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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Benni Stefano - Achille piè veloce

Achille piè veloce TitoloAchille piè veloce
AutoreBenni Stefano
Prezzo
Sconto 20%
€ 6,00
(Prezzo di copertina € 7,50 Risparmio € 1,50)
Prezzi in altre valute
Dati2005, 231 p., brossura
EditoreFeltrinelli  (collana Universale economica)

Disponibilita immediata
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39 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Ulisse è un giovane scrittore in crisi creativa (un tempo ha scritto un libro ma si è fermato lì), lavora in una casa editrice sull'orlo del collasso ed è innamorato di Pilar-Penelope, una bellissima immigrata senza permesso di soggiorno (ma non rinuncia alla sua inveterata poligamia). Un giorno riceve la lettera di uno sconosciuto che lo invita a un misterioso appuntamento. Ulisse, incuriosito, risponde e conosce Achille, un ragazzo gravemente malato che gli apre un mondo inatteso di assurdità, vitalità e dolore.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 39 recensioni presenti.  Media Voto: 3.87 / 5

Alberto (13-11-2011)
200 pagine di pura genialità
Voto: 5 / 5
Vale (12-04-2011)
Ho riletto con tenerezza diversi libri di Benni. Questo lo avevo perso per strada. Come sempre malinconia e ironia tagliente si alternano in un bel mix che mi affascina sempre e mi chiede di leggere fino a che il libro non finisce.
Voto: 4 / 5
rinorante (19-12-2010)
Uno dei migliori di Benni.Bello il personagio di Ulisse, lettore di una scalcinata casa editrice, indescrivibile quello di Achille, vera suspence del libro. Certo bisogna farsi catturare dalla fantasia di Benni. Credo comunque che chi usualmente attratto/stregato dall'autore, anche questa volta non resterà deluso. P.S. Non è solo Benni che può non piacere a tutti, nessun libro incontrerà mai il gusto di ognuno.
Voto: 5 / 5
angela (05-11-2010)
avete mai bevuta una spremuta di chinotto? è amarissima. per berla bisogna aggiungere zucchero e chi gradisce il gassato basta che addizioni anidridecarbonica. la differenza tra la spremuta d'agrumi fatta in casa(addolcita e insufflagata) e la bibita che si trova in commercio è che quella casalinga lascia un retro gusto amarognolo che dura di più in bocca ed è più dissetante. questo libro lo paragonerei a questa particolare ed allettante mistura domestica. lo consiglierei a chi, come me, non ama ronfare con la faccia tra le pagine di un testo. specie se letto la sera dopo aver affrontato una lunga e logorante giornata lavorativa.
Voto: 5 / 5
Chris sylar81@hotmail.it (08-05-2009)
Voto 3 a questo primo libro che leggo di Stefano Benni,.Spesso e volentieri sono scettico sull'acquisto di libri di scrittori italiani,ma essendo questo un regalo,ovviamente l'ho dovuto leggere.Dev però dire che non mi è dispiaciuto affatto;libro che scorre veloce senza appesantirsi mai,libro che fa sorridere e allo stesso tempo rattrista.Benni ha un modo di scrivere semplice,basilare,che descrive in modo chiaro ed efficace ogni scena del libro.Ma dall'altro lato,il libro per me non merita un voto pieno perchè non lascia il segno,alla fine dalla lettura non ti rimane niente di tutto ciò che hai letto.Tuttavia rimane un libro piacevole da leggere,senza tante pretese.
Voto: 3 / 5
Ciaby92 (10-04-2009)
Primo e ultimo libro che leggo di Stefano Benni. Sono riuscito ad arrivare fino alla fine, solo perchè il professore d'italiano me lo impose in prima liceo. Non è un romanzo: è un continuo proporre perversioni per far restare a bocca asciutta il lettore purista. Le diffuse scene di sesso sono volgari e spregiudicate senza nemmeno un tocco di poesia che le renda sublimi. La scrittura è rozza e sporca, ma senza una questione sociopolitica di fondo. La lettura vola a singhiozzo. E il libro resta solo un brutto passatempo di deviazione mentale.
