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Yoshimoto Banana - Presagio triste |
Cosa turba la serenità della diciannovenne Yayoi? Della sua vita idilliaca in seno a una "famiglia felice della classe media che sembra uscita da un film di Spielberg", dove il giardino è ben curato, gli abiti perfettamente stirati, i fiori sempre freschi sul tavolo e i genitori comprensivi e sorridenti? Forse a minacciare l'equilibrio di Yayoi è una sensibilità paranormale che le fa percepire presenze invisibili, e che contrasta con l'incapacità a ricordare gli anni dell'infanzia, stranamente cancellati dalla sua memoria. O forse il pericolo è il suo trasporto per Tetsuo che tende a superare i limiti dell'affetto fraterno.
Recensioni 1 - 20 di 35 recensioni presenti. Media Voto: 3.74 / 5sara sara.pizzuti@alice.it (16-11-2007) Ho letto "Presagio triste" in un momento in cui ero triste, appunto, e agitata. Il titolo mi ha attratto anche se non sembrava esattamente quello di cui avessi bisogno. In maniera dolce, senza troppe pretese, con semplicità, le parole di questo racconto, mi hanno lentamente rasserenato, sbiadendo il ricordo del mio presente immediato. Sarà per la descrizione dei luoghi curiosi e nello stesso tempo familiari, degli atteggiamenti e stati d'animo dei personaggi, che ognuno di noi riconosce di aver provato, e osservato almeno una volta, proprio come la scrittrice li ritrae... La capacità di dare un nome a certe inspiegabili sensazioni e questa vicinanza di sentimenti, ti fa sentire "capito", e nello stesso tempo il racconto ti avvolge, direi, con una mite suspence. Sembra che in ogni attimo possa accadere qualcosa di imprevisto (e qualcosa di "strano" in effetti succede), ma tutto pare scorrere relativamente in modo tranquillo, quasi usuale.
L'inaspettato è subito e al contempo ricercato dalla protagonista, come fosse qualcosa di casuale ma necessario, e vissuto da lei per così dire serenamente, anche se gli eventi la portano a profonde rivelazioni sulla sua esistenza e la sua interiorità. Qualcosa che c'è sempre stato, è lì e ti aspetta, ma che puoi incontrare o non incontrare mai.
La storia finisce e ti lascia quindi la sensazione che la vita sia percorsa da una giusta fatalità, a cui non si deve sfuggire e che anzi, a patto che ci si adoperi per andarle incontro, scioglie poco a poco, quei nodi incompensibili che credo ognuno avverta in qualche modo nella propria vita, come un richiamo misterioso.
Voto: 5 / 5 |
Pamela (14-07-2007) Il libro che preferisco della Yoshimoto..sottile e poetico.. Voto: 5 / 5 |
Letizia Cunsolo (17-10-2006) Trovo la sensibilità con cui questa autrice descrive sentimenti e situazioni del tutto congeniale al mio modo di sentire, e tuttavia, leggendo il libro, quella malinconia così struggente e quel mondo fatto di presagi, di ricordi dolorosi e di relazioni ambigue mi hanno provocato un sottile disagio ed un senso quasi di soffocamento. Forse perchè l'autrice ci pone continuamente di fronte al nostro mondo interiore, ai nostri ricordi, al nostro dolore in modo così diretto che vorremmo fuggire. Voto: 4 / 5 |
Dario (02-09-2006) Beh,certamente è un libro scorrevole e piacevole da leggere,ma non mi trasmette nessuna emozione,è un libro vuoto.La trama sembra quella di una telenovela da quattro soldi,il finale mi lascia un pò sbigottito.Un libro che ti dimentichi presto di aver letto.. Voto: 2 / 5 |
Maunakea (06-07-2006) Buffo che le persone a cui questo libro e' piaciuto si rallegrino di un "ritorno" di Banana al vecchio stile, purtoppo, e' bene sottolineare che Presagio Triste, Kanashii Yokan e' del 1988, praticamente subito dopo Kitchen, arrivato da noi solo nel 2003. Anche io concordo sul fatto che e' questa la Yoshimoto che amo e che trasmette emozioni cosi' sottili, fresche e delicate, da rendere la lettura leggera come un velo. Sottolineo che non a tutti puo' piacere come lettura, perche' e' l'animo stesso giapponese ad esser cosi' "sottile", mentre molti, leggendolo, cercano trame e significati occidentali, che logicamente non ci sono. Questo libro comunque e' fra le letture consigliate della Yoshimoto. Voto: 4 / 5 |
Ilaria (24-06-2006) Oddio....non è male ma...è vuoto!!
Lo stile è leggero, fresco e originale, il modo di scrivere brillante, denso, tipico della Yoshimoto, mai superficiale nell'ambito delle emozioni umane.
Però la storia...un po' troppo irreale, non ha un perché, non noioso, ma...inutile.
