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Manzoni Alessandro - I Promessi sposi |
"I Promessi sposi", il romanzo italiano per eccellenza, viene proposto qui nell'edizione curata da Enrico Ghidetti, professore ordinario di letteratura italiana alla "Sapienza" di Roma ed in seguito all'Università di Firenze. Il testo di Manzoni è preceduto da un testo introduttivo di Ghidetti intitolato "Progetto, storia e destino di un libro per tutti".
Recensioni 1 - 20 di 26 recensioni presenti. Media Voto: 4.30 / 5enzo (14-10-2009) ne rileggo dei passi di tanto in tanto e lo trovo magnifico!!! secondo solo alla divina commedia, ma quella è per l'appunto divina... peccato aver fatto una scuola tecnica dove le ore di lettteratura erano pochine...
per erin: renzo e lucia si amano e Manzoni non se ne è accorto??? perdonami ma mi sa che non hai capito nulla della vicenda... rileggilo!!! Voto: 5 / 5 |
albert (13-12-2008) Manzoni – si sa – è stato fatto odiare a tanti studenti dalla scuola.
Qualche anno fa mi ero stupito nel sentire una signora che mi raccontava che ancora negli anni ’60 (e non negli anni ’20), un professore al liceo pretendeva che gli studenti imparassero a memoria brani interi dei Promessi Sposi (?). A che pro lo sapeva solo lui.
Quindi, se avete in ballo interrogazioni, esami di maturità, ecc., lasciate perdere l’idea di gustarvi e apprezzare un capolavoro come i Promessi Sposi, non è quello il momento.
Come ha notato già qualche lettore che è intervenuto, il momento buono è quando uno, dopo qualche anno dalla fine della scuola e senza alcun obbligo, riprende in mano il romanzo e se lo legge in pace come e quando preferisce, un capitolo alla volta, o magari cercando da solo i brani più belli.
E solo allora comincia ad apprezzare la straordinaria vitalità di questo romanzo, antico e al tempo stesso modernissimo e capace di insegnarci cos’è la vera arte letteraria anche solo in alcune espressioni sintetiche e giustamente rimaste immortali: “La sventurata rispose”, “il vaso di terra cotta in mezzo ai vasi di ferro”, don Rodrigo che scopre di essere appestato scorgendo con un’occhiata paurosa “un sozzo bubbone d’un livido paonazzo”, il matrimonio che “non s’ha da fare”, don Abbondio che vuole giustificare la sua viltà davanti al cardinale con la celebre frase: “…il coraggio uno non se lo può dare”, ecc., ecc.
Insomma, I Promessi Sposi sono una miniera di grande letteratura, il primo grande romanzo storico in lingua italiana, che solo la pedanteria di alcuni docenti
ha reso indigeribile (o addirittura immangiabile) a buona parte degli studenti.
Senza considerare il grande humor da cui è pervaso: i capponi che si beccano, i monatti che derubano don Rodrigo e lo rimproverano perchè osa lamentarsi con loro che fanno del bene (!?!), don Abbondio e la Perpetua che tornano e scoprono la casa devastata e colma di deiezioni olezzanti dei lanzichenecchi, ecc.
Buona lettura, o buona ri-lettura Voto: 5 / 5 |
Daniele (18-09-2008) Luglio. Estate. Finiti gli esami mi ritrovo al solito a fissare la libreira. Dostoevskij occhieggia malefico seguito dal suo stuolo di sosia, sognatori, assassini e schizofrenici. Tolstoj e Pasternak raccontano da osservatori attenti, ma un po' sognatori, il grande fiume della vita. Napoleone, Nicola I, Lenin, intersecano e a volte sconvolgono la vita della famiglia Rostov, di Anna Karenina, del dottor Zhivago. Ignoro il canto di tali sirene e rivolgo il mio sguardo sulla letteratura italiana. Da quanto tempo non leggo niente di nazionale. Un librone nero cattura la mia attenzione; porta solo una scritta bianca: "I promessi sposi di A. Manzoni". Fin dalle prime pagine, mi sono chiesto : cosa sto leggendo? A cosa mira l'autore? Il libro non mi è piaciuto. Trama incerta interrotta da pesanti divagazioni, a tratti grottesche e imbarazzanti, sulla Divina Provvidenza; personaggi che piuttosto che veri caratteri sembrano steriotipi costruiti in funzione del messaggio cattolico dell'autore. Un libro, a mio modestissimo parere, concepito male e costruito peggio. La trama non decolla mai e una grigia velatura avvolge tutto, facendo sprofondare la narrazione in un caleidoscopio di grige immagini. Paragonato agli autori citati all'inizio credo che Manzoni sia quasi imbarazzante. Trovo che la redenzione di Raskol'nikov, trasmetta un messaggio cristiano di speranza che ammalia e lascia sbigottita la conversione dell'Innominato. La povera prostituta Sonja, che riuscirà col suo amore a riscattarsi e a far riscattare l'omicida di Delitto e Castigo, non ha niente a che vedere con la povera Lucia; una semplice sciauqetta la quale piuttosto che combattere contro il male, si affida in tutto e per tutto alla Divina Provvidenza (che ovviamente la ripaga). La "Leggenda del Grande Inquisitore", nei Fratelli Karamazov, credo sia più profonda di tutte le rifelssione cattoliche del Manzoni. Insomma, 2/5 solo perché lo stile e l'ambientazione storica, salvano questo romanzo da un fallimento totale. Voto: 2 / 5 |