Voto: 1 / 5
Piero (31-03-2009)
Benni corre, va in fretta, quasi senza vedere quello che succede. E quando il lettore guarda indietro vede che non ha lasciato quasi riccordi, quasi impronta. Qua vuole giocare con i miti, ma non trova la strada per che arrivi la cosa più adatta, commuovere... Potrebbe essere un libro fresco, ma il buio della stanza d'Achille rimane nel pensiero. Troppe cose, poca impronta, da non dimenticare. Come quando l'epica sbaglia, il verosimile va indietro.
Voto: 2 / 5
Cristiano (22-10-2008)
Buon libro ma non certo tra i migliori che Stefano Benni ha scritto. Non lo si può paragonare a "Comici spaventati guerrieri", "Bar sport" e "Il bar sotto il mare". In alcuni punti appare un po' troppo forzato, estremo, come se l'autore volesse a tutti i costi sorprendere.
Voto: 3 / 5
Lonnye (30-09-2008)
Questo libro, di cui avevo ben sentito parlare, mi ha permesso di conoscere Stefano Benni. Lo consiglio caldamente. Poi sarete spinti a leggere altre opere dell'autore...siatene certi!
Voto: 4 / 5
Fabio pytheox@msn.com (28-11-2007)
Benni tende a dividere molto la platea, come quasi tutti gli autori che raggiungono una folta massa. Per quanto mi riguarda credo che questo sia il suo libro migliore: piacevole da leggere e umanamente coinvolgente. Può piacere anche a chi generalmente non va matto per questo autore.
Voto: 4 / 5
Rose (14-10-2007)
Un libro splendido. Commovente e toccante, lascia l'amaro in bocca e le lacrime agli occhi. Un Benni magnifico, una storia stupenda. Da non perdere.
Voto: 5 / 5
armando armapobis@yahoo.it (30-07-2007)
Che dire? Un Benni in stato di grazia, e uno dei suoi libri più belli. Divertente e originale nei dettagli, nella cornice come nel nucleo vero. Antiretorico ma toccante, e non è affatto facile! Consigliato a chiunque per ridere, pensare e commuoversi.
Voto: 5 / 5
Luca (21-12-2006)
Divertente,a tratti esilarante, eppure pieno di suggestioni, di poesia. Un libro in cui al di là della piacevole satira surrealista tipica di Benni,trovano spazio temi molto umani, sullo sfondo dell'atipica amicizia tra Ulisse e Achille. Da leggere e da regalare,un libro che rimane nel cuore.
Voto: 5 / 5
MICHELA (07-12-2006)
Benni che non sembra Benni mi è piaciuto. Difficile non farsi coinvolgere da questa storia così tragica ma che dà un forte senso di coinvolgimento. a pagina 173, la più bella descrizione dell'amicizia. Grazie all'amica che me lo ha prestato
Voto: 4 / 5
Nebbioso (30-10-2006)
Chi si accosta ad Achille piè veloce pensando di trovare il classico libro di Stefano Benni, fitto di allegoriche fantasmagorie che nascondono una cinica realtà, con questo libro rimarrà deluso. Qui c'è sì l'allegoria, c'è l'irriverente illusione ma è celata sotto la piatta realtà di tutti i giorni, che lascia il posto alla fantasmagoria nei sogni dell'Ulisse fornaio o nelle email di un Achille creatore di mondi e non instancabile distruttore. Anche qui il semidio che non può tutto e deve ricorrere all'aiuto di Odisseo da multiforme ingegno, esperto di sogni e fantasie. Ulisse poligamo-politropo.Politropo perchè circondato d manifestazioni del suo animo che si concretizzano in miniature di quegli scrittori in erba i cui scritti è costretto ad affrontare nel suo lavoro editoriale di editore. A loro affida, di volta in volta, il ruolo di coscienza, voce narrante, alterego, guida nei suoi viaggi onirici, tra libri mai scritti e avventure mai avvenute ma comunque narrate. Ulisse è politropo anche nella sua ipocrisia di uomo d'oggi, che si moltiplica schizofrenicamente a compensare la propria palese pochezza. E così si convince di essere fatto per la poligamia, ma la sua voglia di trasgressione è buona solo sulla carta, atterrito da una realtà troppo fatta di eiaculazioni precoci e di segretarie senza amore. E poi di nuovo Achille, che del semidio ha ereditato la terribile ira e l'eroismo, allenato dalla quotidiana lotta con un nemico con un mostro che è nient’altro che sé stesso, che vive appieno la sua vita fatta di piccole cose, si contrappone ad un Ulisse che proprio non sa vivere una vita fatta di sogni che non vuole realizzare, e che gli fa perdere di vista le cose grandi che ha davvero:talento e amore. In Achille, Ulisse si completa. Ulisse fantastica e Achille concretizza, finché Ulisse ricomincia a vivere la sua vita, a capire a sue spese, e con l'esempio di Achille, quanto sta perdendo. A questo punto il piè veloce non ha più motivo di essere, e corre verso ciò che gli resta: l'eroico tragico epilogo.
