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Ad accomunare le vite del narratore, James Ballard, e dello scienziato televisivo e psicopatico Robert Vaughan è la passione morbosa per gli incidenti stradali con il loro strascico di morte, deformazione e mutilazione dei corpi, commistione di tecnologia e carne, lamiere e sesso. Entrambi sono reduci da scontri che hanno modificato la loro percezione di cose e persone. Attorno a loro si muovono le figure di Catherine, la moglie di James, con la sua attrazione omoerotica per Karen, la dottoressa Helen Remington, il cui marito è morto nello schianto con l'automobile di James, e altri individui a loro volta presi nelle spire del fascino perverso della tecnologia e del suo impatto sulla vita umana. Il tutto descritto con algido, clinico distacco. Si spiana così la strada, come ha detto lo scrittore, "a tutti i nostri piaceri più concreti e delicati - quelli delle delizie del dolore e della mutilazione; del sesso come arena perfetta, come brodo di coltura di sterile pus, per tutte le veroniche delle nostre perversioni; della libertà morale di attendere alla nostra psicopatologia come a un gioco; dell'apparente illimitatezza delle nostre capacità di concettualizzazione. Ciò che i nostri figli hanno da temere realmente non sono le autostrade del domani, bensì il nostro sottile piacere nel calcolare i più eleganti parametri delle loro morti"
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Pablo festa.paolo@katamail.com (23-07-2009) La trama originale non basta, anzi non è sfruttata adeguatamente per ricavarci una buona storia. Molto ripetitivo e colmo di perversioni erotiche nauseanti che possono risultare buone come manuale per aspiranti maniaci sessuali.
la copertina è carina. Voto: 1 / 5 |
enzo (05-07-2008) Si, indubbiamente interessante, anche se a volte la lettura mi è parsa poco fluida e la scrittura un pò ripetitiva.
Originale il punto di vista del protagonista, la sua ossessione visionaria è credibile e si giustifica perchè generata dallo schizzofrenico caos del traffico contemporaneo, dove l'auto, padrona incontrastata ha snaturato la geografia urbana, mutato i comportamenti sociali e modificato per sempre l'ambiente in cui viviamo.
La forza di Ballard è quella di esasperare la genesi di una perversione nichilista con un impatto interessante se si pensa che è stato pubblicato nei primi anni 70 Voto: 3 / 5 |
Silvio52 (08-02-2008) Un libro forte, un libro d'impatto... oggi potrà anche risultare "datato" come suggerito da qualcuno, ma ciò non toglie ma anzi rinvigorisce la forza originale di un'opera concepita agli albori dell'era tecnologica. Morbosamente appassionante nonostante la lentezza di qualche passaggio; le scene clou sono quelle dell'autolavaggio e del rapporto con la ragazza storpia, con quest'ultima che rappresenta il manifesto della nuova dimensione del sesso ballardiano. E mi raccomando: allacciate le cinture di sicurezza! Voto: 4 / 5 |
nickcarraway (15-06-2006) Indubbiamente è uno di quei libri che ti fanno vedere le cose da un punto di vista diverso, ma i trent'anni trascorsi dalla sua pubblicazione li patisce tutti. Lento, troppo compiaciuto nella sua insistita sgradevolezza e la vicenda pare non decollare mai. Devo però ammettere che adesso quando vedo un veicolo sfracellato o i postumi di qualche incidente penso subito a Vaughan... Voto: 3 / 5 |
Gianluca Di Bari (17-04-2006) Sinceramente non sapevo come commentare un libro preso in biblioteca con molte aspettative ma che mi ha stancato verso la metà, facendomi insorgere una voglia matta di finirlo celermente e restituirlo al mittente...
Ballard ha senz'altro scritto un capolavoro, ai suoi tempi, ma leggendolo oggi, ho provato una stancante ripetitività nel racconto dei particolari erotici che ha spento, in parte, l'interesse per il libro. Voto medio, quindi, riservandomi la sua rilettura tra un po' di tempo...
Voto: 3 / 5 |
alessandra alessandra_brafa@yahoo.it (04-02-2006) Ho un parere discordante su questo libro..mi è piaciuto perche ho analizzato il concetto del Cyborg secondo Ballard,in realtà peròha raccontato in197pagine una storia per cui ne sarebbero bastate97.. magari l'avrei giudicato il suo masterpiece se l'avessi letto nel1974, quando ancora il sesso riusciva a scandalizzare..
