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De Luca Erri - Tre cavalli | Partito da ragazzo per amore in Argentina, si butta nella furiosa lotta clandestina contro la dittatura quando gli ammazzano la sposa. Scende in fondo all'America per salvarsi la vita e impara il rovescio geografico del mondo: quello toccato non è il fondo delle ultime terre, ma il culmine delle prime. Il sud è il cappello, non le scarpe, del mondo. Molti anni e molta fortuna dopo, una donna in Italia gli rinnova in corpo l'amore e l'Argentina insanguinata. Fa il giardiniere, capisce gli alberi e la solitudine. Da un africano immigrato impara che il futuro è pieno di avvisi e che la gratitudine sta tra un coltello e i fiori. Chi cerca in questo uomo un verbo rivolto al passato non lo troverà.
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.11 / 5francesca (30-11-2011) Bellissimo libro, di quelli che ti restano dentro e a cui ritorni con la mente, anche mentre li hai lasciati nella borsa o sul comodino.
Devo dire che all'inizio ero un po' scettica rispetto a questo stile che a tutta prima mi era sembrato forzatamente ricercato, ma poi... quanta sostanza c'è sotto a quelle belle parole, racconta una vita (e si capisce molto più di quanto non sia raccontato) in poche pagine. Poche, vero, ma forse non potrebbe essere altrimenti, per questo libro che sembra una lunga sofferente poesia.
Mi ha ricordato, stilisticamente, il nobel Herta Muller, per l'uso strambo delle parole e per la costruzione secca della frase: forse più facile la comprensione di De Luca, forse perché in lingua originale e perché vicino ai nostri temi. Temi che mi sono suonati così familiari da commuovere (si creano nella mente vividi sapori e immagini: un giardino in inverno, il mare, l'osteria, un bicchiere di vino, il gesto di rompere un pomodoro su un pezzo di pane) - ma bella anche l'incursione nella Storia - la lotta armata in Argentina - e le riflessioni sulla fuga e sulla solitudine.
Per chiudere: quelli che bocciano senza appello e però si prendono la briga di pubblicare un commento su ibs, mi permetto di dire che non hanno capito un tubo (scusate, ma quanno ce vò ce vò). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea_20 (17-01-2011) ho letto altri libri di de luca che mi avevano deluso parecchio,ma ho deciso di riprovarci comprando questo libro...SUBLIME..davvero bello,deciso forte ma anche delicato come un vero giardiniere sa essere:sradica alberi,rincalza piccole piantine appena nate.
BELLISSIMO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sdf1 (09-02-2010) Sicuramente questo "tre cavalli" è molto più bello di "tu, mio" che avevo letto poco tempo fa. Questo è un libro rustico, dove le parole sono scolpite con eccezionale maestria, dove si sente il sapore e il profumo delle cose. Davvero uno stile particolare e suggestivo che finora non avevo riscontrato in nessun altro autore. Alcune frasi sono pura poesia e ci si sofferma a leggerle più e più volte.
Uno stile molto bello, quindi, ma impegnativo. Non dò 5 stelle solo perché non mi è piaciuta la scelta di utilizzare la prima persona al presente. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maestrolu (11-01-2010) E' un libro straordinariamente denso, dal sapore deciso, fatto con ingredienti semplici e parole scolpite. Come ha detto qualcuno, parole soppesate e in nulla superflue, come è nello stile dell'autore. Alcune immagini sono indelebili. Sicuramente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabrio (14-09-2009) Molto bello. Il suo modo di scrivere, la saggezza di molte sue parole mi colpisce sempre.
Bello e intenso. Un libro breve, ma molto intenso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
amalia amaoasis@libero.it (21-06-2008) Amori, luoghi, Uccisioni... sono tutti elementi che rendono unica la vita di una persona. Lui, giardinerie cinquantenne, si trova a vivere un nuovo amore attraverso rimasugli di una vita vissuta ma raccontata al presente.
Ci sono poi conti che non possono rimanere sospesi;
devono essere saldati anche a costo di uccidere qualcuno per mantenere salda un'amicizia nel tempo.
" I tre cavalli " rappresentano la durata di una vita di un uomo, quello stesso uomo che non ha amato, vissuto, rispettato.
Buona lettura
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Teodolfo Gallucci (09-04-2008) Qui il cavallo è metafora di un’unità di misura: “La vita di un uomo dura quanto quella di tre cavalli e tu hai già sotterrato il primo…”. La nostra vita, quindi, va vissuta il più intensamente possibile, quasi a riscatto del maggior tempo a noi concesso. E qui l’esempio del protagonista: un passato in Argentina a combattere contro la dittatura delle morti bianche, un presente in Europa ed in Italia, un futuro ancora tutto da scrivere. Il libro è, così, lo scorrere velocissimo, discontinuo ed appassionato dei pensieri del protagonista dinanzi agli eventi della sua esistenza, che egli “abita” intensamente. Tutto “esplode” dalle pagine con parole di rara poesia: “…sento api nel sangue, un orso nel cuore, ogni battito è una zampa che sfascia l’alveare. Mi dà la mano, io so che non gliela lascio più.” Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Motoskipho (17-02-2008) Non credo che sarei mai arrivato a questo libro se non me lo avesse regalato per Natale una cara amica.
