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Starnone Domenico - Via Gemito | "Via Gemito" è la storia di un uomo che se non avesse avuto una famiglia sarebbe diventato un grande pittore, questa almeno sarà la convinzione di tutta la sua vita. Federì è un artista, ma deve fare il ferroviere, e al mondo non potrà mai perdonare il destino scelto per lui. E se la prende con la moglie, una donna soffocata nel ruolo di sarta e madre, e con i figli. Ed è uno di loro, il primogenito, a raccontare questa figura di padre verboso e rancoroso, violento con le mani e con le parole.
8 recensioni presenti. Media Voto: 2.87 / 5Andrea (12-01-2012) Un libro noioso e verboso: inultilmente prolisso. Ci sono alcuni sprazzi di vitalità solo quando l'autenticità del dialetto viene a galla.
Dopo Labilità posso salutare definitivamente Starnone: peccato perché anni fa ci aveva regalato bei momenti con la serie di libri sulla scuola. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ELxx (17-12-2011) Un bel libro che, oltre tutto, merita ammirazione per il coraggio dell'autore di scoprirsi così.
Chissà quanta sofferenza gli è cvostato scriverlo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luciano Stolfi luciano.stolfi@libero.it (16-09-2010) Un libro davvero affascinante. Ha una trama che potrebbe risultare noiosa, se non intervenisse l'abilità del narratore nel rendere accattivante l'intera vicenda. E' la storia del rapporto difficile di un figlio con il proprio padre: quest'ultimo è un pittore prestato, per motivi economici, al lavoro nelle ferrovie. E' la storia del rapporto burrascoso di questo padre con l'intera sua famiglia e specialmente con sua moglie. Continuamente questo padre-padrone inveisce contro la moglie e contro i suoi parenti accusandoli di interferire nella sua vita di pittore, di fatto impedendogliela. E' un libro triste: comunque i premi che ha vinto non appena è uscito (tra cui lo "Strega") sono ampiamente meritati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ciarlatani (12-04-2010) E' uno dei pochi libri che non sono riuscito a terminare. L'ho trovato ripetitivo e noioso. I flash back continui non aiutano certo la scorrevolezza. E' il primo libro di Starnone che leggo ; proverò con un altro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alex (30-09-2009) L'ho finito solo perchè quando inizio un libro mi intestardisco e lo porto comunque alla fine, ma con questo ho proprio fatto una fatica immensa. Non c'è trama, è un flashback continuo sulla triste infanzia della voce narrante. Il linguaggio è ostentatamente aulico: l'autore, che in effetti fa l'insegnante, deve essere della specie "prof noioso". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cristina (06-02-2009) ho fatto molta fatica a finirlo, troppo verboso, sebbene questa sia sicuramente grande Scrittura... ma non mi rimane granchè di emozione della vicenda o dei personaggi narrati Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Salvio salvioscognamillo@hotmail.it (21-11-2006) Un libro che è una continua altalena di sentimenti che scorrono tra infanzia, adolescenza e giovinezza del primogenito, dibattuto tra amore ed odio, fascino e rabbia mai mediati e mai pacificati, se non forse nell'ultimo triste epilogo del letto di morte dove tutto è rimesso in discussione teorie, tesi e sentimenti alla luce di pagine che si vanno chiudendo.
Tra i migliori libri italiani degli ultimi 10 anni, ottimo come strumento di "autoanalisi" e direi per certi versi "curativo". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isla (14-02-2005) L'umanissima e ingombrante figura del padre, Federì,giganteggia in tutto il romanzo ed è di quelle che non si dimenticano facilmente: l'autore te lo fa amare e odiare al tempo stesso. Finalmente un libro di memorie scritto con il cuore e nel quale c'è l'atmosfera viva della Napoli vera, non da cartolina.Il linguaggio è immediato, senza filtri , come la narrazione dei ricordi. Da leggere per rappacificarsi con il proprio passato e per cercare di dargli un senso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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