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Vonnegut Kurt - Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini | Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque "Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini", storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.
Recensioni 1 - 20 di 43 recensioni presenti. Media Voto: 4.13 / 5sara Orioli sara.orioli@yahoo.it (10-06-2011) Appena riletto.
Uno di quei romanzi in cui ogni lettura ulteriore porta qualcosa di più. Kurt era solo apparentemente semplice, i suoi romanzi hanno il pregio della lettura veloce che non deve scadere nella frettolosità Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vss (15-04-2011) sia benedetto il cielo per la venuta di kurt vonnegut su questa terra! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio (26-01-2011) Geniale e divertente. Uno dei miei libri preferiti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pasquale (28-11-2010) Mah...
Anche io ho comprato questo libro leggendo le recensioni entusiastiche: capolavoro, pietra miliare, meraviglioso pamphlet antimilitarista...
Sono rimasto davvero deluso: prosa frammentaria, pochi guizzi, l'ho trovato essenzialmente piatto.
La storia nonostante i "salti" temporali è molto semplice, in cui vengono narrate molto telegraficamente le vicende più o meno grottesche del protagonista. Alla fine di Dresda e della sua tragedia viene dedicato si è no un angolino alla fine.
Ci sono mucchi di romanzi che trattano la seconda guerra mondiale meglio ed in modo più coinvolgente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea (15-06-2010) Voto alto per la straordinaria originalità e creatività sia dello stile narrativo che della trama e per la caratterizzazione dei personaggi; non gli do 5 perché forse non é il mio libro preferito ma si candida per esserlo.. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
g.p (05-05-2010) vonnegut mi ha rovinato. da quando l'ho scoperto, per me non cè storia: il suo è il modo di scrivere che stilisticamente meglio incarna la contemporaneità e non riesco ad essere appagato da altri scrittori. Il suo scrivere piccoli periodi concisi, il suo senso del tempo non lineare (i ricordi non sono mai "passato", ma un concetto commisto al presente), il suo concentrarsi su un evento che alla fine fa ricostrire al lettore (fateci caso: i libri sono focalizzati su un evento che lui non ci descriverà mai, e di cui ci darà solo piccoli indizi sulle conseguenze. Alla fine sapremo dell'evento senza che ce l'abbia descritto!), il suo affrontare temi filosofici con leggerezza e profondità... insomma, dove si può trovare un altro Vonnegut? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
guith (15-11-2009) acquistato per caso , è diventato il mio libro preferito . Non c'è altro da aggiungere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Filippo Visintin filippo.visintin@gmail.com (12-10-2009) Un vero capolavoro. Richiede una lettura non superficiale per essere apprezzato a pieno. Chi "lo ha capito" lo ha valutato 5 chi "non lo ha capito" 1 o 2. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (05-10-2009) Questo è un libro molto ma molto strano. E non nel senso usuale per i libri di Vonnegut. Qui la componente fantascientifica è solamente un pretesto per veicolare meglio il messaggio che l’autore ha voluto lanciare con il questo libro. Chiaramente il libro è una condanna della guerra e delle devastazioni che essa, soprattutto la guerra moderna, porta. Ma quello che è peggio, è che nella concezione del tempo che hanno nel pianeta Trafalmadore, il tempo non è un qualcosa che scorre, per cui un evento succede ora e tra un istante esso è passato. No, il tempo è una sorta di quarta dimensione per cui i trafalmadoriani hanno una visione di ciascuna persona come una striscia in cui contemporaneamente l’individuo compare come appena nato, adulto e morente, per cui ciascun istante è in realtà eterno. Loro insegnano quindi a focalizzare l’attenzione solamente sulle cose belle e piacevoli della vita, cercando di ignorare il resto, resto che comunque è sempre presente. In questa ottica il bombardamento di Dresda non è avvenuto tra il 13 ed il 15 febbraio del 1945 ma esso avviene in ogni istante, per l’eternità. Per cui è vero che chi muore muore solo in apparenza ma è anche altrettanto vero che uno muore eternamente. In ogni istante di tempo è presente il momento della morte. Da questo deriva che ciò che di male viene fatto esso viene fatto per l’eternità: da qui il grosso fardello che l’umanità deve sostenere per ciò che di ignobile essa ha fatto nel corso del tempo (secondo la visione terrestre), oppure che compie in ogni istante di tempo (visione trafalmadoriana). Ovviamente l’ideale sarebbe avere solo cose belle e positive, ma purtroppo la nostra storia, passata ma anche sempre presente, ci insegna che ciò non è nella natura umana. Libro che fa riflettere. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mat (15-09-2009) eccezionale . . . non sono un critico, i libri per me sono emozioni spesso non facilmente descrivibili a parole.Questo di Vonnegut è un piccolo grande capolavoro per stile, contenuto, fantasia . . . Voto: 5 / 5 |  |  |  |
intro87 (27-08-2009) consigliatissimo...
