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Hölderlin Friedrich - Iperione |
marta scattoni martascatt@tiscali.it (25-12-2006) In questo breve ed intensissimo romanzo, che porta il nome del suo protagonista, Hölderlin riesce ad esprimere, toccando vette di purissima poesia (si ha l’impressione di qualcosa di veramente divino) , la magnificenza dell’Amore: Amore per la libertà e desiderio di combattere a qualunque costo per essa ed affinché essa sia di tutti; Amore come Amicizia ( verso i personaggi Adamas e Alabanda) nel senso più puro del termine, come coinvolgimento completo di un’ anima con un’ altra, gratuità e dono disinteressato di se stessi; Amore come mèta raggiunta attraverso la bellezza esteriore e soprattutto interiore di una donna (Diotima) che riesce a rafforzare nel personaggio la certezza della più intima unione di tutti gli esseri nella Natura, qui davvero serena Madre, fonte inesauribile di vita, unione che riesce a superare la tragicità che funesta le singole esistenze, comprese quelle di tutti i personaggi del romanzo. Non si può inoltre rimanere indifferenti – alla luce di questo scritto – di fronte al destino di follia del poeta stesso, destino che intensifica, se possibile, il portato di questo scritto meraviglioso.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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