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Gide André - I sotterranei del Vaticano. Sotie | Una satira irriverente e provocatoria pubblicata nel 1914, l'anno stesso in cui prendeva il via l'immane massacro di tutta una generazione. Una commedia degli inganni che coinvolge una banda di truffatori tra Francia e Italia, maestri del raggiro e del travestimento; dei borghesucci cattolici convinti di dover accorrere dalla provincia francese a liberare il Papa, a Roma, dalla presunta e terribile prigionia in cui lo costringerebbe la Massoneria nei "sotterranei del Vaticano"; scienziati ferocemente atei e positivisti, bensì di facilissima e altrettanto fanatica conversione alla fede; scrittori che della fede sono i portavoce, ma sono mossi dalle peggiori delle vanità e lui, Lafcadio, il figlio segreto e ribelle di tanta ipocrita società borghese.
Media Voto: 4 / 5sandro landonio lasandro@libero.it (20-04-2011) Libro dalla lettura scorrevole ed a tratti divertente, sempre, in effetti, sostenuta da uno stile semplice ed elegante.
L'episodio del delitto senza movente ed il personaggio di Lafcadio non mi hanno particolarmente colpito; l'originalità del libro mi sembra si fondi più sull'abilità descrittiva di certe tipicità umane e sull'irrisione alle ipocrisie sociali. A questo punto se il perbenismo borghese e la bigotteria cattolica sono il vero soggetto del libro, esse rappresentano per me la strada che l'autore ci indica di non seguire e che viene descritta in modo grottesco onde aiutarci a non esserne irretiti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ale bedica (12-05-2006) Pubblicato nel 1914 suscitò aspre critiche perchè fu ritenuto una irriverente farsa contro Santa Madre Chiesa,una critica verso la borghesia cattolica,un rifiuto della educazione rigida e perbenista.La vera farsa furono proprio queste critiche,escogitate per impedire il successo del libro che esaltava il"gesto" gratuito dell'eroe ribelle e decadente.Con una analisi prudente e classica,si può accostare il protagonista,Lafcadio,a Dorian Gray,a Fabrizio del Dongo di Stendhal e al Remo delle Sorelle Materassi.Con una critica più coraggiosa a Lodovico del Manzoni ed a Raskolnikov di Dostoevskij .Penso che non si debbano cercare origini così lontane,in quanto Cadio proviene naturalmente dai cinici,psicotici ed amorali lombi di Gide.Se la paternità dell'eroe dei Sotterranei del Vaticano è controversa,non lo è la sua discendenza.Due figli sono certi.Il primo è Alain Leroy di Fuoco Fatuo di Drieu la Rochelle,che rifiuta il mondo degradato e privo di valori "eroici" che lo circonda.Il secondo è Francois Sanders di Le Spade di Roger Nimier.La somiglianza tra questo e Lafcadio è notevole.Cadio compie un crimine senza motivo,unicamente infastidito dalla apparenza mediocre dello sconosciuto che gli siede di fronte in treno,curioso più degli avvenimenti che di sè stesso.Sanders scarica la Luger contro un'altrettanto sconosciuto che "aveva un modo di respirare e di ridere che cominciava a esasperarmi".Sono visioni estetiche del mondo.E'una aristocrazia reazionaria.Sono incuriosito da questi dandies insinuanti e distruttivi e li osservo mentre compiono l'atto finale,sorprendente ed insensato,quasi all'insegna di un gesto stilistico assoluto e irrelato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
G.L. nicoletta.savoldi@tin.it (12-07-2004) Du Bos sosteneva che in questo libro vi fosse una "discordanza fra la materia un po' ricercata e ambiziosa, e i mezzi ridotti per contro a una certa tenuità ed esilità". In realtà il sapiente gioco gideano richiede una lettura approfondita. La "costruzione" della trama cela una sottile analisi operata dal Nobel francese sui suoi personaggi, ridotti a "manichini". Lafcadio è uno dei più odiosi personaggi che Gide abbia creato. Piuttosto che dei "Sotterranei", consiglierei la lettura dei "Falsari" ( romanzo inspiegabilmente non più stampato!), in cui Gide raggiunge un equilibrio elevatissimo tra "narrazione" e "analisi psicologica". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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