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Scarpa Tiziano - Venezia è un pesce. Una guida | Sulla carta geografica, Venezia sembra un pesce e il ponte che la collega alla terraferma somiglia ad una lenza. Una guida originale (una guida d'autore) alla scoperta della città lagunare. Tiziano Scarpa parla della sua città e offre un'opportunità per guardarla da una prospettiva inedita. L'autore spiega che Venezia è una città da "sentire" con i piedi, che impegna il cuore, una città che ha orecchie, bocca naso e occhi. La letteratura che Venezia ha accumulato negli anni completa il quadro. Una nuova versione dell'opera, già pubblicata bel 1998, ampliata e rimaneggiata, con anche un racconto di Maupassant.
| La recensione de L'Indice |

recensioni di Cerasi, E. L'Indice del 2000, n. 06
Ha avuto una bella idea, l'editore Feltrinelli, a riproporre - riveduta ed ampliata - l'iniziativa editoriale di Paravia, che, nel 1998, aveva pubblicato In gita a Venezia con Tiziano Scarpa. Si tratta di una guida letteraria, come si usava in altre epoche, che tuttavia non ha solo lo scopo di suggerire itinerari più o meno turistici, ma anche di fornire un ritratto, più antropologico che artistico, della città natale dell'autore. L'edizione feltrinelliana si compone di due parti e di un intermezzo: la prima adempie, a suo modo, all'impegno contratto con il sottotitolo, suggerendo nove quasi-itinerari ripartiti in altrettante "sezioni" corporali: piedi, gambe, cuore, mani ecc. Coerentemente con l'idea già espressa nei suoi lavori letterari, Tiziano Scarpa conferisce al corpo un ruolo centrale nell'esperienza del mondo.
Nel caso specifico, suggerisce che l'esperienza di Venezia non debba essere monopolizzata da una minoranza di storici dell'arte, ma che risponda invece, nonostante il rischio di schizofrenia, all'esigenza di un corpo frantumato: frantumato anch'esso, così come, secondo Scarpa, si frantumerà Venezia, per la mortale sua ridondanza estetica. Dunque, suggerisce Scarpa - sulle orme di un certo Calvino -, vi è una Venezia esperita dai piedi, una agognata dal cuore, una patita dal naso e dalle gambe, una bramata dalle mani ecc. Questo nella prima parte. La seconda, invece, propone un'antologia di esercizi letterari aventi Venezia come oggetto: in buona parte si tratta di scritti dello stesso autore, con la piacevole aggiunta di un brano, tradotto dallo stesso Tiziano Scarpa, di Guy de Maupassant, e di un testo inedito di Diogo Mainardi. L'intermezzo, infine, offre una rassegna bibliografica delle opere letterarie a cui l'autore, nella prima parte, ha fatto riferimento.
Rivolgendosi a una graziosa candidata turista, Scarpa propone una guida, un manuale di orientamento pratico, quotidiano e immediato in cui c'è posto per aneddoti personali o popolari e per curiosità varie; l'opera, insomma, è apparentemente estranea alla mitologia più o meno decadente di cui sappiamo. Ma ciò che colpisce è, tuttavia, proprio la dimensione mitologica del libro.
Tiziano Scarpa, nato e cresciuto a Venezia, ritrae Venezia come un organismo primitivo e avvolgente, materno: e misterioso, come ogni origine. Venezia è un pesce, "è dalla notte dei tempi che naviga". Come si può non vedere nell'immagine del pesce mitologico quella del mare, cioè dell'origine - materna per definizione? L'origine, qui, è la salvezza perché mette in atto il nostro desiderio di perderci, di smarrirci, di confonderci. "Il primo e unico itinerario che ti suggerisco ha un nome. Si intitola: A caso. Sottotitolo: Senza meta". Si tratta di smarrirsi, di perdersi, di girovagare senza uno scopo, senza un perché, lasciandosi risucchiare in questo organismo originario. "La salvezza viene dall'origine", afferma l'autore; in essa non v'è "nessun Minotauro" - "nessun mostro acquattato che aspetta di divorare la propria vittima". Si tratta, evidentemente, del sogno di chi si è allontanato, di chi è partito. Coloro che restano, quasi sempre, hanno sogni diversi.