Voto: 5 / 5
Echidna (29-07-2006)
Prima di questo libro, ero vergine di Benni. L'avevo evitato quasi apposta: quando un autore viene così "universalmente" osannato, comincia sempre a puzzarmi di mainstream e mi passa la voglia. In libreria, però, mi sono imposta di dargli almeno una chance. In tutta sincerita', ho comprato il libro pensando che non mi sarebbe piaciuto, che l'avrei trovato troppo overground (a me piace l'underground, che ce posso fa'). E invece mi ha sorpreso immensamente. Proprio non me l'aspettavo: mi ha spiazzato. Fin dalle prime pagine ho dovuto ammettere a me stessa che il libro già mi piaceva. È davvero divertente, di un umorismo che non pecca mai di intellettualismo. Infinte volte mi ha fatto ridere ad alta voce come una pazza. Le citazioni erudite sono seminate nella storia e nei nomi/soprannomi dei personaggi senza ostentazione, rendendo il tutto gustosissimo. Gli scrittodattili, che accompagnano Ulisse ognidove, mi hanno un po' ricordato le voci nella testa di Paolo Nori, e Achille -per via della sua Weltanschauung e del suo modo di esprimerla- mi ha MOLTO ricordato diversi personaggi maschili della Nothomb, una specie di mix fra Epiphane Otos, Pretextat Tach e il "Capitano". Ma, nonostante le mie sinapsi abbiano sperimentato questa analogia di sapori, i personaggi di Benni sono comunque riusciti a rivelarsi originali e unici. Non pensavo. Resta da vedere se i suoi altri libri mi convinceranno quanto questo.
Voto: 4 / 5
marco valente eccemarco@gmail.com (16-07-2006)
alti e bassi. un po' mi ha fatto ricredere, perché avevo letto dei racconti di benni e li avevo bollati come pessimi. qui ho trovato più scorrevole e divertente la lettura, devo ammettere. ha anche dei punti alti, una scrittura al tempo stesso rapida e precisa e godibile. eppure a due settimane di distanza se ci ripenso mi ha lasciato molto poco, mi è passato accanto senza lasciare grosse tracce.
Voto: 3 / 5
angela angygirl_85@libero.it (25-06-2006)
Pensavo da un pò di tempo di avvicinarmi a Benni,l'ho fatto con questo libro...per quanto sia riuscita a leggerlo d'un fiato(cosa che non mi succedeva da un pò)sono ancora in forse...sicuramente lo stile di Benni è diverso,una diversità che mi prende ma che non ho compreso appieno...l unica maniera di uscirne è dedicarmi ad un altra sua opera. Con Achille ho riso,ho riflettuto,a volte mi sono persa e sono tornata indietro,mi sono affezionata ai due personaggi principali,ho apprezzato i richiami alle opere Omeriche...adoravo i personaggini che sbucavano dalle tasche di Ulisse :o) da leggere!
Voto: 4 / 5
kappa89 (16-05-2006)
un libro particolare che fa riflettere sulle nostre inutili banalità quotidiane...da leggere
Voto: 5 / 5
Lulu (02-05-2006)
beh.... a me è sembrato confuso e noioso. Non sono riuscita a superare la metà. Mai più stefano Benni.(molto meglio Pennac)
Voto: 1 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 39

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