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Baricco Alessandro - Castelli di rabbia | Il primo libro di narrativa di Baricco: il romanzo è ambientato nell'Ottocento, in una cittadina immaginaria, Quinnipak; è generoso nel presentare storie e personaggi, ciascuno con i suoi sogni e caratteri. E tra questi ci sono il signore e la signora Rail, che si amano di un amore tutto loro, e il bambino Penth con il suo amico Pekisch, e due bande che partono dagli estremi del paese per incontrarsi. La narrazione è costruita come un montaggio cinematografico e orchestrata come una partitura musicale.
17 recensioni presenti. Media Voto: 3.82 / 5Francesco (06-02-2012) Una miriade di discorsi che non portano a niente. Baricco mi piace a tratti e questo tratto non mi piace per niente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cristina (04-02-2012) Inutile. Non mi è piaciuto lo stile linguistico, non mi è piaciuta la storia, le digressioni mi davano un'impressione didattica e noiosa. Insomma, uno dei peggiori libri letti negli ultimi anni. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Dario (18-01-2012) Leggo sempre più spesso questa frase: 'Baricco o lo ami o lo odi'. Mi chiedo come si fa ad odiarlo. Per me è un grandissimo scrittore, intenso ed indefinibile come solo i sogni sanno essere.
Castelli di rabbia è un gioiello, piccolo ma infinitamente prezioso. Un libro con un andamento spesso fuori da uno schema logico; si salta da un personaggio ad un altro apparentemente lontani fa loro, da una vicenda ad un altra sottilmente collegata alla prima, così, come se non ci fossero limiti di spazio ne di tempo. E' facile perdersi sia scrivendolo che leggendolo. L'autore ha dimostrato una perfetta padronanza della 'storia' racchiudendo tutto in tre parole: 'castelli di rabbia'; si è concesso libertà stilistiche e narrative volando molto in alto, spaziando in un cielo infinito e riportando il tutto sui binari vincolanti di un necessario finale che spiazza. Il lettore deve essere attento (anche per godere la perfezione della struttura delle singole frasi), e allo stasso tempo deve lasciare correre i sogni permettendogli di fare quello per cui sono stati inventati e cioè aiutare ad evadere tenendo alta la concentrazione di passioni nel cuore dell'uomo. Forse non è un libro per tutti. Io so che ho già voglia di rileggerlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Foffy (10-01-2012) Ad oggi uno dei miei libri preferiti.
Continuo a rileggerlo periodicamente, ed ogni volta scopro un dettaglio nuovo che modifica la luce sul resto dell'opera.
Come hanno già scritto altri, Baricco o lo odi o lo ami. Quindi è difficile dire se lo consiglierei a qualcuno. Non vorrei rimanere deluso dalla persona alla quale l'ho consigliato... ;) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annette (03-10-2011) E' il primo libro di Baricco che ho letto e me ne sono innamorata follemente sin dalle prime righe. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Viola (18-07-2011) Vorrei che si vedesse quest'opera in se per se, senza essere paragonata alle altre di Baricco.E' una dolce e romantica storia da Far West.E' un inno ai sogni e sognatori impossibili, al'amore che non cerca ragione, colpe, ma vive e si nutre di ciò che si nasconde in profondità delle anime rare!
E' un libro piacevole, lo consiglio a chi si culla a vita nei sogni impossibili! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Air (23-04-2011) sicuramente non è al livello di Oceano mare ma si ci avvicina di gran lunga. è una storia ricca di immagini metaforiche e grandi citazioni che aiutano a riflettere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
SuBurriccu (03-01-2011) L avete già detto, Baricco si ama o si odia. Avete detto anche che parla di nulla. E va beh. Io personalmente lo amo, e dissento sul fatto che parli di nulla, ma anche se fosse, tra gli autori che parlano di nulla sarebbe il primo a livello qualitativo senza manco iniziare la gara. Penso che sia più bravo sui romanzi come questo rispetto ai racconti brevi come Seta o Senza sangue. Ora, io non so se è il più bello dei suoi libri. Li ho letti tutti e mi verrebbe da mettere primi a pari merito Castelli di rabbia, Oceano mare, e City. Solo una briciola più in basso "Questa Storia"...ma questione di micromillimetri. Castelli di rabbia è il primo che ho riletto. E il primo che lessi. Lo priviligerei solo per "affetto". Certo i gusti son gusti e bla bla bla...però riesco difficile credere che qualcuno possa OGGETTIVAMENTE pensare che Baricco scriva male. Provatelo, se non l avete mai provato. Se avete letto altro e non vi è piaciuto non riprovate inutilmente...Baricco è Baricco in tutti i suoi libri. Solo non vi accanite...questo sa scrivere per davvero...
Cià Voto: 5 / 5 |  |  |  |
il Dario (10-10-2010) "Fra le infinite violenze a cui si abbevera la pazzia, l’assistente scelse per sé la più sottile e inattaccabile: il silenzio." Genio o follia? L'intreccio si sviluppa in modo disordinato, raccontando le storie dei diversi personaggi mischiandole continuamente, eppure quando ritorna su un personaggio, tutto si ricollega e la storia si legge che è un piacere. Sempre chiedendosi se i personaggi agiscono in modo geniale o sono semplicemente folli. L'unica costante dei libri di Baricco è che rimango stupefatto alla fine dei suoi libri.
Ottimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LaMelaMarcia (05-10-2010) Romanzo ambientato nel diciannovesimo secolo in un luogo immaginario, dove si succedono strani fatti fra bizzarri personaggi lungo un fili conduttore rappresentato da un ambiguo rapporto d'amore fra la signora e il signor Rail. E poi vi sono uno strano inventore, un architetto sognatore, un ragazzo che fin da bambino si annota giornalmente le massime sulla vita e una moltitudine di altri figuri e circostanze che si aggrovigliano fra loro in un alone magico che caratterizza l'intera vicenda. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giusy (22-06-2010) Come in tutti i libri di Baricco, anche in questo ci sono lezioni di vita che si intrecciano con personaggi forse troppo arrendevoli davanti alle difficoltà che la vita stessa ci riserva. Soffermatevi anche laddove vi sembrerà banale xchè NULLA con Baricco è lasciato al caso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mafalda (22-04-2010) Baricco mi piace, e tanto... Ma Castelli di rabbia, proprio non l'ho capito.
Proverò a rileggerlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giorgio (02-07-2009) Un libro meraviglioso, forse il migliore che ho letto, ad oggi, di Alessandro Baricco.
Se è vero che in un viaggio a volte ciò che importa non è la meta che si raggiunge, ma il percorso che si compie per raggiungerla, e se vero che la lettura di un libro si può paragonare ad un viaggio, allora direi che le opere di Baricco siano l’esemplificazione del suddetto precetto.
La trama, seppure interessante ed a suo modo originale e moderna, non è ciò che spicca nelle opere di questo autore. Ciò che più affascina è il modo di raccontare. La sua eleganza espressiva, il ricamo delle espressioni e delle costruzioni lessicali utilizzate. L’abile utilizzo dei ritmi di narrazione, lento nelle descrizione e poi repentinamente veloce nell’esprimere percorsi mentali o accadimenti inaspettati.
L’uso sapiente della ripetizione di alcune espressioni, o di intere locuzioni, quasi a voler emulare un pensiero ricorrente che la mente, tra sé e sé, ripete.
Alessandro Barrico esprime un italiano ricercato, ricco, guarnito, pur senza l’utilizzo di scomodi, antiquati o inconsueti vocaboli, quindi senza rallentare o rendere difficile la lettura, ma con un puro esercizio narrativo di “ars scribendi”.
Era da tempo che leggendo qualcosa non provassi il desiderio di trascrivere parti di ciò che stavo leggendo, semplicemente per poterle far mie e richiamare alla memoria.
Chi cerca suspense, o trame veloci o “consistenti”che ricoprano la quasi totalità della narrazione, deve probabilmente leggere altri autori, questi non sono scritti per la mente, direi, ma per l’animo.
Un libro meraviglioso, forse il migliore che ho letto, ad oggi, di Alessandro Baricco.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marta (21-04-2009) Non è il primo Baricco che leggo, e nonostante mi sia piaciuto meno degli altri trovo sia un libro commovente, che alla fine mi ha sorpresa, con un tocco di poesia, una storia un po' speciale. Unico neo: in alcuni punti non scorre molto, l'autore si perde un po' troppo in "chiacchiere". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
jane (01-02-2009) baricco o lo si ama o lo si odia. è vero che ogni tanto la trama sembra un po' sfaldarsi, e che a volte le parole si susseguono quasi come se fossero state messe lì senza troppo impegno. ma forse invece è la vita che è così. e comunque non posso dimenticare le lacrime di jun, le schifezze (un paio nella vita. poi si pagano), il perché si legge, la nota che c'è in ognuno di noi, le bocce di cristallo, e molte, molte considerazioni sulla vita, sul mondo, sul destino, che in me hanno fatto centro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vittorio caffe' (30-10-2008) Me lo ha prestato una ragazza entusiasta, altrimenti non so se l'avrei mai comprato. Comunque, ho voluto provarlo. Arrivato a metà non ce la faccio più. Non solo l'argomento del libro in pratica non esiste; non solo i ghirigori verbali dell'autore sono assolutamente gratuiti; non solo non c'è ritmo e non ci sono personaggi e non ci sono i luoghi; non solo è riciclaggio malfatto di Italo Calvino e altri scrittori immensamente superiori; ma Baricco non sa neanche che i fucili non hanno un manico (sono mica padelle!) ma un calcio. E se tutto posso perdonare a un autore che gioca a fare il virtuoso della lingua, non gli posso far passare l'uso sciatto dell'italiano. Ora però mi chiedo una cosa: come mai piace a così tanta gente? Mah, forse, semplicemente, non hanno mai letto niente di meglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
serena (23-10-2008) di questo libro voglio semplicemente riportarne una piccola parte! per me un assoluto capolavoro! grazie Baricco!
Serena
Libro: "Castelli di rabbia" di Alessandro Baricco
Quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene. Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita... non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole tristi biglie infrangibili... e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... è una cosa che ti mette l'allegria addosso... non smetterla mai... e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo... meravigliosa vita.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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