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Fitzgerald Francis Scott - Il grande Gatsby | Il grande Gatsby ovvero l'età del jazz: luci, party, belle auto e vestiti da cocktail, ma dietro la tenerezza della notte si cela la sua oscurità, la sua durezza, il senso di solitudine con il quale può strangolare anche la vita più promettente. Il giovane Nick Carraway, voce narrante del romanzo, si trasferisce a New York nell'estate del 1922. Affitta una casa nella prestigiosa e sognante Long Island, brulicante di nuovi ricchi disperatamente impegnati a festeggiarsi a vicenda. Un vicino di casa colpisce Nick in modo particolare: si tratta di un misterioso Jay Gatsby, che abita in una casa smisurata e vistosa, riempiendola ogni sabato sera di invitati alle sue stravaganti feste. Eppure vive in una disperata solitudine e si innamorerà insensatamente della cugina sposata di Nick, Daisy... Il mito americano si decompone pagina dopo pagina, mantenendo tutto lo sfavillio di facciata ma mostrando anche il ventre molle della sua fragilità. Proprio come andava accadendo allo stesso Fitzgerald, ex casanova ed ex alcolizzato alle prese con il mistero di un'esistenza ormai votata alla dissoluzione finale.
scarlet nabi (23-01-2012) Inevitabilmente, nell'immaginario collettivo Gatsby ha il volto e l'accento di Robert Redford. Il cinema ha interpretato i colori e le atmosfere lievi splendenti e polverose degli Stati Uniti anni Venti con le feste, i divertimenti grotteschi e vuoti, i suoni quasi visibili e i colori saturi del Realismo americano. Fitzgerald, con il cesello magico dell'aggettivazione, delinea una solitudine affollata, fatta di ombre e luci, di personaggi archetipici e specchio della buona borghesia dei quartieri in, di cui lui stesso era parte. "Jay Gatsby" è un'astrazione, la fantasticheria di un adolescente perso in un mondo di avventure dorate. Accanto a lui - eppure a una distanza quasi siderale - c'è Daisy, incarnazione artificialmente straordinaria della "ragazza perbene", un sogno romantico di un passato che non può ritornare, infranto contro un mondo "materiale senza essere reale"; e poi il marito di lei, Tom voce della società benpensante e sedentaria; e Wilson e Myrtle, persi nella vita sonnacchiosa della provincia, senza via d'uscita ?
L'occhio del narratore è una lente fotografica amabilmente neutra, eppure Nick Carraway, poco più che anonimo fino alla fine, è l'unica persona che conserva l'istinto umano della solidarietà nell'universo feroce del pettegolezzo.
Riga dopo riga si sviluppa un classico moderno, dolcemente e amaramente sentimentale nella fatalità del tempo che scorre, proprio come il cursore che segna il passare dei minuti di un film. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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