Francy =) (04-01-2008) Il Manzoni è uno dei massimi scrittori italiani, l'innovatore della letteratura italiana antica e contemporanea, un rivoluzionario della poetica....E la sua maggiore opera, i Promessi sposi, è geniale, superba, seppur verosimile ricca di fantasia, è brillante ed unica in genere e stile.Non capisco come si faccia ad non amare il Manzoni, è grazie a lui che oggi abbiamo letterati del calibro di Calvino e Montale.Egli narra e descrive, è tagliente e nn ha peli sulla lingua, non ha il timore di dire ciò che pensa, ma anzi lo grida a gran voce.E poi l'utilizzo dei personaggi è divino.....rifacendosi agli stereotipi latini li trasforma, rendendoli unici e inimitabili:Renzo il ragazzo ingenuo ed istintivo che lungo il viaggio sull'Ada cresce e matura, che ama la libertà e lotta per ottenerla;Lucia è coraggiosa, indipendente, anche se nasconde bene la sua forza sotto una falsa fragilità perchè sottomessa dal carattere della madre, Agnese, una donna prepotente ed ignorante, che sfoggia una conoscenza ed una superiorità che in realtà non ha(oltre a Don Rodrigo è l'unico personaggio che odio!), e poi tanti altri, come Don Abbondio fragile e facile a sottomissioni, e ancora altri e altri.....Amo tutto dei Promessi sposi:i personaggi, il ramo del lago di Como,le vicende della peste, il viaggio di Renzo, la monaca di Monza, la descrizione dei paesaggi....I promessi sposi non è un romanzo, ma una grande poesia popolare, che narra con semplicità ed umiltà le vicende del volgo, del volgo italiano, dell'invasione degli spagnoli, e di una Italia straziata ed esausta di "ospitare" lo straniero, di un Italia purtroppo ancora non libera......Allora vi do un unico consiglio:leggetelo, leggetelo ed ancora leggetelo....Ma no secondo i canoni prefissati dei vostri insengnanti, leggetelo da soli, tutto d'un fiato,fino alla fine, immergetevi nella storia, affondateci con tutto il vostro corpo, assaporate le vidende con la vostra fantasia, immedesimatevi nei personaggi e vivete una delle storie italiane più belle!!!!! Voto: 5 / 5 |
lolla92 (21-12-2006) non trovo giusto che noi alunni dobbiamo leggerlo per due anni forzatamente...ma...non e male Voto: 3 / 5 |
marisabell (05-11-2006) bhe' ke dire sara' un bel romanzo dal punto di vista generale....xo' leggerlo e coglierne tutti i particolari mi scoccia 1po'...poiche' e noioso preferisko leggere + kose ke riguardano la nostra eta'...poi manzoni se la tira un po' nel racconto e fare poi la sintesi non e' cosi facile...lo studio solo xche' siamo costretti a farlo a scuola...ma e na noia tremenda!!!!...uffa ke poi ke scriviamo al compito in classe?? meglio ke lo leggo va...sara' un bel sacrificio:-P...ma io ho un libricino kon tutte le sintesi xfortuna!...ciao ciao^-' Voto: 4 / 5 |
angelica maria angymary80@yahoo.it (08-10-2006) la lettura del romanzo può sembrare noiosa,sonnolenta,ma non è così perchè il Manzoni riesce a fondere tanti generi della narrativa nonchè espedienti poetici di straordinaria bellezza.Opera superba Voto: 5 / 5 |
Elena (08-10-2006) E' vero...studiarlo a scuola non agevola. Io ho avuto la fortuna di avere una professoressa davvero in gamba che me lo ha fatto apprezzare e amare; ma rileggerlo dopo l'obbligo' non per dovere ma per passione...me lo ha fatto apprezzare ancora di più. L'addio ai monti, la notte dell'innominato...sono pagine di letteratura immortali! Voto: 5 / 5 |
kocka (08-09-2006) Sinceramente non ci trovo nulla di così stupendo... Manzoni non riesce a trasmetterci molto, e la tira un po' troppo per le lunghe! L'unica cosa che ho apprezzato è la figura dell'innominato, anche se è molto esagerata... Voto: 2 / 5 |
Federica (24-05-2006) Una meraviglia della letteratura, uno dei più bei libri mai scritti...i personaggi sono così ben descritti che arricchiscono con le loro diverse personalità una trama tra le più belle e più vive. Voto: 5 / 5 |
kiara'90 charrra@aliceposta.it (22-05-2006) questo libro fà veramente skifo!!! è noiosissimo... però devo leggerlo x la scuola altrimenti nei compiti in classe cosa ci scrivo? Voto: 1 / 5 |
