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Serrano Marcela - L' albergo delle donne tristi | Attraverso l'esperienza della protagonista Floreana, l'autrice ci introduce in un insolito rifugio per donne emotivamente ferite, situato in un'isola nel Sud del Cile. L'albergo è gestito da Elena, personaggio tanto più fiero e credibile quanto più porta incisi sul viso i segni di una guerra vinta con il dolore. Per un periodo di tre mesi, le ospiti dell'albergo hanno la possibilità di trovare conforto attraverso la conoscenza di persone affini per vulnerabilità, lontano dal mondo dei giudizi e dei rimproveri, da amori autolesionistici. La varietà dei casi umani che emerge dalla narrazione è un invito alla spontaneità, alla sincerità anche a costo della sofferenza, alla voglia di vivere mettendosi sempre in gioco.
Recensioni 1 - 20 di 38 recensioni presenti. Media Voto: 3.23 / 5patrizia (31-08-2011) Ero prevenuta ma questo romanzo mi è piaciuto. é un libro sulla paura. paura dei propri sentimenti, del rapporto con l'altro sesso, di vivere. I protagonisti si tormentano in modo indicibile per la paura di lasciarsi andare e sono belli e intensi in questo loro essere in bilico tra il trattenersi e il vivere la passione. Bella l'ambientazione e le atmosfere che la scrittrice sa creare. Splendida la scena del tango, non riesco a immaginere una musica più significativa, di questo struggente "Tango to Evora" di Loreena Mckennet, per descrivere questo momento di pura passione.Meno riuscite le altre figure femminili : pallide scontate ed insignificanti queste donne tristi, piatta , nella sua perfezione, la super donna Elena. Superflua la parte centrale. Un libro di donne che piace molto di più agli uomini forse perchè il personaggio più riuscito è proprio il dottor Flavian: complessa, contaddittoria e affascinante figura maschile forte all'apparenza ma fragile e ferito che mette in atto questo gioco crudele di attrazione e distacco assolutamente irresistibile. Non sarà riuscito del tutto questo romanzo ma è piacevole da leggere. un consiglio alla scrittrice : Titoli un pò meno deprimenti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simone (14-09-2010) Ho titubato parecchio prima di prendere in mano questo libro, convinto che fosse letteratura esclusivamente per donne. Ma l'ambientazione patagonica, l'autrice cilena e il titolo accattivante hanno avuto la meglio. Non mi sono pentito di averlo fatto: il libro scorre bene, la Serrano è brava nel creare dialoghi interessanti e mai banali, l'ambientazione è misteriosa e affascinante. Quello che lascia perplessi è l'assunto iniziale: una storia di affermazione dell'indipendenza femminile e di riscatto che viene ribaltata da una protagonista che muove ogni sua azione in relazione a quella degli uomini che le girano intorno e verso cui prova attrazione, rivelandosi debole, succube e persino maschilista. Il racconto difetta dunque di coerenza e i personaggi di contorno non fanno che ribadire questa tesi (vedi le due amiche che, deluse dagli uomini, si lanciano in una relazione lesbica). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Guia (13-06-2010) E' un libro che nel complesso scorre bene, e in alcuni passi fa intravedere la Serrano dei libri migliori; comuqnue insieme a Nostra signora della solitudine è tra quelli meno riusciti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (18-11-2009) Punto di vista di un lettore di sesso maschile: la Serrano è forse (anzi, senza forse) la numero uno a raccontare l’universo femminile a tutto tondo e non solo dal punto di vista sentimentale. Impresa riuscita pienamente anche in questo romanzo, con l’ausilio di un’ambientazione particolare, bellissima ed emozionante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Angela (26-08-2009) E' il primo libro della Serrano che leggo. La parte centrale è un po' "lenta", ma nel complesso mi è piaciuto e mi ha coinvolta. Nel punto di "svolta" del racconto si cita una bellissima canzone di Lorena McKennitt: consiglio vivamente a tutti di cercare ed ascoltare il brano: dopo averlo ascoltato...il finale del libro non poteva essere diverso! Bello, lo consiglio Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marcello (20-06-2009) In effetti nella parte centrale si avverte un certo rallentamento,un...indugiare eccessivo. Poi però il romanzo scorre abbastanza bene e risulta piacevole.L'idea è molto originale,il libro è scritto benissimo e mi è piaciuto. Ciao! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mary (10-06-2009) Non mi è piaciuto moltissimo!!! Un pò troppo "femminile"... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
monica malerba (12-02-2009) Un bel libro, forse non il piu' bello della serrano, a tratti forse un po' lento.
