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In tre stagioni si dipana l'intreccio di questa storia. Troviamo un commercialista rimasto vedovo da poco, un figlio partito per il Tibet non tanto in cerca di sé quanto spinto dal desiderio di andare più lontano possibile, una giovane fidanzata lasciata in Israele, forte e fragile al tempo stesso, una donna malata di ironica solitudine, una morta la cui vita affiora a poco a poco. E soprattutto lui, lo scrittore che, a un certo punto, entra nella storia e vi prende parte sia come "artefice" che come "spettatore".
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Libricciola elisa.rosmino@libero.it (24-03-2010) Le prime pagine mi hanno fatto venire voglia di buttare il libro giù dalla finestra! Poi però mi sono abituata al linguaggio quasi poetica e ad un ritmo che accellera e rallenta e a situazioni che saltano di palo in frasca, e alla fine l'ho trovato quasi bello. Voto medio, perchè è inferiore al resto della produzione di Oz e perchè la storia è davvero uno spezzatino che a tratti richiede un bel po' di attenzione per capire chi parla di cosa... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
manvela (04-09-2008) "Lo stesso mare" è la conferma che Amos Oz è un'autore di eccezionale livello! Qui la sua capacità di distillare l'essenza della narrazione facendo un uso strutturale e plastico delle parole e della forma espressiva raggiunge livelli propri delle arti figurative e forse di più: se potesse una scultura emanare calore e talvolta gelo, e profumi e sapori, ecco sarebbe una scultura alla Amos Oz. Non ho dubbi sulla genialità di questo scrittore. Il mare è un simbolo: vastità, profondità, imperscrutabilità e terribile ineluttabilità che si frappone tra chi ama e chi non c'è più o non c'è mai stato o non potrà mai esistere. E così le frasi, le righe e i capoversi come onde si gonfiano e refluiscono, montano come la marea e si ritraggono e l'essenza del narrato come acqua di mare si concentra quando evaporano i vocaboli che trasformano una frase in un verso! Toccante, straordinariamente intenso, immaginario e sinceramente autobiografico... come sempre Amos Oz!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roby (08-06-2007) Libro deludente,lo si legge velocemente nella speranza di porre fine ad una noiosa e sconnessa storia. Non c'è sale, non c'è emozione,non c'è vita:un mare morto fa da sfondo alla vita triste dei protagonisti.Oz Amos sarà sicuramente ricordato,come lui spera,con questo libro;infatti un libro così brutto non l'ho mai letto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ERIKA MUGNAINI eri78_m@libero.it (04-06-2007) Un libro che sembra un quadro. Pennellate di emozioni e sentimento,colore e nostalgia.
Non conta il susseguirsi di eventi ma la nota che risuona dentro quando si legge.
Parole che restano dentro, che si collocano nello spazio generato nella lontanaza di ogni uomo dal proprio oggetto d'amore.
Splendido, come ogni libro di Amos Oz. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angela66 (04-05-2007) lembi di poesie, spruzzi di racconti svolazzano nel libro alla ricerca di una storia che non c'è. le vicende dei protagonisti in modo schizzofrenico si intrecciano con quelle del "narratore" come ama definirsi lo stesso Os Amos. un libro di veloce lettura: inutile, sconnesso ,fastidioso. l'alternarsi di brani di poesia e di narrativa da' l'impressione di "diario"dove il narratore ha annotato appunti, riflessioni, pensieri monotoni e vuoti.
il mare ,descritto in vari modi, compare all'improvviso in alcune pagine testimone triste, stanco, desolato utilizzato ,in modo improprio ,per giustificare il titolo del libro e nel disperato tentativo di trovare un nesso, un filo che unisca le varie pagine tra loro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
frida (08-03-2007) Lo stesso mare è un libro "diverso", si alternano prosa e poesia e le poesie sono sorprendenti,Oz è un autore completo."Adagio" "Lascito Tardivo"..e altre che proseguono la narrazione come sospiri notturni, e in lontananza s'ascolta il mare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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