chi giudica male questo libro lo fa per mancata comprensione della chiave di lettura.
Capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ivan Giannini ivan.giannini@libero.it (31-05-2009) Da leggere assolutamente. Cinico, comico, caustico, nichilista, fatalista, ma fra le righe, pieno del senso della tragedia della morte, del dolore, dell'ipotenza umana, senso di inadeguatezzza, di smarrimento. Non aspetatevi cronaca di guerra, nessun patetismo.
Immaginate piuttosto i pensieri dentro una testa che risuona come una campana dopo aver subito un urto traumatico. Come nei cartoni animati in cui l'eroe cattivo sbatte violentemente contro un ostacolo.Avete presente? Comico vero? ma anche triste. L'eroe perde sempre diavolo! Ecco. E Se a far vibrare come una campana la vostra testa anche dopo anni e anni fosse stato il bombardamento di dresda?
Scrivereste Mattatoio V.
E sarebbe tutto ciò che ho scritto in apertura.
Così il tempo e lo spazio muterebbero rapidamente come i colori sulla superfice di una bolla di sapone, all'interno degli stessi capitoli le vicende si intreccerebbero in maniera inattesa, i personaggi assumerebbero tratti onirici, lo spaesamento della voce narrante diventerebbe sempre più palese e non inaspettata.
Non accorgersi che la prosa "frammenaria", l'apparente caoticità nel dipanarsi della trama unita all'espediente letterario del balzo temporale e spaziale rappresentano proprio il delirio, la confusione mentale/ psichica, un certo senso di annullamento e nullità che immagino chiunque proverebbe dopo esser passato attraverso la mattanza di un devastante bombardamento aereo, non capire questo dunque significa eufemisticamente non aver indossato le giuste lenti per leggere un romanzo originalissimo , divertente, pregnante e assolutamente chiaro, il cui contenuto non ha necessità di esser commentato e messo in discussione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio Caffè (29-04-2009) Di libri sulla guerra ne ho letti tanti, è un po' una mia fissazione, e questo di Vonnegut lo ritengo uno dei più originali, brillanti, spiritosi, umani, profondi e al tempo stesso di una semplicità disarmante, ma una semplicità tutt'altro che sciocca. A quelli che criticano il romanzo per il suo stile elementare vorrei chiedere: preferite forse i Virtuosi del Nulla tipo Baricco o Busi? Be', teneteveli pure. Uno che ha qualcosa da raccontare come Vonnegut può anche fare a meno di fuochi d'artificio esibizionistici ed effetti speciali verbali. In realtà il romanzo ha la sua complessità, ma sta nella trama più che nella prosa. E incoraggio tutti a leggere anche Madre notte, dove compare almeno un personaggio (Campbell) che in Mattatoio 5 fa solo un cameo. In realtà quello di Vonnegut è un mondo, dacché tutti i suoi libri sono interconnessi, e forse sono tutti opera del crap artist Kilgore Trout, altro personaggio memorabile del teatro surreale Vonnegutiano. E una volta che ci entri dentro, è un mondo dal quale non si esce più: alla fine ti rendi conto che è il nostro mondo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jonny (13-04-2009) dopo aver letto ghiaccio nove e rimanendone deluso ho voluto provare a dare un'altra possibilità a questo autore leggendo forse il suo libro più conosciuto (mattatoio n°5): poco lineare e confuso. Non fa proprio per me! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
massimo (13-02-2009) l'autore resiste alla tentazione di narrare la solita furba e idiota autobiografia ai tempi della guerra ricca di pathos, eroi, tragedia e patetismo, per donarci un racconto che destruttura il modo rassicurante d'intendere il mondo che il neocolonialismo culturale statunitense ha, ahinoi, ormai imposto ai suoi sorridenti schiavi.
