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Coe Jonathan - Circolo chiuso | Alle soglie del capodanno del 2000 Claire Newman, reduce da un matrimonio fallito e da un lungo soggiorno in Italia, decide di tornare in Inghilterra, nella sua vecchia città di Birmingham. Pensa sia venuto il momento, dopo più di vent'anni, di scoprire definitivamente cosa sia successo a sua sorella Miriam, scomparsa misteriosamente nel 1978. Il libro, al tempo stesso seguito de "La banda dei brocchi" e romanzo in sé compiuto, conclude un'ideale trilogia costituita da "La banda dei brocchi" (dedicato agli anni Settanta) e da "La famiglia Winshaw" (dedicato agli anni Ottanta).
10 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Rain (23-09-2011) Purtroppo devo dare un voto bassissimo a questo,come al suo predecessore "La banda dei brocchi", due libri veramente piatti, senza emozioni o che almeno a me abbiano trasmesso qualcosa. Molto diversi dal Coe che ho amato in "la casa del sonno" e "la pioggia prima che cada", romanzi scritti come sempre con un ottimo stile narrativo ma che poi, di sostanza, ne hanno ben poca. Assolutamente non consigliati tra gli altri bei romanzi di quest'autore. Rain Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alberto bertexbo@yahoo.it (19-03-2010) Sono corso a comprarlo appena finito "la banda dei brocchi" curioso di sapere come andassero a finire le vicende dei ragazzi di Birmingham. In questo libro si sono amplificati i difetti del precedente abbassandosi i pregi.La necessità (ma era proprio necessario?) di chiudere in qualche maniera le storie di ogni personaggio del primo romanzo rende il libro farraginoso e poco credibile.Interi passi del libro risultano alquanto noiosi mentre rimane sempre di livello la capacità di scrittura di Coe. Forse, da quello che ho letto, il suo meglio sarà altrove e con il tempo lo andremo a scoprire. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
by Ax (04-09-2009) Le strade di coloro che ne "La banda dei brocchi" erano solo ragazzi, ora si intrecciano nuovamente e sfociano in qualcosa di più maturo.
Coe è sempre bravo a muovere i suoi attori e a donare loro dialoghi godibili e per nulla banali. Nel suo modo di narrare c'è una sorta di intimità in grado di avvolgere il lettore e renderlo partecipe al punto giusto, e per fortuna non strafà mai.
Questa storia è ricca di intrecci affrontati con leggerezza e mostrati per quello che sono: vite in movimento che ogni tanto si incrociano. Come accade nella vita.
Mi è piaciuto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lalli (15-02-2008) COE E' A MIO AVVISO UNO DEI POCHI RIMASTI A TENERE ALTA LA GLORIOSA REPUTAZIONE DEL ROMANZO INGLESE. LA SUA SCRITTURA E' IREESISTIBILE E GLI SPACCATI SOCIALI CHE CI PROPONE SONO PIU' VERI DEL VERO. DECISAMENTE SENTO DI ADORARE QUESTO SCRITTORE! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fra (24-09-2007) Decisamente un bel romanzo, Coe riesce sempre a far coesistere la giusta dose di descrizioni, avvenimenti e immancabili colpi di scena. Il sequel de "La banda dei Brocchi" non ha di certo deluso le aspettative. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (22-09-2007) Quanto la banda dei brocchi è il libro della speranza, dell'illusione, della potenza della giovinezza, tanto Circolo chiuso è il romanzo delle illusioni infrante, dei rimpianti, dei "circoli chiusi" con il passato. Piu' dolente ed amaro, non è affatto meno bello, anzi è uno dei piu' bei seguiti che mi sia capitato di legegre. Non solo perche' tutte le domande hanno la loro risposta (che lascia o meno soddisfatto il lettore), ma perche'in ogni personaggio ho trovato un frammento di me.lo stile di Coe ha qualcosa di magico: cinematografico e al tempo stesso letterario e poetico, ti avvolge a tal punto da leggere piu' volte la stessa frase, per la sua bellezza ed intensita' evocativa. Forse tra i due ho prefeiro il primo, un po' piu' spontaneo e con meno colpi di scena....tuttavia un ottimo romanzo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gio (13-09-2007) Coe è sempre un grande, anche quando non è perfetto, come purtroppo in questo romanzo.
