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Agnello Hornby Simonetta - La Mennulara | Un racconto che si muove a spirale intorno alla figura di Maria Rosalia Inzerillo, conosciuta come "la Mennulara". Ora è morta e tutto il paese di Roccacolomba si chiede chi è stata davvero. Tutti ne parlano, tutti hanno in qualche modo avuto a che fare con lei, tutti sanno e non sanno, c'è chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine se non con venerazione. Ne parlano soprattutto gli Alfallipe, del cui patrimonio la Mennulara è stata sempre oculata amministratrice. Le voci che rimbalzano dal passìo serale alle portinerie ingigantiscono e intorbidano le trame di quella donna che rabbia, passione, intelligenza hanno portato così in alto da tenere in pugno una famiglia di proprietari terrieri, un boss mafioso, un intero paese.
Recensioni 1 - 20 di 48 recensioni presenti. Media Voto: 3.64 / 5Mazzy77 (06-12-2011) Ho letto questo romanzo per caso: uno di quei libri che ti prestano e che qundo hai finito di leggere compri per metterlo nella tua libreria!
Veramente una donna affascinante Maria Rosalia Inzerillo: la mennulara... se poi hai avuto la fortuna di conoscere una donna simile, non puoi fare a meno di amare un romanzo del genere!!! Grazie Simonetta per quello che hai scitto... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nina153 (07-06-2011) In questo romanzo d'esordio di Simonetta A. Hornby stupiscono il ritmo, il linguaggio, l'immediatezza di un racconto che si dipana dinnanzi ai nostri occhi in forma di spirale: al centro vi è Rosaria Inzerillo, detta la Mennulara, personaggio enigmatico quanto affascinante; l'unico di cui si descrivono fattezze, abiti, movenze: dalla ragazzina magra e lacera alla donna ancor bella ma sfiorita per le fatiche e i dispiaceri di una vita vulnerata. La sua emozionante, indimenticabile storia ci viene raccontata a tappe: da una voce all'altra, i ricordi, i sospetti, le maledizioni si susseguono in un racconto corale che, piano piano, svelerà ogni mistero. Il medico, l'avvocato, l'impiegato postale, l'autista, il prete, i negozianti, i frequentatori del Circolo della Conversazione, il mafioso e, non da ultimo, i membri della famiglia presso cui lavorò come "criata": ognuno offre la propria versione dei fatti, le proprie impressioni, svelando storie inconfessabili rimaste per decenni nell'ombra. La Mennulara (Mennù) ci avvince per la grande intelligenza, l'orgoglio, la forza di combattimento dovuta a un forte, insopprimibile senso della propria dignità; la Mennulara confonde e impone eccezioni: a partire dal suo misterioso lascito testamentario. Sovverte le vecchie e le nuove articolazioni sociali, creando scandalo e commozione, scompiglio e stupore; nel volgere di poche settimane, quelle immediatamente successive al suo decesso, riuscirà a condurre in porto il suo imperscrutabile disegno, la sua umile ma immensa forma di riscatto. L'autrice narra l'intera vicenda senza mai dare un giudizio sui personaggi, lasciando al lettore - semmai - il compito di farlo. Anche il fatto di procedere per testimonianze frammentarie riflette con buona probabilità la prassi delle aule giudiziarie, che Simonetta A. Hornby frequenta, in qualità di avvocato, da più di trent'anni. Uno stratagemma semplice quanto geniale, che concorre a creare un personaggio che ci inquieta e insieme ci commuove. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristina V. (09-01-2011) Libro nel complesso gradevole, ma non bello.
Sono rimasta delusa perchè da come me ne avevano parlato mi aspettavo molto di più, invece verso la metà del libro la lettura rallenta diventando pesante. Il finale è discreto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabrizio di Monterosi (26-05-2010) Il libro riflette perfettamente la realtà siciliana di metà del secolo scorso attraverso quadri, immagini e situazioni rappresentate a mò di continui flash.