lo fa regalandoci un'idea della realtà immanente, nella quale i significati si esauriscono senza lasciar spazio a salvifici finalismi di sorta. e lo fa con una prosa lieve, talvolta umoristica, che serve solo ad ingannare chi cerca semplice antimilitarismo di maniera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
matteo (11-02-2009) Uno dei migliori libri che abbia letto ultimamente, il racconto e il modo di scrivere che qualcuno definisce da bambini ritraggono nient'altro che il tema principale del racconto. La storia è un susseguirsi di immagini che come dipinti significano solo quello che sono,non hanno tempo e non hanno perchè,accadono.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio mrzo@inwind.it (25-01-2009) ...sono sorpreso che ci siano alcuni giudizi negativi su questo libro.
è un capolavoro assoluto, scritto in maniera fruibile....apre la mente a comprendere qualsiasi pensiero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emiliano elbuitre75@tiscali.it (01-08-2008) Particolare nella scrittura, avvolgente nelle parole. Va dritto all'animo del lettore colpendolo, anche brutalmente, con un folle lucido ricordo della seconda guerra mondiale. Ha il dono di far entrare nel vortice della tragedia chi legge, riuscendo a far riflettere profondamente il lettore. Amaro, pindarico... e ci sarabbero mille altri modi per definire questa opera il cui finale chiude un cerchio perfetto. Folle, ma perfetto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincenzo v_dicomite@hotmail.com (14-07-2008) Le critiche sul tipo di scrittura e sulla semplicità della storia mi sembrano ingenerose; credo che il libro si possa apprezzare se viene collocato nell'epoca in cui è stato scritto, nella quale l'antimilitarismo assoluto, la critica della società americana degli ottici WASP e i viaggi spazio tempo erano temi meno usuali e più difficili da affrontare. Sul bombardamento di Dresda bastano a impressionare semplicemente i numeri dei morti ed il confronto con l'effetto delle atomiche sul Giappone. Non sarà un capolavoro, ma è un libro da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco (28-06-2008) Le numerose recensioni entusiastiche (con notevole frequenza della parola "capolavoro") avevano creato in me grandi aspettative su questo romanzo. Forse è anche per questo che ne sono rimasto tremendamente deluso. Innanzitutto la prosa frammentaria dell'autore risulta ben presto irritante; se si sostituissero i punti di fine periodo con la parola "stop" si otterrebbe un lunghissimo telegramma... Ma è la struttura stessa del romanzo ad essere confusa e raramente coinvolgente, soprattutto nei passaggi relativi ai viaggi del protagonista sul pianeta Tralfamadore, di un'ingenuità (in senso negativo) disarmante. Di certo la prima parte, quella in cui l'autore introduce il tema del libro, è piacevole. E indiscutibilmente condivisibile è il messaggio antimilitarista del romanzo. Le pagine più belle sono proprio quelle in cui l'autore racconta la sua esperienza durante la seconda guerra mondiale e soprattutto il bombardamento di Dresda; in queste pagine, soprattutto in quelle relative alla prigionia, ho ritrovato vagamente l'atmosfera di "Se questo è un uomo" e "La tregua" di Primo Levi (anche se Levi scrive molto ma molto meglio di Vonnegut). Da qualche parte ho letto che "Mattatoio 5" era una specie di Bibbia per i giovani durante gli anni '70. Allora mi sa che io sono ateo... Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 43
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