Una lettura che ti aiuta fare introspezione, e certe volte puo'far male. Un libro che tutte le donne dovrebbero leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ester (18-04-2008) Questo romanzo scritto da una donna sulle donne può piacere davvero solo agli uomini. Tutto è scontato e poco credibile. Elena e il dottore sono figure quasi insopportabili nella loro supponenza.I dialoghi sono spesso artificiosi e/o cerebrali. Belle le descrizioni dei paesaggi magici e di certi interni.Rimpiango l'autrice di" Antigua vita mia". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Roberta (12-06-2007) E' il terzo libro della Serrano che leggo dopo " Arrivederci piccole donne" e " Noi che ci vogliamo cosi' bene". L'ho trovato piacevole anche se l'argomento e' scontato. Mi e' piaciuta l'idea di questo albergo nato per ospitare donne non deluse ma stanche di trovare uomini incapaci di amarle. Mi aspettavo un finale diverso.. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
caterina (21-04-2007) A me sinceramente è piaciuto poco. L'unico aspetto positivo è la descrizione dell'estremo sud del Cile, in cui si ritrova un'atmosfera affascinante. Per il resto mi è sembrato un'accozzaglia di luoghi comuni letti e riletti sul rapporto uomo e donna con personaggi alquanto stereotipati: la proprietaria dell'albergo è una superdonna di cui alla fine si capisce poco e che come tutti gli esseri perfetti suscita una forte antipatia, il medico del paese è il principe azzurro che concentra su di sè tutte le qualità che mancano agli altri uomini di questo mondo. Il malessere della protagonista alla fine mi è risultato poco comprensibile, ho capito solo che era depressa perchè gli è morta la sorella ed aveva una relazione con un uomo sposato, però la descrizione del suo passato, all'origine di tutto è piuttosto confusa. Poi alla fine in conclusione mi sono chiesta: ma tutte queste donne hanno solo la fissa degli uomini? Di problemi le donne ne hanno tanti:difficoltà economiche, problemi nel lavoro, ansia...Mah, forse dovrei rileggerlo ma non ne ho tanta voglia. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lucia (06-04-2007) Tutta la narrazione è pervasa da una tristezza latente che invade anche l'animo di chi si cimenta in questa lettura la quale, alla fine, risulta penosa e difficile. E' come se le donne protagoniste di questo romanzo rimanessero piatte, perennemente sullo sfondo, senza mai riusciure ad acquisire dei contorni definiti.
Affascinante invece la figura di lui (forse perchè unico uomo in mezzo a tante donne...), con il suo cuore chiuso, cupo e da conquistare. Bello anche il finale a sorpresa che getta un pò di speranza e ottimismo nella valle di lacrime che è stato tutto il libro.