Nella Mennulara si condensano coraggio, fierezza, sopportazione realismo e voglia di riscatto sociale.
E' un libro decisamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lalla (15-09-2009) Una storia avvincente e commovente. Ben scritto. Ne consiglio spassionatamente la lettura durante un soggiorno in Sicilia Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gracy (01-04-2009) Finalmente un libro che narra una storia che verosimilmente potrebbe essere accaduta e che non è narrata in chiave dialettale, ha mantenuto viva la caratteristica dei luoghi comuni tipici della Sicilia, che non è solo di quel tempo,non do 5 perchè l'autrice secondo me poteva descrivere piu' accuratamente i paesaggi e farci respirare: le zagare, il frumento appena raccolto, il clima dele "processioni religiose" e tanto altro ancora e approfondire l'anima dei personaggi,simpatici e goffi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elisa rorosm@tin.it (02-03-2009) L'ho letto mentre mi trovavo in vacanza in Sicilia... lettura scorrevole e piacevolissima! Non voto cinque solo perchè mi sarebbe tanto piaciuto saperne di più della Mennulara. Mi resta un bellissimo ricordo, leggerò molto volentieri le opere successive. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandra (02-03-2009) Un libro gradevole, ben scritto, scorrevole e spassoso. Deliziosa la descrizione della Sicilia con i suoi colori, abitudini e sapori e simpaticissima e accurata quella dei personaggi Roccacolombesi: ricchi, poveri, mafiosi, pettegoli e d'onore ! Mi è piaciuto, ve lo consiglio! Brava Simonetta ! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
enrico (22-02-2009) Una fotografia della sicilia negli anni sessanta, ma ancora attuale, la figura della mennulara e' avvincente ed intrigante la storia scorre bene e soprattutto la parte finale e' piena di sorprese. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Tony Cats (24-10-2008) Trattasi di romanzo con grande idea di base e poverta' di capacita' narrativa. Eppure mi sono estremamente divertito a leggerlo, e poi l'autrice mi sta simpatica: siciliana "trapiantata", avvocato dei minori... brava! speriamo in futuro roseo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
m.karla (18-06-2008) scritto bene ma la storia non è eccezionale, è corale ma un po' scontata, specie nel finale. sembra un cattivo coctail tra saga famigliare e giallo! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
cristina (06-03-2008) Sono sorpresa dai numerosi giudizi negativi o tiepidi perchè, a mio avviso, questo è uno dei romanzi più interessanti e originali che abbia letto negli ultimi mesi. Originalissima la struttura della narrazione, che conduce il lettore a conoscere il personaggio della Mennulara attraverso un graduale avvicinamento, costruito per assommarsi di voci, pettegolezzi, supposizioni e racconti di avvenimenti. E' proprio una riedizione, in chiave moderna, della tradizione del coro locale di tanta narrativa siciliana, e mi pare che il richiamo sia lusinghiero per la Agnello Hornby, senza sminuire nessuno. Rosa Inzerillo, criata di casa Alfallipe, è una donna di grande temperamento, intelligente e piena di passione, un personaggio che impariamo a conoscere gradualmente, con crescente commozione, e che, alla fine, ci rimane nel cuore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vib (06-02-2008) Un modo di narrare particolare per un libro che non mi ha entusiasmata ma che ho trovato gradevole. Se lo si legge senza avere grandi aspettative lo si trova un libro piacevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
susy burla.burlone@tiscali.it (30-11-2007) All’inizio del romanzo la voce narrante è quella del coro, di una meschina, odiosa e gretta moltitudine di comparse nella vita della protagonista. Quest’ultima sembra invisa a tutti ed il lettore si domanda a lungo cosa abbia mai fatto. La verità è che in un contesto sociale deprivato non rivelare le proprie essenziali faccende anagrafiche, cioè nascita, matrimoni, figli e morte, significa non condividere e, quindi, non esorcizzare la miseria quotidiana con i propri simili. La protagonista è quindi superba, anche perché non sembra accettare che una “criata”, una donna di servizio, sia condannata a nascere, vivere e morire come i propri avi, in un immobilismo senza riscatto né miglioramento della specie. Nel testo matrigna non è la Natura, ma la (sub)Cultura dominante. Sono i compaesani della Mennulara che non ne accettano la diversità, che con la loro avversione paurosa e superstiziosa, accentuano l’isolamento della protagonista. Quest’ultima diviene algida ed arcigna icona di indipendenza dalle convenzioni e dagli affetti. Ma è solo un’icona, appunto, perché in lei ardono passione, orgoglio, grinta, dignità e amore.