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12 recensioni presenti. Media Voto: 4.58 / 5MariaGiovanna Luini mariagiovanna.luini@gmail.com (19-07-2009) Anni di viaggi a Venezia, ore e ore spese per capire. Finalmente ho letto "Venezia è un pesce" e ho capito di non avere mai capito niente. Libro molto bello, ricco di spunti di riflessione e gusto carnale per la città. E per la scrittura di Scarpa. Chapeau. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
camilla camilla.pacher@gmail.com (26-01-2009) ieri pomeriggio ho letto "Venezia è un pesce", con le squame lucenti.E mi è tornata in mente questa frase: "Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo - alias- acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo." è una frase di J. Brodskij, nel suo libriccino "Fondamenta degli incurabili", per altro citato da Tiziano Scarpa. gli occhi dell'amante di Venezia, un russo che la ama e la rincorre solamente d'inverno. Gli occhi dell'innamorato tiziano, raccontano la memoria più antica ( quella foresta pietrificata a cui la città è ancorata, il bambino di Hrabal che ci conficca i chiodi (che immagine bella e che bel libro),ma guardano anche un aspetto forte di giovinezza, di esperienze adolescenziali giocose e piene di risate. Un bel libro, un altro bel libro: Su VENEZIA. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele68 (09-01-2009) Definisco paradossale la mia esperienza: nato e crescituo nel Veneto, solo da quando mi sono trasferito a Milano ho cominciato a frequentare Venezia. Ho letto “Venezia è un pesce” essendo già in possesso quindi di un minimo di consapevolezza. Indiscutibile la competenza dell’Autore, condivido i suggerimenti riportati, ritengo utili e molto interessanti le notizie sulla toponomastica. Non è semplice trasmettere a parole le sensazioni che una città così particolare, anzi, unica, affascinante e misteriosa riesce a trasmettere, personalmente trovo molto ben riuscito questo libro, divertente e mai scontato, mette in luce le evidenti contraddizioni peculiari di questa città per le quali o la si ama o la si detesta. E la prossima volta, alle Zattere! Non mi farò mancare il gianduiotto di gelato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paola pa.sibilla@hotmail.it (26-02-2008) delizioso, ironico, divertente, la guida ideale per chi conosce già un po' la città (ma anche per chi ci arriva per la prima volta) e non pretende un aproccio razionale: é una guida scritta col cuore, con la memoria, perfino con i piedi. Indispensabile da leggere in treno durante il viaggio di andata, da portare con sé in città e da sfogliare camminando per verificare di persona le mille curiosità che Tiziano Scarpa ci narra con una scrittura piacevole e diretta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Getu (12-05-2005) E' un libro per spiriti forti. Mi ha molto impressionato. Più che un romanzo mi sembra un diario, spietato. Non credo di aver mai letto niente di simile. Un libro che può fare molto male. Bisogna avere lo stomaco di affrontare lo scandalo dell'esistenza. E anche la sua bellezza. Ci sono quelle conversazioni con la bambina di quattro anni che non dimenticherò facilmente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
sara saraspina_67@virgilio.it (19-12-2004) T.Scarpa: un veneziano che parla della sua città e la descrive da una prospettiva inedita: quella sensoriale. Questa Venezia di T.Scarpa è una città da sentire con i piedi, che stanca le gambe, il cuore, che va toccata con le mani e riconosciuta negli odori e nei sapori; una città rappresentata con un volto umano: con occhi, naso, bocca e orecchie; non senza tralasciare di descrivere la sua architettura, cha ai i veneziani, ormai abituati a tanta bellezza, nulla può nuocere, ma che al turista incauto può confondere la vista fin quasi allo svenimento. Una descrizione semplice ma nel contempo magica che non trascura nulla: iniziando dalle fondamenta e salendo fino alla superficie Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto Saviano (02-10-2004) Un capolavoro che si compone di bellezza geografica che lentamente e progressivamente evapora in iperuraniche architetture di parole. Alla fine Venezia non è una metafora, a una reale monumentalità di parole, intuizioni e suggestioni. Questo libro è la gemma ineguagliabile di Scarpa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Margherita mucci1@tim.it (11-07-2004) Vivo a pochi km da Venezia, di lei si sente che è la città più bella del mondo,quanto la più scomoda, ma qualsiasi cosa riconduce sempre a definirla affascinante, nonchè unica. Questo libro ti porta a passeggio per le sue calli, anche per chi non è fortunato come me di poterlo fare realmente! Se avete pensato almeno una volta nella vostra vita che Venezia è affascinante, leggetelo! Se vi sentite lontani da lei, perchè vivete lontano o perchè le poche cose a cui la associate sono gondole, acqua alta e giapponesi che scattano foto, leggetelo! Scoprirete altre cose, che nemmeno immaginavate. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nora (28-01-2004) Ho sempre visto Venezia da turista senza aver mai pensato ad una Venezia vissuta "dal di dentro".Interessante e piacevole anche per quanto riguarda citazioni ed aneddoti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chiara (07-10-2003) Andare a Venezia per Venezia, e non per visitare una mostra o per partecipare a qualche manifestazione, come ho sempre fatto finora: questo è il desiderio che la lettura di "Venezia è un pesce" mi ha suscitato. Lo soddisferò alla prima giornata libera! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (10-05-2003) Non è una guida. E' un insieme di spunti di lettura, un'introduzione ben confezionata ad un mondo misterioso e indecifrabile. E' scritta da un veneziano, quindi, per ovvia conseguenza, pecca di presunzione di superiorità nei confronti di tutto e tutti. Anche questa è Venezia.
Consigliato a tutti. Specialmente ai veneti che non sanno apprezzare il tesoro che abbiamo al di là di Marghera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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