cmq lo consiglio come lettura d'evasione..lo si legge in 2 giorni.. anche se c'è di meglio!!! Voto: 3 / 5 |
Latinese (22-10-2005) Una piccola considerazione generale: chi decide che un libro è o non è per tutti? Grazie a Dio la censura l'abbiamo abolita. Comunque, sicuramente Crash è un libro strano, eccessivo, a suo tempo trasgressivo (oggi in qualsiasi programma tv si vede ben di peggio). Resta un libro scritto tremendamente bene, e che s'interroga su aspetti fondamentali della nostra vita. Io ogni giorno per andare a lavorare mi sparo 70 km tra andata e ritorno; il tempo che passiamo in macchina giustifica la creazione di un libro come questo che in qualche modo esplora le strane e non sempre chiare relazioni tra noi e quell'aggeggio con 4 ruote. E pensate a quanto l'auto, nella pubblicità martellante che si fa, sia stata sessualizzata nel corso del tempo. A queste cose pensava Ballard mentre scriveva Crash, e a molte altre ancora, al nostro rapporto patologico con la tecnologia, alle pulsioni di morte che le cose attorno a noi contengono, alla stranezza di un mondo che non può fare a meno dell'auto, soprattutto perché tanta gente campa di auto, benzina, pezzi di ricambio, eccetera... Crash è la visione rovesciata ma nitida del nostro mondo, del mio, del tuo. Grande, grande libro. Voto: 5 / 5 |
silvio fauner22@yahoo.it (08-09-2005) ripeto quanto detto. sono d'accordo con emiliano, e credo che chi crede sia un libro per pochi eletti o per chi è preparato su ballard non abbia capito niente, né di letteratura, né dell'arte. Che, fortunamente, sono gli unici campi dove davvero esiste democrazia.
Se non mi capite, buonanotte. Ah, scusate..la bestemmia... Voto: 3 / 5 |
Paoli (01-09-2005) Non è un libro per tutti, va detto. Ma è innegabile che Crash, più che un romanzo, sia un immersione in una mente malata, un tuffo dentro un UNIVERSO intero creato sulla base di una singola PERVERSIONE. Forse interpretandolo così risulterebbe più facile capire alcune scelte formali coraggiose( appiattimento dei personaggi, testo scattoso e labirintico) che comunque non rovinano ma caratterizzano questo allucinato capolavoro, precursore di più di una tendenza di fine millennio. Non c'è dubbio: è un libro malato, visionario, e proprio per questo non di facile lettura. Impossibile rendere più scorrevole una storia del genere. Sarebbe come voler rendere più "carina" una cartella clinica...Da leggere Voto: 5 / 5 |
Emiliano infraviolet@libero.it (30-08-2005) Leggo capolavoro della letteratura del 900 e un po' ho i brividi: dev'essere stato un secolo molto triste!... Un'idea originale, e forse spunti interessanti sulla tecnologia...allucinazioni biomeccaniche, prefigurazioni cyberpunk...ma ripetitivo da matti e inconsistente. Spessore dei protagonisti buona per un fumetto, l'unica penetrazione del libro può essere appunto quella nei buchi dei sedili delle auto! L'ho trovato semplicemente misero. Voto: 2 / 5 |
Alessio anthors(at)yahoo.com (11-02-2005) Un testo fondamentale per capire Ballard, ma il testo piu' sbagliato per iniziarlo a conoscere; infatti, chi si approccia all'autore inglese partendo da questo romanzo, molto probabilmente non lo leggera' mai piu'. Crash è l'opera che Ballard ritiene più fondamentale nella sua bibliografia, l'opera che, forse, maggiormente analizza l'animo umano influenzato dalla tecnologia e dalla nuova mitologia moderna.
Crash scritto nel tipico stile di Ballard (freddo e quasi chirurgico, anche se fa sprofondare il lettore nella scena) risulta essere un opera adatta solo ad un lettore "adulto" ovvero un lettore che abbia sviluppato un discreto senso critico; poi come tutte le opere può piacere o meno, ma solo avendo già una discreta conoscenza di Ballard e non fermandosi ad una lettura superficiale si può non sminuire questo romanzo. Voto: 4 / 5 |
vinci vincsan@yahoo.it (23-01-2005) suo malgrado, mi risuona la musica di Howard Shore, dentro questo libro. high five, ma solo perché non c'è da mettere di più.
l'anti-fluidità per eccellenza, come si fa a pretendere la scorrevolezza da un testo che si chiama "Crash"? che bestemmia. Voto: 5 / 5 |
silvio fauner22@yahoo.it (05-01-2005) Tutti esaltano questo libro come se fosse una pietra miliare della letteratura. E' bello, originale quanto volete. L'idea di affrontare il sesso da un punto di vista meccanico-allucinato è geniale e a tratti rapisce la fantasia del lettore come capita di rado. Ma Ballard scrive, nel complesso, in modo troppo poco fluido, troppo da ingegnere qual'era, se vogliamo essere maligni.
Ps: possibile che tutti i libri vengano o esaltati all'eccesso o smorzati brutalmente?
Voto: 3 / 5 |
Fabio (17-05-2004) Uno dei massimi capolavori della letteratura del '900. La capacità di Ballard di mettere a nudo la sessualità umana - la sua genesi, le sue metamorfosi, le sue maschere, il suo divenire - e il ruolo della tecnologia nella società moderna; la prosa ricca di immagini di una potenza tellurica; lo humor nero e la straziante lucidità della sua profezia ne fanno un romanzo immortale. Il film di Cronenberg? Capolavoro di un capolavoro! Voto: 5 / 5 |
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