E’ stato il padrone, amante e mentore, a spingerla a condividere il fervore per la cultura e per l’arte, ad affinarne il gusto per le cose belle e preziose, a stimolare in lei la ricerca di sapere, la sete di giustizia.
La Mennulara eserciterà infatti la sua giustizia privata sino alla fine e addirittura dopo la stessa morte, attraverso un singolare “esecutore testamentario”. Innanzi tutto nei riguardi dei figli dell’amato, una rustica progenie incapace di passioni (a parte quelle animali e per i soldi). E poi verso la moglie di lui, servita e riverita ad espiazione laica del proprio peccato di tradimento.
Purtroppo lo sviluppo narrativo del romanzo non convince, sfiorando a tratti una penosa ripetitività. La rappresentazione della Sicilia e della sicilianità è elementare e didascalica. A parte la protagonista, un solo personaggio vive di vita reale ed è il mafioso. Chissà perché.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
guja brustia (27-09-2007) un libro che consiglio vivamente..bella trama e uno stile piacevole.io l'ho letto durante una bellissima vacanza in sicilia e ho ritrovato nelle descrizioni dell'autrice tutti i colori, le atmosfere, le caratteristiche di un'isola stupenda.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cris (27-08-2007) Molto gradevole, ben scritto, scorrevole e ben strutturato. L'ho letto per caso, non ne avevo sentito parlare prima, ed è stata una piacevolissima sorpresa... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mirella (19-02-2007) È il primo libro che leggo di qusta autrice e mi è piaciuto molto. Sicuramente originale nella forma e divertente. Non mi pare che l'autrice abbia l'ambizione di emulare i "maestri" della tradizione siciliana, quindi non vedo delitto di lesa maestà... È semplicemente un libro ambientato in Sicilia e trovo che i personaggi siano ben descritti. Non mi è piaciuto invece molto il finale: ha svelato troppo del personaggio, in maniera un po' forzata e a tratti inverosimile (mi ha lasciata perplessa la "prova del fazzoletto..."). Il fascino del personaggio stava proprio nel mistero da cui era avvolto. Il mio voto è comunque medio-alto per l'originalità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
miri (13-02-2007) Straordinario,originale,piacevole da leggere.Un quadro piccolo ma esaustivo di tempi e luoghi non del tutto mutati.Una storia particolare, un omaggio a una donna particolare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca (05-02-2007) Un libro orrendo, scritto malissimo, gonfiatissimo da un martellante battage pubblicitario dopo la sua uscita. Ma che sarebbe letteratura questa? Narrativa? È solo un becero e soporifero riecheggiamento di Verga e Pirandello. Che, per di più, offende i palesi modelli. Molto meglio leggere Brancati o De Roberto, allora. Un gusto insopportabilmente melenso, rétro e furbescamente naïf pervade il testo. La copertina è attraente, carina. Il libro, invece, è illeggibile. Non riesco a capire come si possa portare a termine la lettura di un simile coacervo indigesto. L'ho messo da parte, stremato, a metà del testo. Peccato per i soldi buttati. Non mi fiderò mai più dei 'consigli' di Aldo Busi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Stefania (30-01-2007) In verità non l'ho neanche finito, sono arrivata a metà praticamente facendomi violenza. Mai letto un libro più noioso e pesante, assolutamente inutili tutti quei personaggi, quelle presentazioni..Uno dei peggiori libri mai letti in vita mia. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 48
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