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Benni Stefano - Bar sport Duemila |
Dopo più di vent'anni il mitico Bar Sport e i suoi magnifici eroi hanno subito le trasformazioni del tempo: la proverbiale pasta Luisona è scomparsa, nel Bar Veramente Fico adesso espongono brioche invisibili a occhio nudo; tra gli avventori nessuno ha più una colorazione naturale, e si possono ammirare le abbronzature color albicocca o vitel tonné maschili piuttosto che i color biscotto dei fard e dei Caraibi femminili; nuovi elementi, tra cui spiccano i tristemente noti cellularisti, abilissimi nel rispondere al trillo nelle situazioni più impervie. E poi le evoluzioni delle creature perenni da bar: l'uomo invisibile che passa ore davanti al bancone tentando di farsi servire un caffé, l'incazzato da bar, le vecchiette dell'angolino...
| La recensione de L'Indice |

scheda di Ventura, R., L'Indice 1997, n.11
(scheda pubblicata per l'edizione del 1997)
Stefano Benni ha abituato i lettori all'uscita dei suoi libri a scadenze periodiche, un po' come Woody Allen nel cinema. E come gli spettatori di Allen, i lettori di Benni sono portati a ripercorrere il cammino dell'autore ogni volta che esce una nuova opera, confrontandola con le precedenti. Per quest'ultima raccolta di racconti il confronto è poi obbligato. Il titolo richiama quello di uno fra i suoi libri più riusciti, pubblicato vent'anni fa e già incentrato sulla vita vissuta e raccontata da frequentatori assidui e occasionali di bar. Il carattere degli ambienti è lo stesso, anche se aggiornato all'evoluzione di certi particolari di costume, come il cambio dei banconi, ora "superaccessoriati" e modello "inferno di cristallo", o il tramonto della brioche stile "Luisona", ormai superata dalle pastine mignon. I protagonisti sono quindi rinnovate caricature di stereotipi, dal "neo-tecnico" calcistico, dotato di un gergo sempre più storpiato dal linguaggio televisivo, a "i due che devono andare al cinema" e all'"incazzato da bar", raccontati sempre con grande vivacità e delicata ironia, alternata con la fantasia dei pezzi legati alla vena di "Terra!" o di "Elianto", come quello sulle avventure del piccolo krapfen "Franz". Ne risulta un panorama molto vario di profili umani, decisamente più nevrotico di vent'anni fa (ne è l'emblema il "drogato da telefonino" che estrae in continuazione il suo apparecchietto come un pistolero con la colt).S'intravvedono desideri e debolezze che trascendono le limitate prospettive dei piccoli ambienti da bar di periferia bolognesi da cui prendono spunto (in realtà chi conosce la città ne ricorderà uno anche in centro, da sempre gremito di "neo-tecnici", che porta il nome di un'opera verdiana). Non ci sono dubbi sul fatto che Benni abbia creato un genere coltivato così bene da renderlo inaccessibile a chiunque altro per timore del paragone.E così potrebbe continuare a divertirsi e a divertire ancora a lungo. Ma quello che forse manca ai suoi lettori, in questi tempi di appiattimento e allineamento su tutti i fronti, moderati ed estremi, è il Benni giornalista e scrittore politico, con una posizione precisa ma del tutto originale e, per usare un termine abusato, veramente "scomoda". Se non sono superati i "Bar sport", lo sono ancora meno le "Tribù di Moro Seduto".
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16 recensioni presenti. Media Voto: 4.06 / 5CINZIA VELARDO (22-01-2010) Sicuramente non all'altezza di "Bar Sport". A volte ho avuto come l'impressione che volesse riciclarne l'umorismo o cercare comunque di renderlo simile. Secondo me non ci è riuscito.
Rimane comunque il fatto che Benni ha uno stile molto creativo e brillante: anche le storie più assurde (le immaginavo in un libro per bambini) appaiono come un'opera d'arte, a mio avviso: spesso la storia non mi diceva granchè, ma era un piacere leggerla solo per la sua forma. Voto: 3 / 5 |
marcelloT (12-01-2010) Ho fatto un po' fatica inizialmente a ricollegarmi con il pianeta Benni e i suoi racconti (Bar sport letto ormai da 15 anni). Ma poi il libro si legge tutto d'un fiato lasciandoti anche momenti di riflessione: almeno 2 racconti sono proprio tristi e rispecchiano come la societa' sia in un decadimento continuo. Voto: 4 / 5 |
Cristiano (22-02-2008) A mio parere questo libro di Stefano Benni non è all'altezza del precedente "Bar Sport" scritto parecchi anni prima, è comunque una lettura piacevole e divertente, spesso irriverente e che in più di una occasione fa riflettere. Voto: 4 / 5 |
giovanni (14-05-2007) Semplicemente, piu della metà dei racconti fanno morire dal ridere, e i racconti ke nn fanno morire dal ridere sn cmq molto piacevoli...
