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Galimberti Umberto - Opere. Vol. 1-3. Il tramonto dell'Occidente nella lettura di... | "Sta forse giungendo a compimento il senso espresso da più di duemila anni dalla nostra cultura che, come dice il nome, è "occidentale", cioè "serale", avviata a un "tramonto", a una "fine". L'evento occidentale è sempre stato presso la sua fine, ma solo ora, con Nietzsche, e poi con Heidegger e Jaspers, comincia a prenderne coscienza. Ma che cosa davvero finisce proprio oggi quando sembra che tutto il mondo insegua senza esitazione la via occidentale, fino ad annullare la specificità che finora ha reso riconoscibile l'Occidente e soprattutto la sua distanza dall'Oriente? Finisce la fiducia che l'Occidente aveva riposto nel progressivo dominio da parte dell'uomo sugli enti di natura, oggi divenuti, al pari dell'uomo, materiali della tecnica."
Media Voto: 4.5 / 5giorgio minucci giorgiominucci@tiscali.it (23-10-2009) Il tramonto dell'occidente nella lettura di Jaspers e Heidegger si profila come uno scenario che risale alle origini del nichilismo quale oblio dell'essere nell'età antica e medievale, e oblio dell'oblio nell'età moderna, dove ciò che conte è l'ente assicurato dall'anticipiazione conoscitiva del soggetto, mentre dell'essere non ne è più nulla.Il nichilismo, quale conseguenza del noeticismo greco e del pensiero medievale, diventa l'inevitabile desitno della tecnica, che con la sua volontà di potenza finisce per volere soltanto se stessa stagliandosi sul nulla soggettivistico. Ma proprio in questo apice di oblio, la scienza e la tecnica falliscono nell'assicurarsi l'ente e aprono la possibilità per una nuova riproposizione del senso dell'essere, in una forma ancora tutta da venire, perchè nella frattempo l'occidente, non solo come spazio geografico, resta ancora la terra della sera, dove il tromonto è in un modo ambivalente tramonto del senso dell'essere ma anche tramonto della tracotanza del soggetto, per un nuovo inizio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bakunin (29-12-2007) Un teso eccezionale, che ripercorre la storia dell'essere nella filosofia occidentale e non solo.
Un libro che induce a pensare dimensioni del tutto alternative a quelle nelle quali siamo quotidianamente immersi.
Da leggere assolutamente almeno 3 o 4 volte per il grande numero di spunti, temi, contenuti che riesce ad offrire nel suo sviluppo coerentemente alle premesse iniziali.
Un po' prolisso e ai confini del misticismo nei capitoli finali Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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