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Kapuscinski Ryszard - Lapidarium. In viaggio tra i frammenti della storia | Un gorilla nello zoo ad Abu Dhabi. Un contadino nella foresta polacca di Bolimowska. Le foglie dell'ippocastano ingiallite in un autunno berlinese. Con il fiuto del reporter valoroso, Kapuscinski si insinua fra passato e presente, fra un luogo del mondo e l'altro e, ogni volta, in ogni occasione, scatta una straordinaria, fulminea, intelligenza degli uomini e delle cose. Questo volume è un libero intarsio di meditazioni che traggono ispirazione dai viaggi, dalle letture, dalle riflessioni, dall'esperienza. Dalla pagina di diario all'analisi politico-economica, dal resoconto di incontri con artisti e intellettuali (ma anche con la vicina di casa) alla lettura di libri, classici e recenti, alle suggestioni che gli arrivano dal cinema e dalla musica, Kapuscinski si rivela un osservatore acutissimo e uno scrittore coinvolgente, capace di tenere insieme il variare degli scenari e delle sollecitazioni con la formidabile duttilità della narrazione. Che parli di televisione, giornalismo, letteratura, cinema, musica pop o comunicazione in genere, Kapuscinski sfronda le informazioni e mette in guardia da ciò che è futile o solo marginale. Tra le pietre miliari che compongono il suo lapidario non poche indicano "direzione pericolosa".
Piera Palermo piera.75@live.it (24-04-2008) Pensa a voce alta Kapuscinski in questo libro ricco di riflessioni, appunti, citazioni.
In Lapidarium Kapuscinski c’è, c’è lo scrittore, il reporter, l’uomo curioso, il lato umano di un polacco che da scalzo per le vie di un paesino ai margini della società si ritrova in compagnia di illustri uomini del suo tempo in giro per il mondo. Ci racconta del suo essere scrittore, del lavoro su di sé e della continua formazione che il mestiere di giornalista richiede come imprescindibile presupposto per l’esercizio di questa professione; della trasformazione del potere che dai centri politici si è spostato verso le centrali televisive; riflessioni sull’uccisione della natura attuata a partire dall’eliminazione dalla nostra lingua dei termini che la descrivono; riflessioni sulle conseguenze delle ondate migratorie. “Il tema della mia vita sono i poveri” dice Kapuscinski “la vita povera, caratterizzata dalla stagnazione, dall’immobilizzo strutturale, dalla tendenza alla regressione, dalla continua minaccia della rovina totale, da una diffusa mancanza di vie d’uscita”. Ryszard ne è uscito grazie alla cultura, che a detta sua rappresenta “la chiave di tutto”.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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