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Kapuscinski Ryszard - Shah-in-Shah |
Nell'anno drammatico della rivoluzione, Kapuscinski è in Iran per uno dei suoi più brillanti e memorabili reportage, in cerca di risposte. E riesce a temperare, con impeccabile stile, la complessa ricostruzione storico-giornalistica con un'appassionante capacità narrativa. Non fa lezione, non sale in cattedra. Al lavoro nella sua stanza d'albergo, ingombra di giornali, di ritagli, di foto, filmati e nastri registrati, ricostruisce il quadro degli eventi, delle premesse che li hanno provocati e delle situazioni che si preparano. Ricostruisce il lento ma inesorabile procedere degli avvenimenti che hanno portato alla rivoluzione khomeinista: l'incerta ascesa al potere dello scià, la sua euforica prepotenza in seguito alle scoperte petrolifere, il clima di terrore e repressione instaurato dalle brutali forze di polizia della Savak e il progressivo rifugiarsi del popolo nelle moschee, tra le braccia dei mullah e dell'islam, unica istituzione ritenuta in grado di proteggere dalla violenza cieca del potere centrale di Teheran. Il suo puzzle rigoroso è sempre filtrato dalla sensibilità e da un'umanità profonda.
Media Voto: 4 / 5Alce67 (15-01-2010) Un libro più sullo Shah di Persia e sulla genesi della rivoluzione del '78, più che non su Khomeini (che però compare in copertina..un pò sviante).
Ricordo gli articoli dei giornali del tempo che parlavano dello Shah triste esiliato e riportavano le malinconiche interviste della moglie Farah Diba. Chi legge questo libro raccoglierà un punto di vista ben diverso e sorprendente sui fatti e (sopratutto) i misfatti perpetrati sotto il regime di Rheza Pahlavi. Kapuscinski scrive sempre in modo semplice, avvincente, senza correre il rischio di essere superficiale.
Molto interessante. Voto: 4 / 5 |
philo (16-10-2007) Libro che ha il pregio di raccontarci l'Iran pre dittatura islamica. Con lo scia non si stava certo meglio. Il solito Kapuscinski che spiega magistralmente. Voto: 4 / 5 |
Elisa (30-09-2006) Ho letto questo libro "per sbaglio" , e sono rimasta colpita e "illuminata" dalle cose scoperte durante la lettura, e ho una visione più chiara del corso della storia dell'Iran degli ultimi anni. Voto: 4 / 5 |
paolo angelo philometor@tiscalinet.it (17-10-2005) Un carattere deciso, chiaro e semplice quello di Kapuscinski nel raccontare l'Iran dai primordi della dinastia Pahalevi fino alla caduta. Dettagliato, quasi fossero didascalie di foto (che in realtà esistono) che l'autore si è preso premura di raccogliere e commentare. Pregi, ma soprattutto difetti di un sovrano incapace ma con lo sguardo rivolto verso il futuro, senza però riuscire a vedere la miseria stipata ai suoi piedi. Un quadro internazionale complicato e corrotto, dove gli Stati Uniti non mancano di metterci il naso, a proprio vantaggio... e ci si meraviglia oggi del perchè di tanto odio 'ingiustificato' verso gli statunitesi... Voto: 5 / 5 |
guido schiena g.schiena@nonspammaremaikatamail.com (27-05-2004) Reportage giornalistico di ottima levatura, che si legge in 3-4 ore. Il metodo narrativo è originale e accattivante. Molto ben trattato l'argomento sciismo, con dovizia e semplicità. Forse eccessive, all'interno della storia, le riflessioni personali dell'autore, che diventano più copiose proprio quando si è assetati di fatti. Poco, troppo poco, lo spazio dedicato a Khomeini; molto approfondite, invece, le figure dei due Pahlavi.
Per chi è a digiuno di storia Persiana del '900, lo consiglio; per chi va in cerca di approfondimenti sulla rivoluzione iraniana o su Khomeini, no di certo. Voto: 3 / 5 |
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