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Piersanti Claudio - L' amore degli adulti | Le storie raccolte nel volume parlano tutte di silenziose vicende di una stessa inesorabile discesa verso il niente: due vicini, separati solo da una siepe, che non si conosceranno mai ("Il muro verde"); un padre e un figlio incapaci di intendersi e in conflittuale rapporto tra loro ("Un padre troppo giovane"); un ragazzino che scopre il significato profondo della parola "fortuna" ("I due figli di Zelinda"); un uomo che, ammalatosi, perde il gusto del vivere e, una volta scoperto che guarirà, la necessita della vita ("Cinque lettere di addio"), e così via.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Valletti, C., L'Indice 1998, n. 6
La raccolta di Claudio Piersanti era già stata pubblicata nel 1989, prima del successo ottenuto con il romanzo "Luisa e il silenzio", e adesso rìesce, ancora in edizione economica, con qualche piccola variante che non sembra, però, decisiva. I dodici racconti si assomigliano tutti.I diversi protagonisti potrebbero essere riassunti in un unico personaggio che ne sintetizza i tratti e le appartenenze: timidezza, mansuetudine, abitudinarietà, mediacultura, mediaborghesia e buon senso. La scrittura di Piersanti, pulita e marcatamente descrittiva, li segue, li spia, e infine li svela: ognuno di loro cova, infatti, un segreto desiderio. Sia esso un progressivo innamoramento, un mai sopito risentimento, una persistente voglia di morire, una confessione già invalidata dai fatti.Nelle brevi parabole qualcosa di molto serio succede e si svita per sempre.Le vite non saranno più le stesse. Piersanti non occhieggia certe mode minimaliste, l'ironia è bandita, il sarcasmo non serve. Piuttosto sono suoi certi echi alla Robert Walser, certi riferimenti a un'estetica dell'ombra.Un racconto, su tutti, sembra esemplare. S'intitola Il muro verde, ed è la storia della relazione mai esplicitata tra due vicini di casa e tra i loro giardini confinanti.In poche pagine ci viene restituito il senso di una amicizia fatta di discrezione e di curiosità segnata "dai rumori di sempre, la periferia delle vite altrui che si mescola alla nostra".
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Media Voto: 3.66 / 5andy (28-04-2007) C'è tutto lo stupore semplice per la vita comune, nei migliori racconti di questa raccolta, che sono commoventi non perché raccontino chissà quali destini e avventure, ma perché sembrano aderire alla vita, con un amore per il dettaglio (che però dice anni) e un'umanità profondissima. Personalmente trovo sconvolgente questa capacità di dire vite intere con un'estrema povertà di mezzi (e i soli racconti in cui ci si annoia sono quelli un po' pirandelliani, in cui l'idea narrativa prende il sopravvento). Indubbiamente un grande scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
baton baton@email.it (13-09-2006) Nella scheda viene scomodato Walser: direi che non è il caso. C'è in entrambi attenzione e cura per il dettaglio in funzione dell'insieme, ci sono cose non dette che ne suggeriscono molte altre. In Piersanti, però, a rappresentare persone ci sono pur sempre persone; Walser, è uno che fa parlare anche i muri e te li fa sembrare intelligenti. C'è una bella differenza, direi.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
valentina boresso@libero.it (29-06-2006) Dopo un po' annoia, ma lascia dentro la certezza della quotidianità e la sensazione di aver presente diò di cui parla, luoghi, situazioni....l'Italia di un po' di tempo fa ma anche di oggi, con un po' di nostalgia. Ho letto una presentazione che diceva più o meno che l'autore descrive la magia di una pasta al pomodoro...è azzeccato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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