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Watzlawick Paul - Di bene in peggio. Istruzioni per un successo catastrofico | Chi non ha sperimentato il bisogno di certezze e il desiderio di arrivare al fondo delle cose, di comprendere davvero, rinvenendo quelle che Paul Watzlawick definisce "ipersoluzioni"? La ricerca di soluzioni radicali e definitive, seppure nasce con le migliori intenzioni, è alla fine un modo di affrontare i problemi che ha inevitabilmente effetti controproducenti. Non per nulla la saggezza popolare dice che "le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni". Il libro intende mettere in guardia gli adolescenti come gli anziani, i sadici come i masochisti, da questa estrema ed erronea ricerca di totalità, e dall'intransigenza dell'alternativa radicale, del "tertium non datur".
Media Voto: 5 / 5Larissa larissafagone@bluewin.ch (01-07-2010) 83 pagine di assoluto perfezionismo. Intenso, piuttosto cattivo e tanto vero. Watzlawick è un genio. E in quanto tale spesso dimentica che chi lo legge potrebbe non esserlo!! Così, ad ogni paragrago ti fermi, ci pensi, torni indietro e provi a rileggerlo. E nella rilettura ci trovi altro. Un elettrizzante gioco dell'oca...in cui sai che si parte ma non sai bene quando arriverai alla fine. E quando ci arrivi ti domandi..."Ma come ho fatto ad arrivarci?".
Incantevole. Da leggere. Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (02-07-2007) Watzlawick è davvero straordinario. Consiglio di leggere questo libro, è molto illuminante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nazario natosoni@tin.it (13-05-2004) Ottanta pagine di puro pensiero divorabili in un paio d’ore. Con arguzia WATZLAWICK ci parla in modo malizioso delle conseguenze inattese e spiacevoli della tecnologia, degli eccessi psicologici e comportamentali dell’uomo nella ricerca frenetica della felicità. Il progresso ci fa cambiare di continuo usi e costumi imponendoci uno stile di vita provvisorio. Di conseguenza, questa civiltà usa e getta è poco affidabile in qualità e sicurezza. Assistiamo impotenti allo sfaldamento materiale ed etico di tutto ciò credevamo efficace e il ritorcersi contro di noi di leggi che sembravano, solo qualche tempo prima, giuste e complete. Troppo tardi ci accorgiamo delle leggi fasulle del libero mercato e delle promesse ingannevoli della tecnologia. In questo contesto catastrofico, la società umana si industria per progettare nuove tecniche di soluzione dei problemi. Purtroppo, pur nella buona fede, questo affrontare ingegneristico dei problemi finisce sempre con l’avere effetti controproducenti. Ha negare all’uomo la felicità è l’imprevisto capovolgimento della stessa problematica che si vuole combattere. Il consiglio di WATZLAWICK è semplice: usare quella scheggia di sapienza che è dentro di noi, come strumento di concretezza nella scelta delle soluzioni. Chi vuole rendersi l'esistenza vivibile deve evitare le trappole dell’intransigenza e dell’alternativa radicale. Più dell’effetto vendetta delle cose che si ribellano, dobbiamo temere il nostro atteggiamento verso la perfezione e l’ordine ad ogni costo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simone simone.gabbani@sicura.com (16-05-2003) Lo ammetto, sono un fanatico di Watzlawick...Ho letto tutto quello che sono riuscito a trovare. Ritengo che come pochi sa unire la conoscienza scentifica ad un linguaggio ironico, senza mai perdere in profondità, senza mai scadere nello scontato. E' un maestro! Non solo perchè conosce, ma soprattutto sa raccontarlo. E' quindi uno scrittore attraente e affascinante. Consiglio la lettura di tutti i sui libri, senza dimenticare neanche quelli nei quali ha collaborato. Per i più arditi, consiglio: "Pragmatica della comunicazione umana" e "Change" nei quali si mette da parte l'ironia e si conosce il Watzlawick studioso e ricercatore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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