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Archetti Marco - Vent'anni che non dormo | Marco ha studiato filosofia e ha smesso. Ha lavorato nelle toilette di un autogrill e ha smesso. Ha convissuto con una ragazza e ha smesso. Ha voluto una famiglia e ha smesso di volerla. Ora lavora in una pizzeria e già non ne può più. Cerca casa e la trova in condivisione con Chiara, una giovane senz'arte né parte ma con molti, troppi amici e soprattutto con una spiccata propensione a consumare in una notte, con l'ingenuità di un cuore facile, un grande amore dopo l'altro. È allora che a Marco viene l'idea: e se questi "grandi amori" glieli procurassi io, dietro adeguato compenso? Detto, fatto. Ma Marco è veramente un pappone? E Chiara è veramente una prostituta?
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.12 / 5Manuela manubu@libero.it (08-06-2011) L'autore ha uno stile tutto suo: sa essere frizzante e ironico e da questo scaturisce una lettura veloce, leggera e simpatica. Ed è anche caustico al punto giusto. Piccolo neo, a mio avviso, il finale: Archetti avrebbe potuto inventarsene uno che non lasciasse in bocca il retrogusto dell'incompiuto. Probabilmente però la scelta è voluta: dare un'istantanea della vita di Marco, qualche manciata di giorni della sua vita, nulla di più. Io lo consiglio, magari in edizione economica, ma lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nickcarraway (12-03-2008) In questi tempi di accuse ai bamboccioni e precariato imperante non sarebbe un brutto libro. L’ autore spezzetta le vicende di Marco facendole sembrare più un susseguirsi di scenette che una storia lineare, cosa che può innervosire, e il finale scricchiola sotto qualche forzatura (il fidanzamento di Chiara con …, i vari colpi di scena). Sono i ricordi struggenti del nonno e la “tenera” amicizia con il trans Samantha che fanno recuperare punti. Visto che autore e protagonista sono omonimi sarebbe interessante scoprire quanto c'è di autobiografico... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Melissa (14-01-2008) Pessima lettura, difficile da portare termine. Non crea a curiosità nel lettore. Vorrebbe dire tanto ma alla fine lo scrittore si perde in racconti che non hanno che un debole filo che li unisce. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
antonio P. (29-10-2007) libro irritante come tutte le opere con dentro qualcosa. libro poetico, struggente, magmatico, mosso. grande scrittura - forse si esagera qua e la', ma e' il rischio di quelli dotati come archetti - e grande impianto. l'ultimo capitolo e' una cosa meravigliosa. mi aspettavo piu' narrazione nel momento in cui e' chiaro anche al lettore chi e' chiara, ma davvero e' l'unica perplessita' circa un libro ottimo.
Antonio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio B. (28-10-2007) Peccato, la trama di questo libro mi aveva incuriosito ma è stato una gran delusione tanto che l'ho abbandonato dopo appena 60 pagine, incapace di proseguire nella lettura.
L'ho trovato un'accozzaglia di episodi con tentativi di fare ironia mal riusciti..magari se avessi perseverato nella lettura avrei potuto anche dare un giudizio meno duro ma proprio non ce l'ho fatta! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lucas (09-01-2007) Che dire? Come avvenuto per "LOLA MOTEL" ho fatto un pò fatica a seguire il racconto e i suoi rimandi. L'Autore sa indubbiamente scrivere con una certa facilità ma questo a mio parere non sempre è sufficiente per far appassionare alla storia. Alcuni passaggi sono particolarmente pregevoli ma nel complesso la narrazione appare un pò difficoltosa e a volte artificiosa. Lettura leggera consigliata per gli amanti del genere. Aspetto comunque il prossimo libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Valerio (07-12-2006) Archetti sa scrivere.
Libro amaro, ma allo stesso tempo sarcastico.
Insomma, a me è piaciuto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lucia Carriero lucia_carriero@libero.it (08-06-2006) Marco, il protagonista, sembra sballottato dentro la spirale di insuccessi con gli affetti, il lavoro, lo studio, che lo risucchiano in vortici di cinismo e rassegnata miseria. Scritto da uno che secondo me non li ha mai dimenticati gli anni dell´universitá, le occupazioni, la marijuana coltivata nel bidé di una casa provvisoriamente in affitto, gli stratagemmi per non sentire la fame cronica dello studente in perenne bilico...una scrittura effervescente giovane piena di metafore estremamente evocative e divertenti. Lo consiglio a tutti quelli che sentono la nostalgia struggente degli anni goliardici. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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