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Coe Jonathan - L' amore non guasta | Robin si è laureato a Cambridge ma da oltre quattro anni sta preparando il dottorato a Coventry. Un male oscuro sembra consumarlo, forse il ricordo di un amore lontano e mai dichiarato che lo tortura come il primo giorno. Intorno a questo male e alla tesi di dottorato di cui nessuno ha mai visto una sola riga, monta un clima di catastrofe imminente. Basterebbe un "tocco d'amore", forse.
17 recensioni presenti. Media Voto: 2.88 / 5Frenz (16-03-2010) Ho acquistato questo libro perchè adoro Coe, per me la famiglia Winshaw è stata una rivelazione divina e mi ha fidelizzato! Questo libro mi è piaciuto abbastanza, non è il mio preferito, ma comunque lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco (25-03-2009) non capisco i giudizi così negativi verso questo libro,a me non è dispiaciuto affatto... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (24-02-2009) Secondo me è un buon libro.Ti fa capire come l'amore può sovvertire tutto cancellare uno smarrimento esistenziale trasformare in un istante una vita che poco prima non dava stimoli, soddisfazzioni. Poi da notare come i racconti di Robin si riallacciano in modo strabiliante nella storia principale.
Questo bisogno d'amore lo si percepisce non solo su Robin ma anche su tutti gli altri personaggi.
Non capisco come si faccia a bocciarlo!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
VALENTINA (10-01-2009) sono riuscita a finire il libro con un grande sforzo, non credo a chi dice che se un libro non piace bisogna dare spazio ad altri, cercando di non perdere il tempo. Il romanzo, anche se non tra i migliori che ho letto, lo posso definire originale nel suo stile. La storia, anche se frammentata, viene offerta in uno stile letterario originale, la depressione e il malessere di vivere, la non voglia di uscire dal tunnel dell'università, vengono descritti con fascino da chi è dentro la storia ma riesce a vederla anche da fuori. Forse un libro non da consigliare..ma interessante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maria Teresa (28-06-2007) L'ho letto lentamente, sforzandomi di andare avanti. Soprattutto all'inizio. Pensavo a Nick Hornby che ha scritto che quando un libro non piace bisognerebbe lasciarlo perdere e non sforzarsi di andare avanti. Ma sentivo che non potevo fare questo a Coe, che mi ha regalato tante belle emozioni con gli altri suoi libri. Così ho aspettato una domenica afosa a casa e mi sono messa di buona lena e come immaginavo la storia è partita e io non sono riuscita a smettere fino a che non è finito. Ed ero commossa alla fine.
L'amore non guasta. Sarebbe bastato un tocco d'amore (in inglese il libro s'intitola "A touch of love")per rianimare il protagonista. Ma è anche vero che bisogna essere soddisfatti di sè prima di amare in modo onesto e puro un'altra persona.
E poi un amore sbagliato può ferire fino al punto che nemmeno un altro tocco d'amore può rimarginare lo strappo.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luigi mr_bluebox@hotmail.com (14-04-2007) Non è una stroncatura vera e proprio ma questo libro è davvero orrendo, ho letto tutto Coe e so di cosa parlo: credo di aver capito che Coe per dare il meglio ha bisogno di più spazio, di più pagine. Questi romanzetti brevi come anche "donna per caso" o "questa notte..." sono piacevoli e sarebbero probabilmente più apprezzabili se fossero di un altro autore, ma chi conosce Coe sa che in questi libri è ad 1/4 delle sue potenzialità.
La storia in sè non è male, ma questo personaggio non prende, è troppo debosciato e disfattista per potercisi immedesimare (a meno che qualcuno non lo sia ;-)
Insomma, ho letto di meglio e da Coe vorrei aspettarmi di meglio.
Luigi Voto: 1 / 5 |  |  |  |
silvia (19-03-2007) Primo libro che leggo di questo autore.Non sono riuscita a finirlo,davvero pessimo.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
michela foto_michela@yahoo.it (27-05-2005) Robin è un giovane che si lascia vivere, solitario e depresso. Intorno a lui ruotano una serie di personaggi che gli vogliono più o meno bene, ma che non lo capiscono mai fino in fondo. E qualsiasi cosa accada a Robin la vita degli altri va avanti, comunque. A me il libro è piaciuto molto, anche se effettivamente la prima parte è un po' lenta. Sicuramente meno avvincente de La banda dei brocchi o La famiglia Winshaw. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mytzy mytzy@fastwebnet.it (21-04-2005) Autore capace di suscitare le sensazioni e le emozioni più inaspettate. Davvero da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco86 (30-11-2004) Non posso fare altro che trovarmi d'accordo con i lettori che hanno postato prima di me.
Questo é forse il libro peggio riuscito a Coe,l'unico che non sono riuscito a portare a termine.
Capolavori come la famiglia Winshaw e la Banda dei Brocchi non sembrano neanche scritti dallo stesso autore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Stefano (24-11-2004) Leggete La famiglia Winshaw, La casa del sonno e La banda dei brocchi. Questo è superfluo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marianna (22-10-2004) Concordo perefettamente con Alessandro: dopo aver letto capolavori come La famiglia Winshaw e La casa del sonno si resta abbastanza delusi.. In ogni caso resto dell'opinione che Coe sia un ottimo scrittore.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alessandro (06-07-2004) Beh, dopo aver letto "La banda dei brocchi" e "la famiglia winshaw" questo risulta sicuramenet il più lento e noioso Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabrizio fa.forno@tiscali.it (24-06-2004) In un mio personale percorso a ritroso, ho scelto questo romanzo dopo aver letto gli altri più celebrati libri di Coe: con mia grande sorpresa, mi ha molto emozionato, forse più de 'La casa del sonno', finora quello che mi era piaciuto di più.
Triste e divertente, mi ha fatto molto riflettere sul significato dell'amicizia e dei rapporti affettivi. Lo consiglierò caldamente ai miei amici Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Hajime (04-02-2004) Particolare il modo di scrivere storie all'interno di storie. Non un granchè ma neanche tanto male Voto: 3 / 5 |  |  |  |
nora (12-01-2004) Non mi è sembrato 'sto gran autore...
Mi auguro che "La famiglia Winshaw" e "La casa del sonno" che ho già acquistato,siano migliori. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Francesca (02-08-2003) E' stato il secondo libro di Coe che ho letto e non ha diilluso le mie aspettative. Non è ai livelli de "La casa del sonno" che, a mio parere, è meraviglioso, ma è comunque interessante. La storia è sempre circondata da questo misto di rassegnazione-speranza-consapevolezza di aver "perso il treno" che rende il protagonista indifeso ed esposto all'inesorabile scorrere del tempo. Insomma, quello che lascia intendere è che bisogna agire sempre e subito, prendendo parte attiva nel forgiare il proprio destino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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