Voto: 2 / 5 |
ladybrett (27-04-2006) contro chi dice 'la yoshimoto scrive per doveri editoriali' e quant'altro, voglio ricordare che questo libro è molto più vecchio di quanto sembri sebbene pubblicato tardi, e che il livello qualitativo è elevato. soprattutto nella descrizione ed esplorazione delle relazioni umane, nella originalità dei temi toccati, e in quella profonda sensibilità che fa di quest'autrice un genio capace di urlare in spazi stringati. Voto: 4 / 5 |
silvia (11-09-2005) trama sconclusionata e anche piuttosto falsa. Tra l'altro mi ha infastidito la morbosità delle situazioni, infarcite con elementi soprannaturali che non c'entrano nulla e descrizioni ambientali pesanti ed inutili. Deludente e vuoto. Voto: 2 / 5 |
Raffy (04-05-2005) Carino, ma nulla di che; la storia davvero non si reggeva, ma magari se fosse stata sviluppata in più pagine sarebbe potuta essere migliore; lo stile di scrittura però è fresco come una pioggerella estiva! Voto: 2 / 5 |
Charlotte (26-03-2005) Le luci con cui Banana dipinge i suoi quadri di emozioni personali non sono mai state così efficaci, brividi di ogni genere mi hanno percorsa grazie alla musicalità di questo libro. Temevo di incappare in un altro universo di sensazioni inafferrabili, ma Presagio Triste è limpido, trasparente. L'evanescenza di alcuni precedenti lavori lascia spazio a pura beatitudine. Da gustare poco alla volta per non uscirne storditi. Voto: 5 / 5 |
L'aggiornalista laggiornalista@supereva.it (11-03-2005) Il viaggio, poteri paranormali, una famiglia anomala, l'innamoramento per un fratello, la morte.
Tornano ancora una volta, e probabilmente con maggior forza rispetto alle ultime prove, i temi cari a Banana Yoshimoto.
Una ragazza di nome Yayoi scopre, grazie alle proprie sensazioni nonché all'aiuto di chi le sta intorno, che la famiglia con cui è cresciuta altro non è che la sua famiglia adottiva: i suoi genitori naturali, infatti, sono morti in un incidente stradale lasciando lei e un'altra figlia che da allora lei ha sempre creduto essere sua zia.
Questo repentino cambio di prospettiva anziché sconvolgere la giovane, le offre l'occasione da tempo cercata per crearsi le basi per una nuova vita in dolce compagnia.
Da leggere perché anche se Banana Yoshimoto non è più quella di una volta (a mio modesto avviso) ci offre il piacere di una lettura che è coinvolgimento di tutti i sensi. Voto: 4 / 5 |
Hajime (17-12-2004) Uno dei più belli della Yoshimoto. Da leggere. Voto: 4 / 5 |
Lucia ulica@inwind.it (07-11-2004) Semplicemente....MERAVIGLIOSO! L'ho letto in sole 12 ore tutto d'un fiato lasciandomi trasportare dai paesaggi tetri e tristi che la Yoshimoto sa descivere con tanta cura come mai nessuna srittrice...sedotta anche dalla trama che non è affato scontata ma avvincente, diretta. Di semplice ma dilettante lettura!!! Compratelo! Voto: 5 / 5 |
Miriam mir78luc81@tiscali.it (08-09-2004) Era da così tanto tempo che non mi capitavava di stare sveglia fino a tardi per finire di leggere un libro. Era proprio quello che mi ci voleva! Un libro dolce e intenso al tempo stesso. Mi ha fatto rivivere le emozioni forti dell'infanzia/adolescenza. BRAVA BANANA. Sei riuscita a mettermi in contatto con la mia parte bambina. Voto: 5 / 5 |
shymay (30-03-2004) due viaggi in treno e ho finito un libro che avevo accantonato. a dispetto delle note in quarta di copertina le prime pagine sembrano fare il paio con gli ultimi romanzi non proprio entusiasmanti della yoshimoto, ma ad un tratto "presagio triste" prende ritmo e scorre via con la leggerezza* che ha contraddistinto i primi romanzi. metto in guardia chi pensa di trovare un nuovo "kitchen": non e' cosi'. dopo amrita la yoshimoto cambia registro e qui l'esperienza maturata si sente tutta. esperienza che fa un gran bene alla scrittura della yoshimoto: sfiora lieve e allo stesso tempo in maniera esplicita dei temi difficili che non nomino visto che sono la chiave del romanzo. c'e' dell'intelligenza a lasciare che il lettore tragga da solo le proprie conclusioni senza guidarlo pretenziosamente attraverso le proprie elucubrazioni mentali. la yoshimoto qui lascia aperta una porta sul mondo reale:non rinchiude piu' i suoi personaggi,sempre sopra le righe, in un mondo a parte [come hanno detto piu' volte i suoi detrattori]. e' [ finalmente] il salto di qualita' dopo amrita, anche se se ne ravvisavano tracce gia' in honeymoon e l'ultima amante di hachiko.
* leggerezza che non vuol dire superficialita', ma leggerezza di chi sa non calcare la mano parlando di temi affatto banali
Voto: 5 / 5 |
davide silvestri occipitex@yahoo.com (27-01-2004) me possino se ho mai letto una cretinata di questo calibro. è il libro scritto da una bambina che ha problemi, di una povertà lessicale e di contenuti disarmante. Perché qualcuno dovrebbe perdere tempo a leggere una cosa simile? Perché ne vendono così tanti di queste banane di plastica? Voto: 1 / 5 |
Suny Mellege (16-12-2003) questo libro mi è piaciuto molto, soprattutto perchè mi identficatvo nella protagonista sotto alcuni punti di vista. è il primo libro ke ho letto di qsta autrice, lo stile mi è piaciuto molto e credo che anche gli altri libri della Yoshimoto siano interessanti come questo. Voto: 3 / 5 |
Takeshi (11-12-2003) La trama e' assurda e il romanzo e' zeppo di passaggi insignificanti. Ho trovato anche qualche errore di stampa e strafalcioni, tanto da pensare a una traduzione frettolosa, per niente curata. Peccato! Voto: 1 / 5 |
stop (08-10-2003) dai contorni poco definiti rispetto al surrealismo di "sonno profondo" ma al contempo un libro rilassante, angosciante, curioso...su cui porsi un pò di domande! Voto: 3 / 5 |
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