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Said Edward W. - Orientalismo. L'immagine europea dell'Oriente | Muovendo dall'accezione più ampia del termine - orientalismo come insieme delle discipline accademiche che studiano usi, costumi, letteratura e storia dei popoli orientali - Said affronta l'idea della diversità ontologica tra Oriente e Occidente ispiratrice di tante pagine di autori diversi e lontani, da Eschilo a Victor Hugo, da Dante a Marx, chiudendo l'indagine sul complesso di istituzioni create dall'Occidente per esercitare il proprio dominio sul mondo Orientale.
Media Voto: 2.75 / 5Giuseppe (30-11-2010) Libro ripetitivo, parziale e superficiale. La tesi di fondo è condivisibile: l'orientalismo per anni ha proposto una rappresentazione distorta dell'oriente. Solo che di questo se ne erano già accorti gli orientalisti stessi molto prima di Said. Basta leggere le accuse rivolte all'orientalismo da studiosi che hanno affrontato il problema in modo assai più profondo: Guenon, Danielou, Schuon ecc ecc Il libro poi affronta il tutto da una prospettiva laica/razionalista/progressista: Gramsci, Benjamin, Marx rappresentano i principali riferimenti culturali dell'autore. Il tutto condito da giudizi distorti e grossolani pieni di rncore...basta leggere il modo in cui Said commenta certe citazioni stravolgendone del tutto il significato. Pessimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea Ruini andreaxruini@hotmail.it (03-02-2010) In 'Orientalismo' Said accusa assurdamente di colonialismo e razzismo pensatori come Omero, Eschilo, Dante, e gli studiosi arabisti dei secoli passati. Inoltre 'Orientalismo' contiene molte inesattezze, errori grossolani, fraintendimenti e assurdità, come gli esperti del settore, tra cui Francesco Gabrieli e Bernard Lewis, hanno fatto subito notare. Alcuni dei più duri critici del libro sono stati tra l'altro studiosi arabi. L’atto di accusa di Said contro l’orientalismo non è basato sui fatti, e appare come una versione di fantasia della storia e della cultura del passato. Ad esempio, Said trascura il fondamentale apporto degli studiosi tedeschi e ungheresi agli studi sull’Oriente, apporto che fa crollare tutta l’idea che orientalismo e imperialismo coloniale siano strettamente connessi. Non risulta che l'Ungheria avesse colonie in Oriente...
Said ha diffamato intere generazioni di orientalisti, in gran parte brave persone degne di rispetto, senza mai ammettere che almeno alcuni di loro potevano avere scritto in buona fede. Orientalismo è un libro abbastanza divertente ma intellettualmente insignificante, che può essere considerato favorevolmente solo da coloro che non sono specialisti della materia e che non hanno una particolare competenza nel settore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea Ianni vicolocannery@hotmail.com (09-05-2005) L'incredibile lucidità che pervade quest'opera è a volte insostenibile. La perfezione che la caratterizza è micidiale. Said sapeva tutto del nostro mondo cosidetto 'occidentale': conosceva Nietzsche e Arlecchino, parlava de 'Il Capitale' e della Commedia dell'Arte. E con destrezza (e tanta, tanta, tanta passione) ha srotolato questa immensa quantità di informazioni al fine di mettere in luce e successivamente smantellare con serenità certe superficiali considerazioni divenute, nei secoli, dogmi assoluti della "civiltà" dell'uomo bianco. E' un'opera impeccabile sotto tutti i punti di vista. R.i.p., Edward W.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Ballabio f.ballabio@cadr.it (26-05-2004) Said è nato in Palestina nel 1935, all’epoca del mandato britannico della Società delle nazioni, ed è morto nel 2003 a New York. Era figlio di un facoltoso arabo di religione cristiana che era emigrato negli Stati Uniti prima della Grande guerra e che era tornato a Gerusalemme negli anni ’20. La sua conversione risale al 1969 ed è dovuta a un’improvvida dichiarazione di Golda Meir secondo cui i palestinesi non esistono. Egli ha spesso rimproverato ai palestinesi di essere privi di una intellighenzia che potesse sostenere la classe politica.
L’Oriente è una realtà complessa: “L’Oriente è un’invenzione della mente europea. A differenza della romanità o del germanesimo, l’Oriente contrapposto all’Occidente è una costruzione ideologica e non corrisponde a una precisa realtà storica e culturale. L’Oriente, che in realtà è solo il Vicino Oriente, non corrisponde all’islàm e non corrisponde al mondo arabo. Comprende l’antico Egitto e l’impero ottomano, gli ebrei e i cristiani. E’ un termine di comodo con il quale, a partire dall’epoca napoleonica, ci si è serviti per designare una realtà decaduta e fitta di misteri, ambigua e preziosa, che la penetrazione coloniale avrebbe dovuto salvare”.
Gli orientali non si sognerebbero neppure di appellarsi così: “Gli europei si sono sempre rivolti all’Oriente dopo averlo addomesticato dentro la propria coscienza: dopo aver addirittura inventato la parola orientamento. Non che l’Oriente sia stato inventato dall’orientalismo. Ma l’orientalismo è sempre stato un comodo passepartout per entrare in certi Paesi senza ascoltare quello che la gente del luogo avesse da dire. In altre parole è un insieme di concetti e di immagini che l’Occidente ha cristallizzato parlando con se stesso”.
Un pregiudizio continuamente rinforzato: “Non di consenso si tratta allorché dall’incontro di Gustave Flaubert con una cortigiana egiziana nasce lo stereoti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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