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Pessoa Fernando - Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares |
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Titolo | Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares |
| Autore | Pessoa Fernando | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
|  | | Dati | 2003, 286 p., 6 ed. | | Curatore | De Lancastre M. J. | | Traduttore | Lancastre M. J. de; Tabucchi A. |
| Editore | Feltrinelli
(collana Universale economica) |
| | Disponibile anche usato a € 4,00 su Libraccio.it |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | Attenzione: difficile reperibilità | | 
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"Il libro di Soares è certamente un romanzo. O meglio, è un romanzo doppio, perché Pessoa ha inventato un personaggio di nome Bernardo Soares e gli ha delegato il compito di scrivere un diario. Soares è cioè un personaggio di finzione che adopera la sottile finzione letteraria dell'autobiografia. In questa autobiografia senza fatti di un personaggio inesistente consiste l'unica grande opera narrativa che Pessoa ci abbia lasciato: il suo romanzo". (Antonio Tabucchi)
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788807816260
Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares
"Il libro di Soares è certamente un romanzo. O meglio, è un romanzo doppio, perché Pessoa ha inventato un personaggio di nome Bernardo Soares e gli ha delegato il compito di scrivere un diario. Soares è cioè un personaggio di finzione che adopera la sottile finzione letteraria dell'autobiografia. In questa autobiografia senza fatti di un personaggio inesistente consiste l'unica grande opera narrativa che Pessoa ci abbia lasciato: il suo romanzo". (Antonio Tabucchi)
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Recensioni 1 - 20 di 30 recensioni presenti. Media Voto: 4.4 / 5monia (22-02-2013) Semplicemente magnifico! Leggetelo e capirete la vostra anima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
aristos aristos@virgilio.it (04-12-2010) Ragazzi questo si' che e' scrivere! Una prosa che e' poesia, immagini di Lisbona che ti fanno venir voglia di partire, riflessioni amarissime ma scritte cosi' bene: questo e' il vero piacere della lettura. Hai voglia a leggere i contemporanei, poi trovi questa scrittura e tutto il resto rientra nell'ombra. Qui si gode, qui il pensiero si fa poesia, qui la luce illumina il mondo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio giltacitu@yahoo.it (07-07-2010) Il ritratto di Pessoa sulla copertina del libro (il mare dentro il contorno di una testa, che si staglia su campo nero) fa pensare a due bei versi di Sandro Penna: "E' bello lavorare / nel buio di una stanza / con la testa in vacanza / lungo un azzurro mare". Sono versi che esprimono, insieme alla leggerezza e alla felicità di Penna, che Pessoa prova purtroppo solo per brevissimi momenti, anche l'atteggiamento del poeta portoghese, di partecipazione lontana e indiretta ai fenomeni della natura e alla vita della città.
Il Libro dell'inquietudine, nella sua assoluta sincerità e unicità, affonda le radici nei tormenti di Baudelaire ("Io sono la periferia di una città inesistente", ecc.) e nei sensi di colpa del protagonista di Memorie del sottosuolo di Dostoevskij. Spesso Pessoa è commovente ("Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me"; Sento il tempo come un enorme dolore"). Qualche volta ha l'acutezza sconcertante di un bambino candido e geniale ("Una delle mie preoccupazioni costanti è capire com'è che esista altra gente, com'è che esistano anime che non sono la mia anima").
