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Coe Jonathan - La casa del sonno |
Cuore di questo romanzo è un edificio abbarbicato in cima a uno scoglio a picco sull'oceano: la "casa del sonno" del titolo. Nei primi anni Ottanta è un alloggio per studenti universitari. E' qui che si incontrano, si sfiorano o s'ignorano i destini dei personaggi. Recensioni 1 - 20 di 142 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5Kat (08-10-2009) Ho letto tutti i libri di Coe e devo dire che non sono mai rimasta delusa. Questo è molto particolare, una perlustrazione a tratti divertente della perversione nella natura umana. Voto: 3 / 5 |
annalisa (17-09-2009) Primo libro che leggo di questo autore. La storia è molto particolare e interessante; l'intreccio di tempi e personaggi - che ci vengono presentati nell'evolversi delle loro personali vicende, tra presente e passato- è sorretto egregiamente da una scrittura attenta, da una prosa scorrevole e lineare. Bello il finale. Leggerò anche La famiglia Winshaw. Voto: 4 / 5 |
gianni (02-09-2009) Libro notevole, anche se mi è piaciuto meno di “La famiglia Winshaw” unico altero libro da me letto di Coe. Anche in questo romanzo l’autore riesce a concepire un intreccio narrativo notevole in cui presenta diversi personaggi, inizialmente ed apparentemente scollegati tra di loro e poi man mano che il romanzo procede la tela si chiude e tutto va al suo posto. La scrittura di Coe l’ho trovata sempre di buon livello, scorrevole ed accattivante. Al continuo salto temporale tra i capitoli pari e quelli dispari ci si abitua subito e non creano problemi (almeno a me non li hanno creati) per quanto riguarda la comprensione della storia, per certi versi intricata. Voto: 4 / 5 |
erika (30-07-2009) esistono due tipi di romanzi: quelli scritti divinamente e quelli che si fondano su un'idea geniale. Quest'ultimo è il caso di "La casa del sonno". Divertente, intelligente e ben costruito! Voto: 5 / 5 |
alex (30-06-2009) Un bel libro dallo stile che io non riesco a definire (un thriller? non proprio). Perde qualcosa nel finale inaspettato e forse un po' troppo sbrigativo. Molto avvincente e con un ritmo incalzante. Consigliato! Voto: 4 / 5 |
silvia serafini (19-06-2009) La trama è avvincente, grande scrittore lo stile è quello del Mc Ewan Voto: 4 / 5 |
mary (10-06-2009) Libro, per me, bellissimo!!!
Dopo aver letto dello stesso autore la trilogia de "La famiglia Winshaw", "Circolo chiuso" e "La banda dei brocchi", ed essermene imnnamorata, ero rimasta molto delusa da "L'amore non guasta". Ma questo libro mi ha stregato: il più bello di Coe tra quelli letti; l'ho finito in meno di due giorni. Bello il personaggio di Robert/Cleo, il mio preferito.
Insomma, lo consiglio...l Voto: 5 / 5 |
manovalanza libraria (24-04-2009) Ho dato due voti solo perchè oggi mi sento particolarmente generosa, ciò non toglie che questo libro non mi sia piaciuto affatto. Diciamo che voglio dargli ancora un'altra possibilità. La prima l'ho esaurita durante la lettura, quando continuavo ad interrogarmi sul successo di questo libro e di questo scrittore.
L'ho letto 4 mesi fa. E quando ci ripenso mi viene solo una gran rabbia. Mi sono sentita presa in giro, ha voluto spacciarmi qualcosa di banale e di "magistralmente" costruito a tavolino per letteratura. L'escamotage dei salti temporali è vecchio come il mondo, almeno lascia che sia il lettore ad interpretarlo, non specificarmelo già dalla prima pagina. Le coincidenze, quanto le ho odiate. Ad un certo punto ho pensato che fosse la sceneggiatrice di The L Word la ghost writer di questo libro. Nulla, non riesco a salvare nulla. Mi spiace. Sarò pure una profana, ma a me i santi non piacciono.
Meno male che subito dopo è arrivato Cecità... Voto: 2 / 5 |
max (14-04-2009) Lettura difficile da seguire. L'intreccio delle vicende spezza anche quel minimo patos che a fatica si guadagna. La trama è noiosa, l'atmosfera narcolettica Voto: 1 / 5 |
barbara (31-03-2009) Un libro ipnotico ed enigmatico che necessita di almeno due letture per essere apprezzato. La trama è articolata e spezzata dall'autore in numerosi salti temporali, i personaggi si affacciano nel corso della narrazione secondo differenti gradi di approfondimento, e molti dettagli effettivamente cruciali per la comprensione della storia vengono seminati da Coe in modo apparentemente casuale, cosicchè alla prima lettura è difficile seguire lo sviluppo della vicenda. Con la seconda lettura si apprezza non solo l'intreccio - finalmente svelato -, ma anche l'atmosfera lenta ed avvolgente (narcolettica, direi...) creata da una scrittura estremamente ricercata, le precise descrizioni dei luoghi e e degli stati d'animo, le divagazioni nella poesia (vedi l'appendice) che non sono riempitivi ma veri e propri tesori nel tesoro. Da leggere più volte. Voto: 4 / 5 |
marco marber81@libero.it (25-03-2009) uno dei miglior libri che abbia mai letto...
si rischia di divorarlo in due giorni!!
