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Tolstoj Lev - Sonata a Kreutzer | Un uomo di nome Pozdnysev durante un viaggio in treno confessa a uno sconosciuto la propria colpa segreta. Ricorda di aver presentato alla moglie un avventuriero, gran seduttore e abile musicista, dando così inizio a un gioco che si rivelerà tragicamente beffardo. Via via sempre più sospettoso una sera, mentre la coppia esegue in perfetta sintonia la Sonata a Kreutzer di Beethoven, Pozdnysev accantona ogni dubbio. Spinto dalla gelosia uccide la moglie per un tradimento in realtà mai avvenuto e senza rendersi conto del terribile malinteso. Pubblicata nel 1891 dopo numerose revisioni, la "Sonata a Kreutzer" è tra le opere più significative dell'ultimo Tolstoj. Dura requisitoria contro le ipocrisie nascoste della vita coniugale, racconto quasi dostoevskiano per la ricerca delle motivazioni più oscure dei gesti umani, si presenta come la testimonianza spietata di una storia che potrebbe essere vera. "Scritta con cattiveria", come ebbe a dire Sonja Tolstoj, la "Sonata a Kreutzer" rimane un invito spregiudicato a riflettere sulla morale, le grandi passioni e i loro effetti.
Media Voto: 4.75 / 5Umberto Mottola mottolau.buggiano@gmail.com (12-11-2010) Le migliori pagine di questo romanzo breve, a mio avviso, sono quelle in cui Vasja Pozdnysev, accecato dalla gelosia, uccide la moglie:narrazione splendida e nello stesso tempo agghiacciante. In tutto il libro, e anche nel Poscritto, si avverte una lancinante lotta interiore dell'uxoricida e, credo, dello stesso Tolstoj ( che era nel periodo della cosiddetta "conversione ai Vangeli") tra un modello di vita libertina e una vita casta regolata dai precetti del Cristianesimo. Nonostante il tragico epilogo (il delitto d'onore), mi pare che questa dicotomia non viene risolta e il personaggio di Vasja Pozdnysev sia condannato ad essere per sempre un uomo immaturo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
philo (10-05-2007) Libro veramente bello e coinvolgente. Si legge tutto di un fiato e credo che lo rileggerò per apprezzarne maggiormente i contenuti. Tolstoj era veramente un genio.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AntonioZ. antozinga@libero.it (28-11-2006) Un piccolo capolavoro, davvero!
Il crescendo emotivo delle ultime pagine, beethoveniano come non mai, è tra i finali più intensi, tragici e drammaticamente sublimi che abbia mai letto.
Interessantissima anche la postilla dell'autore! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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