(lo leggevo in pullman e ridevo cm un pazzo...e tutti ke mi guardavano con sospetto...) Voto: 5 / 5 |
mato (07-05-2007) Dopo Bar Sport, Benni ci narra al suo solito modo come è cambiata “la fauna e la flora” che popola i bar del 2000. Decisamente noioso. Del caro Benni ne ho letto migliori.
Voto: 2 / 5 |
matteo81 matteo.monetta@aliceposta.it (20-02-2007) Davvero molto bello
Se ci si vuol svagare con la mente e essere per un attimo liberi da pensieri, vi consiglio questo libro.
Stefano Benni libera la sua fantasia dalle catene e la butta come un uragano sulla carta.
Bar Sport è bello ma Bar Sport Duemila ancora di più
Voto: 5 / 5 |
effedetto (08-12-2006) Grande raccolta nel perfetto stile Benniano.Si effettivamente manca un po di carisma del buon Bar Sport, che penso tutti almeno una volta debbano necessariamente leggere. Ma non si può reputare Bar Sport 2000, un opera inferiore alla precedente. Sicuramente non lascia scontenti e vale anzi supera il prezzo del libro!
A pagarne degli autori così bravi sul panorama letterario italiano.Benni è un autore che va bene per qualsiasi tipo di lettore.....quindi w il Lupo!!!!! Voto: 5 / 5 |
ENZINO (07-11-2006) mi trovo particolarmente d'accordo con fabio j.!infatti trovo questo libro nettamente inferiore a BAR SPORT: manca di brio, di spenzieratezza, di effervescenza... Voto: 2 / 5 |
W la figa (11-02-2005) Libro molto bello Voto: 4 / 5 |
stefano (03-01-2005) bellissimo oh oh oh
Voto: 5 / 5 |
Paolo (08-12-2004) Una nobile raccolta di racconti. Il titolo, poi, gli conferisce un'aria ufficiale, di clima austero, di rivalsa.
Ironia tagliente, satira di costume e genialità d'invenzione morfologica si uniscono limpidamente. E non solo. Vi è anche lo spazio per racconti di raffinata fantasia e noir ricercato.
Un po' di volgarità, però, sparsa qua e là. Voto: 4 / 5 |
fabio j. (25-10-2004) L'unico libro di Benni che mi abbia un po' deluso: sembra scritto su richiesta dell'editore, ma il genio dell'autore crea comunque situazioni divertenti. Voto: 3 / 5 |
Elisa F. elisa_fiolini@libero.it (21-06-2004) Racconti intelligenti, ironici, a tratti davvero esilaranti. Uno dei migliori libri di Benni. Voto: 4 / 5 |
Michele (09-12-2002) Questo e un libro molto buffo. Ho letto questo libro subito dopo il primo Bar Sport. Il livello di umore e lo stesso in tuttie due libri. Sopratutto mi piaciuto "Il sax del Nuvola Rossa", scritto nel stilo di un giallo o un nero. Se ti piace la vita nel bar, la gente, l'ambiente, il modo di esistensa; questo e un libro per te. Voto: 5 / 5 |
Andrea (11-02-2002) Chi ha già letto il primo bar sport, potrebbe pensare " ecco il solito seguito noioso ". Invece no. Bar sport 2000 è molto più bello del precedente, con storie davvero buffissime.
Ho dodici anni. Voto: 5 / 5 |
Luca luca.cattaneo@infinito.it (29-07-2001) Nonostante sia un "sequel" non delude le attese oppure, se preferite, sconfigge i pregiudizi sui numeri due...Magnifico il primo, stupendo il secondo: le avventure del piccolo krapfen Franz da sole meritano la lettura! Benni, da grande ed eclettico scrittore moderno, ha saputo aggiornare il suo Bar Sport senza scadere nel già detto o nel convezionale. Voto: 5 / 5 |
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