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Kafka Franz - Il processo | Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.15 / 5roberto lucarelli robertolucarelli@yahoo.it (22-11-2010) Un libro che mi è piaciuto per due aspetti, il lato narrativo e il significato nascosto.
Per quanto riguarda il primo, il romanzo è bello per i dialoghi tra i vari personaggi,la descrizione dello smarrimento e l'isolamento di un uomo nei confronti di una giustizia che quasi fa parte di un mondo trascendentale.
E' qui che entra in gioco l'aspetto nascosto del racconto di Kafka. Infatti l'autore riesce a creare una metafora del rapporto dell'uomo con la divinità. Come in quest'ultima non si riesce a vederne i contorni,a capirne gli scopi e l'interazione con il mondo terreno,così con la giustizia il protagonista-imputato non capisce nemmeno del perché dell'accusa,non vede, e come lui nemmeno chi lavora nell'amministrazione giudiziaria, i vari livelli e i responsabili di tale struttura.
Comunque una storia,lasciando perdere il lato nascosto,ancora attuale e in alcuni tratti mi ha fatto pensare ai problemi della giustizia italiana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (20-02-2007) Parlare di un capolavoro del genere è un rischio. Siamo di fronte ad una letteratura talmente alta, ad un valore talmente assoluto che si rischia di scadere inevitabilmente nella banalità o nell'ovvio. IL PROCESSO bisogna solamente leggerlo. Nel mio piccolo posso dire di ritenere assolutamente magistrale il modo in cui l'autore, attraverso le vicissitudini del proprio personaggio, riesca a trasmettere il disagio dell'uomo nei confronti dell'ordine costituito, della burocrazia, della chiesa. Sconvolgente il salto narrativo che avviene dal momento dell'appuntamento nella cattedrale. Un precipitare vorticoso della situazione, degli eventi, dell'atmosfera che da ossessiva e claustrofobica diviene improvvisamente glaciale e spietata per il lettore stesso, perfetta metafora della condizione umana alla mercè di eventi e decisioni al di sopra del proprio arbitrio e delle proprie capacità di modificare gli eventi. Sconvolgente, bellissimo, imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annalisa M.B. (27-01-2007) E se ad essere processata fosse solo la nostra mente che a dispetto della libertà che vorremmo, vuole lasciare contenti tutti ed è terrorizzata dall' idea che gli altri possano avere di noi?
Se fosse proprio quella parte ad essere processata e giustiziata? Ad ogni modo, meraviglioso, assolutamente da leggere, e poi rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Julio pgiuliacci@libero.it (13-01-2006) Uno dei libri più corrosivi del secolo, un capolavoro assoluto. Ho letto "Il Processo" interamente in ufficio, nelle pause (lunghe) del lavoro; poi a casa, la sera, ne rileggevo ai passi più significativi. "Il Processo" è un'opera capace di contaminare chi legge, in maniera indelebile.
Lo riassumo così: Josef K. viene sorpreso, un giorno, nel momento più rischioso (il risveglio, subito dopo il baratro del sonno) da due sgherri del Tribunale, che lo privano degli abiti e gli mangiano la colazione. Gli comunicano che egli si trova in stato d'arresto, e che un non precisato Tribunale ha avviato un procedimento penale nei suoi confronti. L’accusato cercherà di difendersi, sosterrà interrogatori, andrà da un avvocato (ma ciò che sembra un tentativo di difesa in realtà è un addentrarsi sempre più profondo nel meccanismo che lo ha inghiottito all'inizio e da cui ha preso moto il processo), ma alla fine sarà condannato senza conoscere la propria colpa. Ciò che sconvolge nella storia è il contatto, la frizione di due mondi: quello dell'accusato, un mondo razionale, sommesso, dal battito regolare e monotono, appena percettibile; e quello del tribunale, annidato nei luoghi più infimi e chiusi (il ripostiglio del bastonatore, le mansarde soffocanti e piene di vapori in cui si svolgono le udienze), nelle profondità della notte e nel sonno, dal battito simile ad uno stridio d’animali in una stanza priva di finestre. Il contrasto è come una ferita che una volta aperta è impossibile richiudere. L'ultima frase, "E fu come se la vergogna dovesse sopravvivergli", adombra l'intera vicenda: il procedimento ha avuto inizio oltre la stessa coscienza dell'accusato, lentamente si è mutato in verdetto e dopo la morte dell’imputato continuerà a scorrere, divenendo la vergogna; un meccanismo primordiale, eterno, immutabile, che si chiude sul corpo di K. per incidervi la Legge.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto albertoparis@interfree.it (28-07-2005) Secondo me potrebbe essere la metafora di una depressione senza via d'uscita. Ecco spiegato quel senso di colpa latente, quel sentore di un destino che non si può riscattare, quelle angosce nell'incontro con gli altri e con le situazioni della vita. Insomma, Joseph K viene arrestato anche se "non ha fatto nulla di male". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Samuel (13-07-2005) Condivisibile il messaggio, origlinale la storia, ma la noia che avvolge dalla prima all'ultima pagina non può portarmi che a sconsigliarlo. Molto meglio "La Metamorfosi". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
michele michelematrone@hotmail.com (17-05-2005) bho non l'ho capito l'ho letto perché più di una persona me l'aveva descritto come un capolavoro, io l'ho trovato irritante soprattutto il finale sarà una metafora che si riferisce all'ingiustizia in generale ...non lo so, penso che un libro ti debba coinvolgere dare emozioni appassionarti....forse non lo capisco non posso apprezzarlo solo per il significato storico-politico.... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mytzy mytzy@fastwebnet.it (09-05-2005) Originale descrizione dall'illogico e per certi versi buio modo di amministrare la giustizia in nei tempi addietro. Quanto di ciò sarà cambiato? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberto pensieri roberto.pensieri@webred.it (09-09-2004) Il primo libro che ho letto senza l'indicazione delle insegnanti di italiano.
Che dire? Un capolavoro? Un libro mai eguagliato?
Forse i più... Leggetelo!!! :-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sasso (04-03-2004) Certo, sono d'accordo con voi: il libro è un capolavoro, ma voi siete stati un po' tirchi con il voto. Questo romanzo merita il massimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ricky '89 (04-02-2004) sarò telegrafico: il libro è un caplavoro, kafka è un genio. non mi sorprende non vedere critiche.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mosè78 (04-01-2004) E' un libro fantastico, ogni pagina è una sorpresa,non immagini mai cosa potrebbe accadere, i personaggi sono allo stesso tempo assurdi e realistici. Tanto per dare un' idea, una delle pagine più belle è quando K. cerca il tribunale, sa che si trova all'interno di un palazzo, ma non ci sono indicazioni e i corridoi sono pieni di porte, così bussa ad ogni porta e per non far capire di essere coinvolto in un processo chiede di un certo falegname,tutti gli rispondono di non conoscerlo e gli fanno perdere un sacco di tempo accompagnandolo da una parte all'altra dell'edificio. Ad un certo punto bussa a una porta e trova una donna che sta lavando la biancheria, così chiede del falegname e la donna gli risponde "si, è qui. Venga". K. sposta un po' la tenda e...
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giuseppe (10-08-2003) ...franz kafka accompagna in un istante il lettore in un universo costellato di personaggi "onirici",da incubo...un delirio che avviluppa l'antieroe per eccellenza,il protagonista joseph k. che cerca dapprima una via di fuga per evadere la sua colpa inesistente(come potrebbe essere colpevole un uomo...),poi dopo aver sondato il cuore del male vi si arrende accettando la sua esecuzione sommaria con la sua sola vergogna che vi sopravviverà... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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