C’è sempre la maestria di raccontare illusioni e disillusioni, fallimenti, legami che si creano e si sfaldano, amori, amicizie, insomma, la vita di ognuno di noi. Il tutto arricchito da alcuni colpi di scena che sono ormai una sua firma. Quasi quasi ero curioso di arrivare alla fine del libro solo per sapere quale colpo di scena mi stava aspettando.
Come dicevo all’inizio, questa opera non è solo rose e fiori: a mia opinione, ci sono infatti troppe interruzioni (praticamente una ogni due o tre pagine) con salmoni social politici (più i secondi dei primi), che alla lunga infastidiscono, anche perché li ho trovati piuttosto demagogici, semplicistici e un poco presuntuosi, quasi da campagna elettorale (italiana sicuramente). Già dalle prime pagine si capiscono le opinioni dell’autore su Blair, Bush, e i, a suo dire, neo-“finti”-laburisti, e le loro ripetersi fino alla penultima pagina mi fa accrescere il sospetto che voglia inculcare nel lettore tutti i suoi punti di vista.
In conclusione: è un libro che merita la lettura, ma se uno si vuole approcciare a Coe, inizi da altre opere ben più meritevoli (La famiglia Winshaw in primis).
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luca (05-07-2007) E' sempre un piacere per me leggere un libro di Jonathan Coe: mi sembra di incontrare un caro e vecchio amico con cui condividere gioie e dolori.
In paricolare sono affezionato ai suoi eroi perennemente irresoluti e "perdenti" come Ben Trotter o Michael Owen (Famiglia Winshaw), Robin (L'amore non guasta), William (Questa notte ...), etc etc.
In questo libro ho apprezzato la capacità di descrivere la disillusione degli ex-ragazzi della Banda dei Brocchi alle prese con il matrimonio, i figli, le amanti, e tutte le aspirazioni ormai perdute o appannate.
Se c'è una cosa che forse non condivido, ma assolutamente dall'esterno, è il giudizio negativo su Tony Blair... allora noi in Italia con l'alternanza Berlusconi/Prodi che dovremmo dire?!!?
Comunque è ora arrivato il momento di buttarsi sul nuovo romanzo, naturalmente prima che cada la pioggia... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ladybrett (02-05-2007) chi ha letto tutto Coe, ha letto di meglio. ciononostante la vicenda è viva, è interessante, forse un po' troppo politically (s)correct....
non manca qualche bella sorpresa, come buona abitudine dell'autore. ma quello che va sottolineato, e che fa da tema portante al romanzo è la ricerca di se, che coglie un po' tutti i personaggi specularmente a quanto accade oggigiorno a chi vive nella cosiddetta società 'civilizzata'. la crisi dell'individuo è intensa. in questo l'analisi è buona e fa si che valga la pena di leggere il libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luigi mr_bluebox@hotmail.com (12-04-2007) Che dire... "Circolo chiuso" è un libro a se stante che contiene proprio tutto: amore, amicizia, ideologia, ribellione, attualità, malinconia, divertimento e tutte quelle piccole sfumature dell'umanità. Per chi, come me, ha letto "La banda dei brocchi" questo "Circolo chiuso" è un libro/sequel inevitabile sia per la pura curiosità (direi quasi da serial tv di quelli buoni, che ci sa prendere) di come si evolvono i fatti, sia per capire ancora meglio "La banda dei brocchi".
Pieno di intrecci, colpi di scena... è la chiusura ideale dell'immaginaria trilogia che comprende dopo "La banda dei brocchi" anche, perchè no, "La famiglia Winshaw".
Con questi 3 libri Coe ha "spiegato" molto meglio l'Inghilterra di quanto avessere potuto farlo i TG o, ancora peggio, le nostre scuole che non fanno altro che fermarsi alla seconda guerra mondiale.
Voto massimo.
Luigi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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