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Il protagonista (che pare lo stesso Loe) tiene una sorta di diario a partire dal giorno del suo venticinquesimo compleanno. Da tardo adolescente qual è, in crisi d'identità e di motivazione, si fa continue domande sul senso della vita e prende una serie di decisioni: interrompe gli studi (all'ultimo anno di università), lascia la casa dei genitori, vende tutto quel che possiede e si trasferisce a casa del fratello maggiore, che si deve assentare per circa due mesi per lavoro (pareva fosse in Africa, in realtà è più banalmente in America, ma il narratore si è confuso perché tutte e due cominciano per A). Qui annota a ruota libera tutto quel che gli passa per la testa e le sue considerazioni su banali esperienze di vita.
Media Voto: 3.2 / 5andrea (22-09-2011) Mi è sembrato molto banale e privo di contenuti Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Walter Pig (03-07-2009) Trovo che questo libro sia assolutamente geniale. Non tanto nei contenuti della storia,di per se abbastanza semplici,quanto nello stile narrativo e formale.Scrivere in modo così semplice e diretto è difficilissimo e pochi ci riescono. Dietro ad una scrittura apparentemente fredda viene trasmessa la disillusione del protagonista nei confronti della vita. Ma poi il messaggio finale è di speranza e come dice lui stesso:"..sto risalendo la china"... pura avanguardia nordica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ginevrina bellefizz@virgilio.it (19-02-2009) Devo essere sincera. Ho trovato questo libro estremamente pesante con le sue infinite "liste della spesa" e le insistenti crisi mentali post adolescenziali del protagonista. Però penso che ogni libro abbia una giusta collocazione temporale ed emotiva per il lettore. Forse se avessi letto "Naif. Super" in un altro periodo della mia vira sarei riuscita ad immedesimarmi meglio e a capire a pieno il protagonista. Inoltre ho trovato l'idea del viaggio come ricerca di sè stessi un pochino scontato. Nel romanzo di formazione il viaggio è scontato, non è che Loe abbia scoperto l'America (anche se il protagonista riflette sulla sua vita proprio a New York), quindi niente di nuovo.
Volevo dare un voto più basso ma Loe ha degli spunti geniali in ogni suo libro, che in fondo risollevano il tutto. Nelle ultime pagine il protagonista arriva al succo della vita, osservando uno sconosciuto che sta cercando di prendere un taxi, guardandolo con un binocolo dalla vetta di un grattacielo. Secondo una teoria da lui acclamata il tempo scorre diversamente sulla punta di un grattacielo rispetto alla base, da questo spunto concepisce, osservando uno sconosciuto per strada, che ogni istante è diverso per ciascuno di noi, e che in fondo il tempo non esiste. Esistono prima a dopo, differenti per ognuno di noi. Come in "Doppler. Vita con l'alce" in cui Loe afferma la teoria del baratto che salverà il mondo dalla globalizzazione e dalla distruzione, qua la teoria del tempo che non esiste da peso alla storia. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paola (03-09-2007) Pensavo meglio.Ho letto molte recensioni positive di questo libro, ma nonostante la freschezza dello stile e la simpatia del protagonista, non mi ha molto coinvolto. Comunque un buon libro per passare qualche ora piacevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Edoardo Elisei (08-07-2007) Davvero un libro molto molto carino.
Di primo acchitto un libro semplice, ma che svela quanto importante sia la leggerezza, la schiettezza e il non pensare.
Vivamente consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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