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Gordimer Nadine - Un' arma in casa | Una sera di gennaio del 1996 qualcuno bussa alla porta di Harald e Claudia Lindgard per annunciare una terribile notizia: Duncan, il loro unico figlio, è stato arrestato con l'accusa di avere ucciso un amico che ha trovato a letto con la propria ragazza. Che genere di lealtà un padre e una madre devono a un figlio che ha compiuto l'inimmaginabile? Come ha potuto questi non riconoscere l'intangibilità della vita umana? Cosa hanno fatto per influenzare il suo carattere? Dove hanno sbagliato? L'autrice descrive l'itinerario caotico che devono percorrere i genitori per ricostruisi un'immagine del figlio e per riappropriarsi di una parte del suo destino, seguendolo giorno dopo giorno nel processo che svelerà loro tratti ignoti di Duncan.
clara lunardelli clara.lunardelli@simail.it (14-12-2010) Chissà perché in questo romanzo, rispetto a "Storia di mio figlio", l'autrice ha sentito la necessità di scrivere in modo così complicato, usando pensieri lunghi e contorti, quasi criptici. Peccato, perché superando le prime 140 pagine si entra in un nuovo versante della storia che si intensifica vieppiù fino all'ultima pagina, lasciando senza fiato occhi e cuore.
Il tema dell'omocidio, come tutto ciò che è torbido e profondo nella mente dell'essere umano, è occasione per sondare un ampissimo spettro di comportamenti e pensieri per l'autrice che dispensa perle di saggezza ogni due pagine.
Non lo consiglio se non a chi ha grande pazienza di aspettare e cercare tra le parole cose di grande senso e, qualche volta, anche di bellezza.
Si capisce perché il Nobel le è stato assegnato, ma forse c'è un modo più diretto e semplice di giungere al gradimento e alla oomprensione di noi comuni lettori. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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