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Yoshimoto Banana - La piccola ombra | Le protagoniste di questi racconti sono giovani donne giapponesi tra i venti e i trent'anni. Per motivi disparati si trovano in Argentina, Paraguay, Brasile: terre dalle tinte forti, colme di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità. Una ragazza, appena giunta a Buenos Aires, apprende della morte dell'amante da una telefonata della moglie e si sente smarrita perché sa che, tornata in Giappone, i suoi sentimenti potrebbero cambiare e assumere una diversa profondità; una fanciulla sposata con un uomo più anziano ripensa al suo amante di prima, sposato a sua volta; una donna, in viaggio col padre, coglie dopo tanto tempo qualcosa di strano nel rapporto tra i suoi genitori...
7 recensioni presenti. Media Voto: 2.57 / 5kikkokat (12-06-2009) Sarà che è ambientato in America Latina e non nel mio adorato Giappone....Ma apparte il primo racconto, gli altri non decollano assolutamente....Consiglio vivamente altri suoi romanzi sicuramente meglio riusciti! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
alberto (03-06-2007) Il piu' brutto che abbia letto di B.Y.Un libro inutile che non mi ha detto nulla.Per fortuna 100 pagine passano in fretta. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maria cristina maricris.aschieri@libero.it (19-11-2006) B. Y. è perfetta per dar pace all’animo ansioso, per convincerci che, qualsiasi cosa possa accadere, saremo sempre in grado di affrontarla e farcene una ragione. Affronta i temi gravi della morte o della vita, dell'abbandono o dello stare insieme, con la calma di “una ninfea galleggiante nello stagno”, la compostezza interiore tipicamente orientale. In uno dei racconti di questa raccolta, l’autrice identifica il viaggio ideale con quello che s’intraprende con un amico, lasciandosi fluire liberamente nelle situazioni, compiaciuti delle scoperte fatte per caso o della fortuna per le opportunità che può offrire l’imprevisto, un viaggio privo di obblighi, in cui a pesare sia solo la responsabilità delle proprie vite e si condividano senza noia anche i momenti banali. Ci narra di uno spettacolare viaggio alle cascate di Iguazù, al confine fra Argentina, Brasile e Paraguay, intrapreso con un amico occasionale, che lei elegge ideale compagno di avventura, perché sa rimanere rilassato senza continuamente chiedersi cosa ci si sta aspettando da lui, sa sbrigarsela senza creare fonti di stress, senza essere di peso ad altri, ma la cui presenza è il fondamento essenziale della sicurezza dell’altro. Sono pagine dall’andamento fluido e disteso, e, come in quasi tutta la sua letteratura, le storie sembrano essere apparentemente prive di un progetto conclusivo, si dipanano attraverso l’inconsistenza della quotidianità, con trame quasi inesistenti ma che coincidono con la normalità della vita. Tanti sono gli spunti di riflessione, offerti con un linguaggio privo di artificiosità come quello usato per pensare, la cui naturalezza è una delle impronte stilistiche di questa brava scrittrice, purtroppo da alcuni non compresa. Per riuscire ad apprezzarla come merita, tentiamo di non osservare tutto come in uno specchio, aspettandoci di trovarvi solo il riflesso di noi stessi, che c’impedisce di disfarci del provincialismo con cui spesso giudichiamo il diverso e l’ alternativo o non riusciamo ad accoglierlo, rivelando i nostri limiti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maunakea (31-12-2005) Sette racconti, del 2000: Furin To Nanbei, e' vero, il registro e' un po' diverso dai primi libri, e personalmente amo meno i libri di racconti, perche' non se ne puo' esser totalmente rapiti, le storie risultano volutamente monche, tratteggiate, sono pennellate di scrittura, come un quadro espressionistico, l'ambientazone qui e' tutta su Bueno Aires e l'Argentina, anche se e' un'ambientazione di fondo, non permea completamente l'atmosfera del libro, non e' un libro descrittivo di viaggio come Sly. Sono storie interrotte e solo accennate, sono interessanti, ma non piu' in la' di li'. Chiudendo il libro l'unico commento che mi e' venuto da fare e': mah caruccio. Temo pero' che non lasciera' grande memoria di se'. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gio (15-12-2005) il più bruttino della yoshimoto Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mat (16-01-2005) Scarso coinvolgimento nelle vicende della narrazione (cosa alquanto strana trattandosi della Yoshimoto), non del tutto deludente ma al di sotto delle alte aspettative. Non mi sento di consigliarlo; anzi, è da leggere per poter dire di aver letto tutte le opere dell'autrice. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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