Coe si è superato davvero.. Voto: 5 / 5 |
CHIAROT Giorgio (14-02-2009) Di non facile lettura. Pensate che i capitoli dispari sono ambientati negli anni '80 e i capitoli pari una dozzina di anni dopo. Questi continui salti temporali disorientano il lettore che qualche volta finisce per smarrirsi. I personaggi sono sempre gli stessi lungo tutto il romanzo, tutti affetti, in modi diversi, da disturbi del sonno. La vicenda si trascina un pò stancamente fino a metà libro poi comincia ad animarsi. Le invenzioni di J. Coe, a volte anche virtuosistiche, intrigano il lettore, tirandolo dentro in un crescendo pirotecnico di colpi di scena e di strane e misteriose "coincidenze" fino al clamoroso epilogo molto, molto originale. Questo libro conferma alla grande ciò che avevo solo intuito con la lettura di altri suoi romanzi (La banda dei brocchi, La famiglia Winshaw e Circolo chiuso): J. Coe è un maestro dell'intarsio in quanto riesce ad incastrare in maniera perfetta, quasi maniacale, i tantissimi piccoli pezzi di cui si compone la sua intricatissima trama e lo fa con assoluta e geniale disinvoltura. Magistrale, ad esempio, l'analisi su Sarah del psicoanalista Russel Watts e le conseguenti reazioni dell'incognito prof. Dudden. Ingegnoso e spassosissimo il pezzo "FRAMMENTI DA UNA VITA NEL CINEMA" che fa perdere il posto di lavoro a Terry per colpa di Sarah che si incasina con le note a piè pagina dell'articolo.
Complimenti Mr. Jonathan Coe. Davvero bravo. Voto: 5 / 5 |
Matt eeriespirit@yahoo.com (03-02-2009) Un ottimo romanzo. Una vicenda molto ben congegnata che si sviluppa su due piani temporali e ricca di indizi che permetteranno al lettore di creare un caleidoscopico puzzle su una manciata di personaggi sfuggenti come i loro sogni. Qui tutto e' in movimento... il ritmo e' veloce, i dialoghi mai banali, l'atmosfera molto british, sempre un po' sopra le righe... ma credo che proprio questo leggero eccesso, questo stordimento continuo sia cio' che conferisce alla storia il suo tratto piu' notevole, ossia di essere letta quasi come se si vivesse un sogno, dove anche le cose piu' improbabili avvengono con la massima naturalezza e leggerezza. Voto: 4 / 5 |
luca (22-01-2009) Bello. Personaggi sempre in bilico tra sit-com inglese e tragedia greca, ma ben radicati nella realtà di fine millennio, che è il pane letterario di Coe. Come fosse una canzone dei Police, l'autore mantiene una liaison con suoi romanzi precedenti attraverso temi a lui cari (il cinema di serie B, la distruzione del sistema sanitario inglese voluta dalla Thatcher, già visti ne "La famiglia Winshaw"). Ed altrettanto tipica di Coe risulta la struttura a incastro del romanzo, che ben si integra con l'alternanza tra sonno e veglia, vera chiave di lettura dell'opera. Il sonno e la veglia sono infatti i due palcoscenici dove il nostro inconscio esprime in egual misura nevrosi, paure, dolori e traumi, sogni, ambizioni e follia. Voto: 4 / 5 |
senzanick (15-01-2009) un bel libro, un autore notevole: tanti avrebbero da imparare da lui ma, d'altronde, un autore inglese è sempre un autore inglese! Voto: 4 / 5 |
Teresa (11-01-2009) è vero la trama è un po' forzata ma non si può giudicare un libro solo dal suo grado di realismo, ne "La casa del sonno" c'è molto di più. Leggendo altri libri, spesso mi sono affaticata su descrizioni interminabili e totalmente inutili,puri vezzi dello scrittore.Con "La casa del sonno" no,nessuna descrizione è un accessorio ma tutte indizi disseminati lungo la trama del libro; nulla è superfulo tutto sembra accuratamente studiato.L'ho letto tutto in una sera e ho potuto notare come fin dall'inizio venga suggerito al lettore l'evolversi della storia, la soluzione del rompicapo.Uno stile piacevole, scorrevole e una costruzione narrativa geniale ed efficace.Ho amato soprattutto i "salti cronologici" nell'alternarsi dei capitoli e la loro associazione alle fasi del sonno .Da leggere obbligatoriamente. Voto: 5 / 5 |
Nelletta (08-01-2009) E' sicuramente una piacevole lettura. La trama in se' stessa non mi ha particolarmente coinvolta. Interessante lo stile di Coe. Voto: 3 / 5 |
federica (10-12-2008) appena finito di leggere, tutto d'un fiato, mi ha restituito l'ansia della lettura, fino a notte fonda...libro ben strutturato e ben scritto, intenso ed originale, certo anche io ho notato una forzatura ma non la considero un difetto tale da ridurre la bellezza dell'opera. da leggere assolutamente! Voto: 5 / 5 |
Mary (08-10-2008) Finito da poco e non posso che confermare la bravura di Coe nel costruire la trama, nel lasciarti col fiato sospeso fino all'ultima riga. Finale imprevedibile, davvero un bel libro. Voto: 5 / 5 |
Michela (12-09-2008) Sono d'accordo con chi dice che la storia non sembra reale...ma è scritto talmente bene che vieni trasportato, ogni capitolo tira l'altro. Credo non sia stato semplice scrivere un libro così...studiato alla perfezione. Il finale non si riesce a prevedere, ogni riga rivela qualcosa di nuovo. Sinceramente credo sia stato davvero bravo l'autore...complimentoni. Voto: 5 / 5 |
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