Ho appena finito di leggerlo e ne esco stupefatto, io che leggo decine e decine di libri, ne esco emozionato per questo stile così personale, anche ostico ma così profondamente poetico. Mi sono ritrovato con una matita in mano a sottolineare frasi, periodi, a tornare indietro, a rileggere, cosa talmente rara da aver dimenticato quando fu l'ultima volta! E' stato come scrostarsi via decenni di letture e ripartire dalla terra, dalle sensazioni primarie, dalle emozioni più genuine. E' un libro che sa di formaggio e vino rosso, che odora di erba tagliata.
"Impariamo alfabeti e non sappiamo leggere gli alberi". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto Calcagnile satoriit@yahoo.it (29-08-2007) Ho finito di leggere ieri sera "Tre cavalli". Lo stile di Erri De Luca è flusso di coscienza scritto. Parole che suonano, profumano, proiettano immagini, libere da rigidi schematismi. Libertà espressiva che porta il lettore quasi a toccare i personaggi e "le cose" dei suoi racconti. Mi ha colpito molto il concetto di tre cavalli, della vita di un uomo che mediamente è lunga quanto quella di tre cavalli, e l'idea di averne già sotterrato uno o due, tocca l'animo, fa riflettere. Consigliato vivamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
martina (30-09-2006) A me i flussi di coscienza annoiano parecchio. i pensieri sono spesso irrazionali e impulsivi e la ragione non sempre riesce a dominarli. essendo la parte più istintiva e intima d ogni individuo ha trovato una enorme difficoltà ad interpretare quel flusso ncessante di frasi spesso incompiute e quei voli pindarici cui l'autore sottopone il lettore sin dalle prime pagine. james joice era arrivato qualche anno prima di lui. i tentativi di emulazione e captatio benevolentiae sono del tutto sterili. a livello emozionale non mi ha trasmesso nulla. il libro è un encefalogramma piatto, qualcosa di amorfo che passa inosservato e non lascia tracce del suo passaggio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Irene (05-12-2005) Ho comprato questo libro per caso; ero entrata in libreria cercando tutt'altro. L'ho sfogliato e già dall'incipit ho capito che non sarebbe stato l'unico libro di De Luca che avrei letto di lì in avanti. Un libro da leggere, come tutta la produzione di questo straordinario scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ivana falsini@unifi.it (14-03-2005) Libro stupendo dove ogni frase è pura lirica da gustare piano piano e da rileggere più volte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FaR0 (26-02-2004) Felice di aver ricevuto questo libro in regalo, sicuro di trovare la stessa passione e
la stessa originalità in quelli che, sempre dello stesso autore, sto per comrpare.
Il modo di scrivere è per pensieri, per sensazioni, più che per parole. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
R (28-08-2002) Un libro da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bartolomeo Di Monaco bartolomeo.dimonaco@tin.it (30-07-2002) Colpisce subito il modo originale di scrivere di questo autore napoletano, e siccome da lì viene anche il mio ceppo, sono contento di vedere nascere talune novità da uomini del Sud, razza di artisti che ho sempre considerata geniale e affascinante. Come nella musica leggera: Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo, Pino Daniele, per citare i primi che mi vengono in mente, e quello straordinario cantautore, Edoardo De Crescenzo, che non ho più sentito e che sarei curioso di sapere che fine abbia fatto, tanto mi coinvolgono ancora la sua voce e i suoi testi.
Stile più che asciutto, secco, conciso, come un colpo di scalpello, quello di De Luca. Parole centellinate, scelte, precise (peccato quel pur'io). Scrittore di geometrie; e frequenti sono i riferimenti geometrici nelle sue rapide descrizioni: “L'allineamento mi spinge a un principio di sorriso agli zigomi. La geometria delle cose intorno fa succedere coincidenze, incontri”. E: “una buona geometria in faccia”. Ancora: “In questi giorni vedo chiaro nella geometria”. Oppure: “la linea del naso fa un angolo stretto col piano della tavola”.
Un giardiniere di circa cinquant'anni, lavora presso Mimmo, un amico d'infanzia che è diventato regista di documentari. Nell'intervallo scende a mangiare in un'osteria, dove mastica il cibo e legge libri usati: mastico e leggo, scrive. Sì, perché ha un amore morboso per le pagine già sfogliate da altre vite, che vi restano imbrigliate. I libri dovrebbero camminare per molte mani, e “ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale”.
La prima descrizione che incontriamo è già una rivelazione che siamo di fronte ad un narratore dotato di occhi speciali per guardare intorno a sé e imprimere suoni, voci, sentimenti a tutte quelle cose che a noi appaiono mute. “Un albero ascolta comete, pianeti, ammassi e sciami. Sente le tempeste sul sole e le cicale addosso con la stessa premura di vegliare. Un albero è alleanza tra il vicino e il perfetto lontano. Se viene da un vivaio e deve att Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luxa (27-05-2002) Mediocre assai. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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