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Voltaire - Trattato sulla tolleranza | "Il trattato sulla tolleranza" (1763), che prese spunto dalla vicenda di un commerciante ugonotto di Tolosa condannato a morte ingiustamente per l'omicidio del figlio, è un vero e proprio "manifesto" per la libertà e il valore universale della tolleranza religiosa. E' un'opera che apre il cosiddetto periodo dei Lumi e costituisce una delle basi ideologiche della Rivoluzione francese. L'introduzione è di Salvatore Veca.
Media Voto: 3.25 / 5Legolas Verdefoglia (28-03-2010) Il "Traité sur la tolérance", che avrebbe dovuto essere titolato assai meglio come "Esprit sur la tolérance" (spero si sia inteso il gioco di parole), è una delle opere più perniciose che una mente corrotta e perfida come quella di Voltaire abbia mai potuto concepire. Questo trattato (?) esecrabile contiene in nuce tutti i dogmi moderni del laicismo più esasperato e fatale. Voltaire, come suo solito, riscrive la storia come più gli fa comodo, in una continua falsificazioni della realtà che provoca il disgusto anche nel lettore più benevolo, non ancora ottenebrato dai fumi acri del filosofismo. La diffamazione, soprattutto nei riguardi della Chiesa cattolica, svolge un ruolo dominante, anzi forse è l'unico vero scopo di quest'operetta in sé inconsistente. Gonfio d'odio e di orgoglio, il patriarca di Ferney vomita le accuse più ridicole sulla religione cristiana, le empietà più rivoltanti. La preghiera a Dio poi è grottesca, se esaminata alla luce della reale natura dello spirito di Voltaire. Forse nessuno ormai più ricorda che questo campione della (in)tolleranza, assieme alla sua setta di filosofisti, mentre difendeva Calas solo per comparire sulle gazzette ed essere adulato nei salotti alla moda, operò campagne di una ferocia inaudita contro tutti coloro che contestavano i suoi dogmi e le sue tesi: chiunque si opponeva a lui, era subissato da insulti, irrisione, fino a giungere perfino alle intimidazioni. Elie Fréron, che osò prendere le difese della Chiesa e della monarchia contro il patriarca di Ferney e la sua setta, fu ricoperto di oltraggi, diffamato con sarcasmi rivoltanti; infine il "tollerante" Voltaire arrivò persino a minacciare i censori affinché facessero cessare la pubblicazione dell'"Année littéraire", periodico diretto dallo stesse Fréron. Un agire davvero degno di un "maestro" della tolleranza... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
massimo (08-03-2006) il testo è il diametralmente il contrario di ciò a cui si ispira. E' un testo laicista ( n.b. non laico), che segue pedissequamente la visione anti-clericale, influenzato dalla visione giacobina. E' un testo che si auspica, il totale affidamento del uomo verso la sua ratio. E' un testo dunque da leggere con le dovute precauzioni. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
voltaire-fan (19-07-2005) e' un libro molto bello ed interessante. prende spunto da un processo avvenuto a Paris che vede condannato al rogo un uomo innocente e poi da li inizia la riflessione volteriana sulla libertà. merita assolutamente di essere letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fdrc (06-11-2004) libro ottimo e per certi versi ancora attualissimo.
Voltaire sottolinea l'importanza della tolleranza, in questo caso religiosa, ma è la base del mondo moderno. E' una lezione che di questi tempi sarebbe il caso di ricordare... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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