L'impressione che dà questa prosa, di monotonia e quasi a volte di soffocamento, nonostante la sua precisione e la sua capacità di trasfigurare le cose reali, deriva, a mio parere, dalla mancanza di un sentimento religioso che riscatti la meschinità del suo ambito. Intendo una religiosità in senso ampio, come esercizio della compassione e come sentimento di valori universali. "Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene", scrive Pessoa. E conclude, come per un epitaffio: "Liberi da noi stessi e dagli altri, contemplativi privi di estasi, pensatori privi di conclusione, vivremo, liberi da Dio, il piccolo intervallo che le distrazioni dei nostri carnefici concedono alla nostra estasi da cortile". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
intheway intheway@hotmail.it (19-06-2010) Mah, sono perplesso a proposito del commento di Noodlesse, onestamente. Primo: Si tratta di un libro ricostruito dai fogli del famoso baule, mai pubblicato dall' autore che, probabilmente lo avrebbe snellito di molto e mai pubblicato in questo "stato". Secondo: la ripetività è anche colpa del organizzazione "tematica" voluta da Tabucchi, che per nulla si avvicina alla caoticità di un diario(leggere la versione portoghese e inglese per il riscontro). Terzo: paragonare due scrittori(pessoa e celine) così diversi per visione letteraria e biografia, mi sembra un insulto al buon senso, onestamente, così come il riferimento a Musil. Non so perchè, ma ho sempre l' impressione che paragonare gli scrittori sia un paradosso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Noodlesse noodlesse@libero.it (29-05-2010) Pesante, privo di slancio, ripetitivo, farraginoso… mi sono fatto convincere dalle universali recensioni favorevoli e mi son trovato a leggere i tormenti di un Tortless ormai non più giovane. Non sarebbe stato granchè neppure fosse stato il diario di un quindicenne. A chiunque non sia piaciuto consiglio Il viaggio al termine della notte di Celine. Riconciliatevi con la lettura, spostatevi davvero da un punto all’altro della vostra anima. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
GRAZIA MGBGRACE@LIBERO.IT (15-04-2009) E' un libro che mi ha dato delle emozioni forti e descrive tante situazioni che tutti noi prima o poi ci troviamo a vivere. Amo rileggerlo per ritrovare le stesse sensazioni ed emozioni della prima volta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefania (18-12-2008) Un capolavoro di sconvolgente bellezza,ed inoltre è anche un prodigio:nessuno come Pessoa sa rendere le sensazioni che tutti proviamo ma che non riusciamo in nessun modo a descivere.L'indescrivibile, diviene parola,la vita interiore,diario...
Non esiste voto o commento abbastanza alto che possa descriverlo come meriterebbe. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (29-11-2008) Di una bellezza Disarmante! Sembra scritto da un angelo.. vorresti davvero non finisse mai.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo_m punkreas1@yahoo.it (24-11-2007) Un libro che deve essere letto almeno una volta nella vita, malinconico, triste, lirico; un libro che racconta tramite un eteronimo niente affatto immaginario, l' inutilità della vita vista come sogno. Un libro che non va assolutamente letto in poco tempo, va assorbito e poi va portato sempre con se.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Edoardo Elisei (08-07-2007) Non è un libro facile, l'ho letto con un po' di difficoltà; un libro che va preso a piccole dosi.
Rimane uno degli autori più poetici e profondi che abbia mai letto.
Mi è piaciuto molto perchè riesce ad esprimere con una poesia e una lirica unica dei pensieri che prima o poi attraversano tutti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cirano (30-08-2006) Si tratta di un libro molto difficile....direi per pochi eletti. Tuttavia raggiunge picchi di poesia e profonda sensibilità. Per lettori che non si arrendono al primo ostacolo ( e forse neanche ai successivi tre o quattro). Un bel viaggio dentro l'anima di una persona qualsiasi che però è tutti noi..... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Jackal (18-05-2006) E' quasi impossibile definire il coacervo di emozioni e sensazioni che derivano dalla lettura di questo straordinario libro. Non penso di aver mai letto qualcosa di tanto profondo, intelligente, consapevole e letterariamente inedito. La lettura di questo libro mi ha tenuto impegnato per una settimana, e ciò non deriva soltanto da un'eccessiva difficoltà del pensiero pessoano, ma anche e soprattutto perché non vorresti mai lasciare il mondo interiore che questo immenso scrittore ha creato con la sua penna. E' un Pessoa senza "il raziocinio e l'affettività" ma che comunque vale la pena di leggere, perchè ti regala uno scenario nuovo dell'anima umana e gli strumenti per conoscerla. Leggetelo, ma sapendo che state leggendo uno scrittore di non facile lettura e che ama nascondersi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone dontbeafraid@virgilio.it (19-10-2005) Questo libro ha già ricevuto diverse recensioni da parte di numerosi lettori affezionati, quindi non mi dilungo. Per me questo è anzitutto un libro scritto per chi ha un'anima "porosa", per chi insomma ha voglia di scandagliare le viscere delle proprie sensazioni, per chi ha voglia di speculare sui cinque sensi, per chi ha voglia di toccare il fondo del mare per poi risalire velocemente in superficie, quasi stremato.
