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Oz Amos - D'un tratto nel folto del bosco | La notte, al villaggio, uno strano, impossibile silenzio abita il buio. Anche di giorno, l'assenza degli animali lascia ovunque le sue tracce: non un cane in cortile, non un gatto sui tetti, e nemmeno una mosca che ronza o un grillo che canta nei prati intorno. Qualcosa dev'essere successo tempo fa e i bambini ogni tanto fanno domande che restano senza risposta. Fino a quando Mati e Maya non partono per la loro avventura, in cerca del mistero del villaggio dove gli animali sono scomparsi. Nel folto del bosco troveranno Nimi, il bambino puledrino ammalato di nitrillo, Nehi, il demone del bosco e una triste verità.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Gianluca Pusceddu (18-10-2010) Una favola forse troppo facile per gli adulti e troppo difficile per i bambini.
Il mistero della sparizione degli animali dal borgo crea una bella ascesa fino al climax della rivelazione che tuttavia appare scontatina.
Sopperisce a tutto la maestrià di un grande narratore. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
nihil (13-05-2009) Sono delusa, mi aspettavo qualcosa di più sostanzioso. La storia da originale diventa banale e ripetitiva, come se l'autore volesse ribadire un concetto.
Non condivido il sunto della copertina, in realtà nel testo ognuno ci legge quello che vuole.
Mi è sembrata una novella semplicissima come quella di qualunque nonna narrante. N. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Laura (19-04-2009) Copertina molto attraente e trama iniziale interessante, oltre ad alcune frasi di tanto in tanto da appuntare, da sottolineare... peccato però che la storia si banalizzi gradualmente, sottolineando ancora una volta il "diverso-vendicatore-ma alla fine buono" che commuove sempre tutti e come spesso ci si attende, concludendosi necessariamente con un happy end. Ma la fiaba in senso stretto è tutt'altro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
silvia (09-01-2009) Non ha deluso nemmeno in questa prova il grnde Oz. Favola breve, delicata e commovente. La rosa sempre impeccabile, che tocca i tasti giusti per emozionare. Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andrea Laforgia a.laforgia@gmail.com (15-06-2008) Devo ammettere che è la copertina ad avermi attratto: quell'alberello nel folto del bosco, sperduto nella spettrale cupezza del luogo, eppure illuminato di colore. Sembra sussurrarti: "avvicinati, vieni a conoscermi". Non avevo mai letto nulla di Amos Oz, ma se l'autore avesse voluto convincermi ad assaporare le sue opere per mezzo di questo romanzo (o racconto lungo), ci sarebbe riuscito decisamente. Una bella fiaba, dolce, delicata, raccontata con un linguaggio semplice, ma mai banale; i pensieri dell'autore, specchiati nelle parole e nelle menti dei personaggi sono profondi, invitano alla riflessione. Sul finire, la storia diventa commovente e si tramuta in un inno alla vita, alla comprensione, all'accettazione del prossimo, del diverso. Chissà che un giorno il mondo diventi davvero un luogo in cui tutti i carnivori si abitueranno a mangiare il carnemone. E a non cacciare più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fra (08-05-2008) bellissimo...nel leggerlo mi è sembrato di tornar bambina...una favola stupenda, in un modo bellissimo, il linguaggio è spesso retorico (tipico delle favole), ma a volte ci sono dettagli deliziosi...lo consiglio vivamente a tutti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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