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De Amicis Edmondo - Cuore | "Non è facile amare Franti, è più facile espellerlo dalla scuola, il maestro di Enrico Bottini lo fa. Niente di straordinario. La scuola è così, perde continuamente ragazzi. È il suo modo di affacciarsi sull'abisso della disuguaglianza e ritrarsi. Ci stiamo ritraendo anche noi, di nuovo, dopo una stagione in cui abbiamo fatto a Franti molte promesse: un mondo che potesse contenerlo, una scuola che lo inglobasse dandogli un'istruzione di qualità elevata, una comunità che mettesse a frutto la sua infrazione per vedersi e criticarsi. All'intelligenza diffusa e insoddisfatta che noi stessi abbiamo allevato, spesso malamente, reagiamo come in Cuore: quando essa non si lascia abbracciare, la allontaniamo impauriti e disorientati. Con la differenza che De Amicis, dopo lo sforzo di combinare una macchina narrativa che avesse una qualche coerenza di fronte alla disuguaglianza e allo sfruttamento, scavalcò i Bottini e si fece socialista a suo modo, onestamente, nel 1891. Noi invece, che ormai non sappiamo offrire altro ai diseredati del pianeta se non l'ingerenza del manesco Garrone o una solidarietà elemosinante e piena di tatto, sembriamo tornare ai Bottini. L'infrazione Franti ci appare ingovernabile, come ai Padri e ai Figli di Cuore." (dall'Introduzione di Domenico Starnone)
kine (13-03-2012) Il buonismo nel libro, ad un certo punto, diventa insopportabile. Le lettere del padre le saltavo, dopo averne lette un paio, sembra ano tutte uguali: sempre alla ricerca del figlio perfetto.... Quando le leggevo mi immaginavo che da grande Enrico sarebbe diventato un hooligans, dalle troppe aspettative... Anzi direi che alla fine speravo in Franti e tenevo per lui...
Forse è un Italia che non conosciamo, sicuramente non esiste più, ma ho trovato veramente "vecchio" questo classico italiano (parole come: iscuola, aperse, istudio) mi dispiace, con generosità, 2..... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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