Consigliato solo se siete in vena di struggervi un pò l'animo.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabiola (24-03-2007) Descrive bene le dinamiche che scattano quando le donne condividono esperienze profonde di ricerca. Forse sento un po' troppo pessimismo nei cuori delle donne... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FULVIO fulama03@yahoo.it (30-10-2006) Il primo libro di quest'autrice:direi meraviglioso, un libro sulle donne ma che secondo me è indirizzato agli uomini, una specie di rapporto Hite ma romanzato. Condivido con qualcuna che nella fase centrale lo definisce noioso, direi un po' stucchevole e forzatamente noioso, ma poi si riprende alla grande........ Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Isla islaatlantide@hotmail.com (28-08-2006) Una Serrano deludente e fuori forma: alcuni dialoghi assomigliano a quelli di "sex and city" ma con molta ironia in meno, i personaggi sono improbabili e posticci, più che un romanzo è un insieme di riflessioni ovvie e prive di originalità sul rapporto uomo-donna, molto simili a quelle che si trovano su riviste femminili da quattro soldi. Non esiste trama vera e propria, i dialoghi sono piatti e privi di mordente. Come sono lontane le atmosfere di "antigua, vita mia"! Questo libro sembra scritto da un altra mano!Leggerlo serve a capire come anche una scrittrice discreta può creare qualcosa di mediocre. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
love (25-06-2006) ho letto di meglio..credo che descriva una donna discretamente immatura e banale..non lo consiglio Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Eliseo (14-03-2006) Non è il libro della Serrano che preferisco, ma in complesso lo giudico abbastanza buono. Molto scorrevole all'inizio, continua poi arenandosi dopo la metà del romanzo. Sono d'accordo con alcune critiche rivolte al libro: le donne si rifugiano in questo angolo di quiete per cosa? Floreana stessa sembra voler sfuggire alle esperienze con gli uomini e poi finisce per innamorarsi. E' vero che al cuore non si comanda, ma... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ginevrina bellefizz@virgilio.it (19-01-2006) Premetto che questo libro è stato per me molto faticoso da leggere e più di una volta mi sono persa nei meandri formati dai vari ragionamenti dei personaggi. Probabilmente ogni libro è adatto ad un particolare momento della vita, o meglio, per capire un libro è giusto trovarsi nello stato d'animo ideale per quella lettura, ed io in questo momento mi sento solo di dire che non c'è nessuno più lontano da me di Floreana. Credo anche che Marcela Serrano abbia uno strano rapporto con gli uomini o l'amore, ma ovviamente questa è solo una mia impressione. Precisamente i miei dubbi sono questi: come possano venti donne depresse riacquistare la felicità e capire l'amore grazie alla guida di una super donna (la perfezione non esiste, e chi tenta di emularla fa solo rabbia)della quale tra l'altro si sa poco (almeno si sa poco del suo lavoro spicciolo con le pazienti, ad esempio perchè la adorino tanto)in un'isola sperduta e parlando continuamente di uomini. Le generalizzazioni non sono sulle donne, ma sopratutto sugli uomini. Ora, da donna, ammetto che le incomprensioni tra i due sessi esistono, ma tutti i bastardi di questo mondo (tranne il povero dottore con moglie talmente cattiva da risultare inventata)se li sono trovati quelle lì! L'amore è bellissimo, loro non fanno altro che corrergli dietro, ma le prime a distruggere la sua bellezza sono ancora loro. Belli quei racconti di matrimoni distrutti, di amore che deve passare sopra a tutto, chi se ne frega degli impegni, dell'affetto, dei problemi di chi si lascia. Bello insistere sulla certezza che ormai le donne sono il sesso dominante e gli uomini sono quelli che dopo una notte scappano come conigli. Se gli uomini fanno tanto schifo dove finisce il tanto decantato amore?!? La parità è la solitudine? Ma cosa racconta questa!!! L'amore non è solo la passione di incontrare uno e ballarci un tango, l'amore non è finito ma è continuamente attorno a noi. E' affetto, stima, aiutare chi ha bisogno, passeggiare in un prato e ringraziare la vita. Tutto è amore Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Andrea luposolitario3@caltanet.it (17-12-2005) Amo la Serrano perchè amo le storie che parlano di donne;lei sa raccontare il genere femminile in maniera dolcissima e passionale e questo mi attrae.Ho letto altri suoi libri e tutti mi sono piaciuti,ma i sogni che nascono da quell"albergo" hanno davvero lasciato un "segno" particolare.Mi auguro che sappia continuare così,ne ho bisogno. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 38
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