|
|  |
Jodorowsky Alejandro - Albina o il popolo dei cani | Farsa etnica e favola filosofica, il libro è il racconto indiavolato di fatti meravigliosi e terrificanti avviluppato intorno a uno scontro titanico e barbarico fra "buoni" e "cattivi" dove il bene finisce con il trionfare. I sortilegi si possono sconfiggere, dice lo scrittore. Oltre che direttore di teatro, Jodorowsky è autore di pantomime e pièce teatrali, di romanzi e libri di fumetti, ma la sua notorietà è dovuta soprattutto ai suoi film, dei quali ricordiamo "Il paese incantato", dall'omonima opera di Arrabal, "El Topo", "La montagna sacra" e "Santa sangre-Sangue santo".
Media Voto: 3 / 5Cinzia T. (29-04-2009) Non è una favola poiché la storia è intrisa di sesso (animale), non è una storia poiché gli eventi che si susseguono sono di natura soprannaturale, non è fantascienza perché non ci sono le astronavi. Potrebbe trattarsi di un libro quasi mitologico perché in esso vi è descritta una specie di “minotauro”, ma essendo un personaggio secondario che alla fine si “redime”, non merita nemmeno di entrare in questo olimpo letterario.
Allora, “Albina o popolo dei cani” cos’è?
Ho letto in alcune recensione che a taluni questo libro ha addirittura cambiato la vita. Che questi taluni abbiano ritrovato il gusto di annusare il sesso del proprio partner per poi possederlo nella tipica posizione “canina”? Che a taluni sia venuto il desiderio di mutare la propria postura in segno di rifiuto verso il mondo, e si siano messi a deambulare come i granchi? Che a talune sia apparsa la “madonna” sottoforma di gigantesca, albina in ogni pelo del corpo, dalle pupille rosa, dai seni oltre la sesta misura, dal sesso sempre esposto, e dalle gambe lunghissime?
Qualcuno ha osato definirlo un libro di filosofia…
Quattro frasi finali sul senso della vita e sul significato recondito della morte, fanno di una storia inventata, mal strutturata e impostata alla meno peggio, un messaggio di filosofia?
L’autore, o il suo “alter ego traduttore”, non hanno nemmeno ritenuto opportuno separare i pensieri o i dialoghi dei singoli personaggi durante la narrazione e il risultato è un “caos calmo” alla Nanni Moretti, senza alcuna sintonia d’intenti.
Consiglio questo libro nei periodi di magra, quando la disperazione può indurre a gesti estremi. Saprà portare il lettore a strapparsi anche l’ultimo pelo rimasto sul corpo, in segno di resa, invocando pietà. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
delfo (21-12-2005) A volte leggere un libro in un momento di particolare intensità emotiva può fare anche la differenza. Come essere sul ciglio di uno scoglio indecisi se tuffarsi o no e ricevere una spinta da dietro. E' una favola onirica di grande intensità e coinvolgimento. Il problema è entrarci: se riesci a metterci il naso dentro, non ne esci più. A me ha (letteralmente) cambiato la vita. Non esagero. Il tuffo l'ho fatto e ne sono contento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio Arzani (arzy) claudioarzani@jumpy.it (10-07-2005) Una favola con tanto di brutto anatroccolo che, alla fine, troverà il modo per scoprirsi cigno, alla faccia di tutti i poteri repressivi. Non posso affermare di conservarne un ricordo particolarmente intenso. Forse il problema è che rappresenta una realtà troppo lontana, culturalmente e politicamente, dalla nostra democrazia evoluta. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Jodorowsky Alejandro |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|