kikka cliccasuchicca@yahoo.it (27-08-2001) Ho letto tutti i suoi libri(tranne l'ultimo).Lucertola é secondo me il migliore:originale,intrigante,giovane...leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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