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Amitrano Giorgio - Il mondo di Banana Yoshimoto | Che cosa pensa Banana Yoshimoto del mondo? E del cinema? E della pittura contemporanea? E dell'Italia? E del Giappone? E della sua stessa scrittura? Un piccolo volume per entrare nelle stanze rarefatte, aeree, segrete di Banana Yoshimoto. Un tributo al culto ormai planetario di un'autrice che ha continuato a rinnovarsi, ad aprire in sé e fuori di sé le porte della percezione. Il volume analizza i temi cari alla narrativa dell'autrice, manie, predilezioni, tratti caratteristici. Sicuro e partecipe come può essere un amico e traduttore di fiducia, Giorgio Amitrano entra nel "mondo" di Banana offrendo interessanti spunti di lettura. Questa nuova edizione è arricchita da un'intervista condotta all'Orientale di Napoli nel 2001, da un saggio che situa la narrativa di Banana nel contesto della cultura giapponese contemporanea e da altre utili curiosità. Accompagnano il volume le riproduzioni di alcune opere degli artisti giapponesi che hanno costituito e continuano a essere il cerchio figurativo in cui si muove l'immaginazione della scrittrice.
Maunakea (27-07-2008) Da brava fan di Banana ho preso questo libro del suo principale traduttore e professore all'Orientale di Napoli forse per capire meglio io stessa cosa mi spinge a comprare anche a scatola chiusa ogni nuovo libro dell'autrice. Il libro mi ha fornito moltissimi punti di riflessione. Fortinatamente è una mescolanza di intervista, considerazioni e saggio, non essendo assolutamente un'intellettuale e leggendo solo per passione non apprezzo più di tanto quelle speculazioni che considero aria fritta come ad esempio, in riferimento al libro, il vuoto parallelismo fra la Yoshimoto e Calvino. All'autore sfugge un particolare: alla mia cultura di 36 enne italiana
appartiene pià la Y. che Calvino che so a stento chi sia, da vaghe frequentazioni scolastiche del liceo classico e che non sono interessata ad appronfondire, questo dare per scontato che Calvino sia la mia cultura lo trovo finanche irritante, fortunatamente dopo questa piccola parentesi dedicata agli addetti alla specluazione critica letteraria fine a se stessa, il libro offre molto altro: il concetto messo in parole del fatto che i romanzi della Y. si pongano "al di fuori della barriera, del confine fra vita e letteratura, e possiedono un'energia particolare che riverbera nella nostra esistenza anche a lettura conclusa" erano appunto parole che non riuscivo a trovare, carino l'excursus facendo il parallelismo con lo shojo manga (che ovviamente nonostante la mia età leggo) che non mi toglie dalla convinzione, nel libro evita tra le righe, che la spontaneità della Y. sia dovuta principalmente ad un fatto: che nonostante sia laureata in letteratura, manga a parte, per sua stessa ammissione non è mai stata una accanita lettrice, ecco perchè riesce ad esprimere sensazioni nuove a parer mio, un parere forse inguenuo o volutamente infantile, proprio come le sue opere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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