Consiglio a tutti gli appassionati di ascoltare l'intera produzione musicale di Erik Satie per ritrovare nella sua Musica l'alter ego di Pessoa... - Simone. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giada (12-07-2005) E' uno dei libri che ho amato di più, anche se non so ancora se ho amato più il libro per chi me lo ha suggerito o chi me lo ha suggerito per il libro.
Ogni tanto ne rileggo alcuni brani, ricerco l'emozione provata all'origine.
Buffo il commento di Herzog circa il non cercare di leggere tra le righe: io praticamente non ho fatto altro.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
allorenzon allorenzon@libero.it (02-06-2005) Pensavo fosse un pochino piu' leggero invece è bello pesante.Non condivido tutto cio'che pensa,un po' troppo pessimistico e depressivo anzi mi sembra che invidi quel mondo che tanto disprezza solo perche' non riesce a farvi parte. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio fabio606@libero.it (28-04-2005) Ho conosciuto questo capolavoro assoluto del 900 tramite un corso universitario. Già dalle prime pagine ho pensato che in 21 anni di letture questo era in assoluto uno dei libri più belli. Uno zibaldone dell'anima,un percorso nei lidi più nascosti dell'interiorità,una finestra di un ufficiio che diventa un mondo interiore... Poesia,Misticismo,Riflessioni,Noia,Sentimento,Emozioni,c'è tutto in questo "libro",che è in realtà un collage di appunti personali del grande Pessoa. Anche la forma,quella dei pensieri senza un nesso apparente,è sublime. Da rileggere in tutte le possibili combinazioni. Un uomo,quel Bernardo Soares,che in fondo è come tutti noi: sente,ama,sorprende con i suoi pensieri,il suo sguardo malinconico e savio su quel mondo che è Lisbona. Un libro che può commuovere,far pensare,far sognare,esattamente come quei sogni principeschi di Soares. Non un uomo,ma tanti uomini,frammenti di uomini che predono forma in un'anima che sente la potenza distruttiva e insieme espansiva della vita. Non ci sono parole adatte per esprimere ciò che si prova leggendo questo straordinario diario di un'esistenza. C'è in esso una potenza evocativa,un sentire tipicamente umano,che ti smuove,ti scuote,a volte ti imbarazza per la sua bellezza. Ti imbarazzi perchè quando leggi un simile capolavoro ti chiedi come possa un uomo aver messo su carta tutto quello che anche tu hai sentito e senti in 20 anni,ma con uno stile letterario che dell'incredibile. Frammenti di sogni,di vita. Non c'è una sola riga di questo libro che sia banale,ogni parola è potentemente Grande,non tanto per il suo significato,quanto per ciò che evoca nel proprio Io(se mai fosse uno soltanto)-.
Biosgna diventare Bernardo Soares,sentire quello che sente lui,e questo libro dell'inquietudine non sarà più un semplice libro,bensì un viaggio nel proprio Io più profondo. sarà come leggere se stessi. Come si fa a criticare un capolavoro del genere? impossibile definirlo retorico o noioso. Nella letteratura mondiale,di poco inferiore a Omero,Dante,Leopardi.SUPERLATIVO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (15-03-2005) Un opera impossibile per chi non abbia sperimentato gli stessi abissi del protagonista.Un testamento spirituale per i pochi altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (10-01-2005) perla tra le gemme, leggetelo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Herzog (09-01-2005) Invece di una recensione, un suggerimento per chi non l'ha letto e per gli incerti: paragrafo 194, "estetica dell'indifferenza", e paragrafo 217.E un invito a chi lo ha già letto: per una volta non cercare alcunché tra le righe: ri-leggerlo e basta, poi guardare la copertina del libro, infine cercare e osservare un quadro di Bocklin, "L'isola dei morti". Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 30
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