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Bettin Gianfranco; Dianese Maurizio - Petrolkiller. In appendice: i documenti segreti... | Il 2 novembre 2001 il Tribunale di Venezia ha pronunciato una sentenza di assoluzione per i ventotto imputati del processo sul Petrolchimico di Porto Marghera. Sul banco degli imputati c'erano i grandi gruppi della chimica italiana (Montedison, Enichem) accusati della morte per tumore di 157 operai e di altri 103 casi di malati, che erano addetti alla lavorazione del cloruro di vinile monomero (CVN) e del polivinile di cloruro (PVC) per la produzione di plastiche. Escono sconfitti gli operai e i cittadini che attendevano un verdetto che condannasse la volontaria utilizzazione da parte delle classi dirigenti di sostanze pericolose ed inquinanti. Ma i ricorsi in appello non si faranno attendere perché non si dimentichi un giudizio vergognoso.
Media Voto: 5 / 5Gabriele (08-01-2008) Spiega in maniera semplice ed efficace come in quelli anni le industrie abbiano giocato con la vita dei propri operai oltre che con l'ambiente.
Bellissimo,ma fa venire tanta rabbia... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (30-07-2005) Questo libro è particolarmente adatto a chi, parlando dei magistrati, fa di tutta l'erba un fascio: evidentemente, se sono schierati, non lo sono tutti dalla stessa parte e, altrettanto evidentemente, là dove c'è un "accanimento" verso qualcuno, una qualche ragione ci sarà...
Circa i fatti descritti, superata la rabbia iniziale, bisogna trarre qualche insegnamento dalla Storia: la Chiesa smise di bruciare poveri cristi sul rogo non per propria iniziativa ma perché le fu imposto di farlo da Stati laici che, tra l'altro, miravano anche a impossessarsi delle sue ricchezze e aspettavano solo l'occasione per metterla fuori legge; il Sindacalismo in Occidente fu duramente represso finché non si profilò all'orizzonte uno spettro ben peggiore, il Comunismo, che i padroni disinnescarono con la geniale invenzione del Welfare State (in pratica, assecondando le richieste dei Sindacati su orari, paghe e servizi). In pratica, chi tiene il coltello dalla parte del manico non ha mai ceduto nulla finché non è stato costretto a cedere dalle circostanze. La mondializzazione, la crescita di paesi un tempo sottosviluppati, ci è stata sempre proposta come ragione per indurci a rinunciare a qualcosa, mentre naturalmente i "soliti noti" non dovrebbero rinunciare a nulla, anzi. E se provassimo a ribaltarla, questa situazione?
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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