|
|  |
Cacucci Pino - Demasiado corazon | Premio Scerbanenco 1999. Bart, un gringo con la faccia da latino varca la frontiera a Tijuana, scendendo in Messico per l'ennesimo incarico che svolgerà con la consueta indifferenza: uccidere un uomo che potrebbe minacciare gli interessi di una multinazionale farmaceutica. Ma a Tijuana arriva anche un battagliero videogiornalista italiano, Leandro, e le loro strade fatalmente si incontrano. Entrambi rischiano di compiere l'ultima missione della loro vita, e chi sopravviverà non sarà comunque un vincitore.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5Pasquale (27-12-2007) Bel libro, interessante e che si lascia leggere!
Ho potuto verificare la veridicità di tante cose riportate sul messico e la cosa mi ha lasciato personalmente riflettere.Sebbene alcune parti del libro siano a tratti riprese da altri libri di Cacucci e, come scritto in un altro commento, a volte le descrizioni vadano un pò fuori trama, merita sicuramente di essere letto!
Bravo Pino Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fabrizio (17-07-2007) grande cacucci come in tutti i suoi libri Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AG (05-02-2007) Io penso che 5 sia un voto altissimo, da riservare ai capolavori, ai libri che ti cambiano la vita. Un grande libro merita 4. La maggior parte dei libri buoni 3. Gli altri meno.
Cacucci è sempre stato uno dei miei scrittori preferiti. Al massimo potrei rimproverargli un po' di mancanza di ironia, che invece ad esempio abbonda in De Bernieres.
Questo romanzo è da 3, anche se mi ha lasciato perplesso. Demasiado è un altro libro sul Messico, che è il vero protagonista. La storia è un contorno.
Infatti la parte migliore è quando descrive una battaglia di Villa, che c'entra poco con la trama. E' un buon romanzo, un po' lento. A volte interessante, a volte noioso. Spesso ridondante. Parte della trama sembra il film "Erin BrocKovich". Il combattimento di boxe alla fine sembra Rocky I. Parte sembra un film d'azione con spie ed assassini, parte sembra la guida EDT sul messico.
I personaggi sono stereotipatissimi.
Non c'è tensione e nemmeno quegli accorgimenti che ti fanno andare avanti per vedere cosa succede (si sa sempre già tutto prima!)
E poi, come purtroppo capita spesso anche in Stefano Benni, si divide il mondo come al solito in buonissimi (i poveri e i messicani) e cattivissimi (ovviamente gli Stati uniti, le multinazionali, i potenti, i ricchi), mentre di solito la realtà è un po' più complicata.
E poi c'è un po' troppa carne al fuoco (i bambini di strada, i trafficanti di Coca, lo smaltimento di scorie radioattive, le multinazionali che sfruttano il messico, l'informazione, ... ecc.)
Si fa leggere, ma non è certo un capolavoro. Cacucci ha scritto di meglio.
Comunque a tratti è interessante.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
massimo miso02@tiscali.it (09-04-2006) Buono come tutti i libri di Pino Cacucci.
(Anche se qualcosa sappiamo e molto ormai possiamo intuire di quali sono i meccanismi che fanno girare la giostra, sempre benvenga chi o cosa ci ricorda che non dobbiano mai smettere di provare orrore).
Questo,forse anche per il genere, in particolare ha un difetto che condivide con tanti altri buoni libri: finisce troppo presto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alex M (27-10-2005) Cacucci mi cattura sempre sia nei suoi romanzi che nei suoi reportage sul Messico e l'America Latina, ma questo è il libro che finora mi ha colpito di più, facendomi quasi male. Bellissimo, l'ho divorato in un giorno! Non perdetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo basso pbasso@tiscali.it (10-10-2002) Un libro straordinario, forse il migliore del Pino... Fa venire voglia di partire, lasciare questo mondo corrotto dove tutto può essere comprato dai potenti e andare, chi a perdersi nella Selva Lacandona, chi in un ospedale dell'Africa (o magari in un quartiere degradato di una delle nostre 'civili' periferie), chi semplicemente alla ricerca di un posto un po' più pulito....LEGGETELO!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luigi gigianco@katamail.com (09-05-2002) Un bel libro: vi si percepisce l'amore di Cacucci per il Messico, di cui con bravura ci fa respirare gli odori, inalare la polvere, sentire la tragedia quotidiana. I personaggi sono forse un po' stereotipati, ma rendono benissimo. In ogni caso il vero protagonista del libro è quella terra, vilipesa ed umiliata da una vita intera, un paese che non si può non amare con le viscere e con il corazon.
"Ay, pobre México, tan lejos de Dios, y tan cerca de los Estados Unidos"... "Ah, povero Messico, così lontano da Dio e così vicino agli Stati Uniti"...
L. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paggio (06-03-2002) un buon libro. mi e' piaciuto. l'ho scelto a caso in libreria senza un vero motivo. la storia appassiona abbastanza cosi' come anche le descrizioni storiche e pure i personaggi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Cacucci Pino |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|