cristina (15-03-2006) 1 romanzo pieno d passione e importanza...1 romanzo ke ogni volta ke lo rileggi t viene da piangere...e io personalmente...ogni volta ke m rileggo la parte in cui lucia fa il voto alla madonna fra me e me m ripeto"lucia nn farlo...nooo.."è 1 romanzo ke scorre velocemente..tranne in quelle parti in cui il Manzoni c parla della vita d Borromeo o cmq c fa vedere ke lui sa tt...appunto x qst è omniescente...è 1 capolavoro...bello...anke umoristiko a volte...e soprattutto parla delle solite storie d'amore ke d solito noi vediamo nei film...invece in qst modo leggiamo e c appassioniamo a tt le peripezie tra renzo e lucia...a me personalmente m fa morire la figura d Perpetua xkè è la solita impicciona paesana...eheh...leggetevelo...è 1 libro ke dp averlo letto vorreste nn averlo mai letto...xkè vorrete rivivere in oscuro tt i momenti s suspence...è 1 classico meraviglioso.. Voto: 5 / 5 |
Vanessa84 (05-05-2005) ho letto i promessi sposi in V ginnasio e per riconoscere che sono un bellissimo libro ho duvuto leggerlo da sola...se gli studenti si soffermassero a una semplice lettura fatta in classe sicuramente mom lo potrebbero apprezzare a pieno....chi nn si annoierebbe ascoltando la voce monotona del solito secchione che si offre sempre per leggere, delle solite spiegazioni sulla natura, le giustizia, la provvidenza ecc...e poi tt quei temi che ti fanno fare..sono addiritture orribli...io ho avuto la sfortuda di trovare la professoressa più stupida del mondo...quindi...vabbè spero che voi nn abbiate la mie stessa sfortuna!!! ciao a tutti!!!!! Voto: 5 / 5 |
nemea (29-03-2005) questo libro ha la sfortuna di essere obbligatoriamente letto in 2 anni di scuola!!!!!! questo fa la sfortuna del libro!! è questo che lo rende tanto odioso...perchè in realtà non lo merita affatto!!! Voto: 4 / 5 |
ERIN vincenzo.scalise@libero.it (18-03-2005) Sarò l'unica ma a me questo romanzo non mi è proprio piaciuto, l'ho letto con la scuola, ma non lo aprirò mai più!!!è noioso, e non trasmette niente.....Manzoni non fa niente per far capire che Renzo e Lucia si amano perdutamente!!!e orribile!! Voto: 1 / 5 |
pippo bernina03@aliceposta.it (28-10-2004) Una pietra miliare della nostra letteratura,non nascondo che a volte e' difficile da leggere,ma stiamo parlando di un opera di unaprofondita' unoica quindi e' normale Voto: 5 / 5 |
Elena gottardielena@hotmail.com (14-09-2004) Manzoni in qst romanzo conduceuno scrupoloso lavoro di documentazione su una serie di avvenimenti: la dominazione spagnola nel milanese, il conflitto tra Spagna e Francia per la successione al ducato di Mantova, la calata dei lanzichenecchi, la carestia che funestò le campagne e la peste che scoppiò violenta in quei anni. Anche gli usi e i costumi del Seicento furono oggetto, da parte dello scrittore, di indagini storiche. La stessa idea del matrimonio ostacolato, da cui ha origine la trama del romanzo, non è frutto di fantasia; infatti molte leggi dell'epoca stabilivano sanzioni x chi cercasse con la forza di impedire la celebrazione di un matrimonio, segno, qst, che quel genere di sopruso doveva verificarsi spesso. Anche alcuni personaggi del romanzo sono personaggi storici: così, per esempio, Antonio Ferrer, vicegovernatore dello Stato di Milano, il cardinale Federico Boromeo o la monaca di Monza, alla quale Manzoni si limita a cambiare il nome. Altri, come quello di padre Cristofolo e dell'Innominato, sono in parte ispirati a personaggi in cui Manzoni trovò notizia nelle cronache del tempo. I protagonisti delle vicende, appartenenti al mondo degli umili, sono invece inventati. Ma vere sono le passioni che essi vivono e le ingiustizie che subiscono, in un mondo in cui l'arbitrio e la violenza del più forte sono legge.
Molto profondo e davvero stupendo. Voto: 5 / 5 |
Vale 91 (27-03-2004) Un classico che lascia senza parole Voto: 5 / 5 |
Ale'75 (09-01-2004) Leggendo questo libro mi sento orgogliosa della letteratura italiana. Eh sì, qualcosa di bello e buono è stato fatto anche in italia, dunque! Alle medie, alle superiori, l'ho odiato. Perchè non lo danno semplicemente da leggere, senza quelle odiose schede di esercizi alla fine di ogni capitolo??? Io l'ho ri-letto anni dopo il diploma in pochi giorni, altro che anno scolastico, tutto spezzettato, lettura in classe con un sonno da morire e dimenticando da una settimana all'altra il capitolo precedente!!! E' scritto bene e cattura, altrochè!!! Voto: 5 / 5 |
georgia (31-12-2003) come ce lo fanno odiare e come invece è bello riscoprirlo! veramente un BEL libro e un GRANDE scrittore. Voto: 5 / 5 |
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