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«C'era una volta». Pinocchio a Palazzo Pitti. Da Paggi a Giunti. Disegni... |
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Titolo | «C'era una volta». Pinocchio a Palazzo Pitti. Da Paggi a Giunti. Disegni e libri del suo editore. Catalogo della mostra |
Prezzo Sconto 15%
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€ 29,75 
(Prezzo di copertina € 35,00 Risparmio € 5,25)
|  | | Dati | 2006, 224 p., ill., brossura | | Curatore | Bietti M. |
| Editore | Giunti Editore
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Nella promozione Giunti fino al 24 giugno |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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Per una mostra dedicata a Pinocchio, la Galleria d'arte moderna (luogo dell'espressione artistica otto-novecentesca toscana, ma anche luogo dell'incontro istituzionale tra lo Stato e la città) offre un'ambientazione ideale, che nessun altro spazio espositivo poteva eguagliare. Perché se è vero che "Le avventure di Pinocchio di Collodi" è una storia che appartiene al mondo, grazie alla traduzione e diffusione in altri media, è vero altrettanto che i suoi temi letterari ed estetici sono quanto mai profondamente radicati in Firenze e nel suo territorio. L'ampia ricognizione tra i materiali visivi offerta da Monica Bietti, curatrice della mostra con la supervisione di Carlo Sisi, ci restituisce un percorso illustrativo enormemente ricco e vario, che ha i suoi autentici capisaldi nelle illustrazioni pubblicate in varie edizioni e infine pervenute alla casa editrice fiorentina Giunti. Fu da questo crogiuolo di idee grafiche che prese forma una delle icone novecentesche di Pinocchio, tanto popolare quanto, misteriosamente, senza autore: il burattino di legno tornito con abito bianco, rosso e verde (e riccioli neri tirabaci, occhi tondi e due nasi, uno lungo e uno corto, da avvitare e svitare alla bisogna), fortunato incrocio tra un pupo siciliano e un affiche deco, appartenuto all'infanzia di tanti e ancor oggi smerciato nei formati più diversi, dalla grandezza naturale al ciondolo.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788809050211
«C'era una volta». Pinocchio a Palazzo Pitti. Da Paggi a Giunti. Disegni e libri del suo editore. Catalogo della mostra
Per una mostra dedicata a Pinocchio, la Galleria d'arte moderna (luogo dell'espressione artistica otto-novecentesca toscana, ma anche luogo dell'incontro istituzionale tra lo Stato e la città) offre un'ambientazione ideale, che nessun altro spazio espositivo poteva eguagliare. Perché se è vero che "Le avventure di Pinocchio di Collodi" è una storia che appartiene al mondo, grazie alla traduzione e diffusione in altri media, è vero altrettanto che i suoi temi letterari ed estetici sono quanto mai profondamente radicati in Firenze e nel suo territorio. L'ampia ricognizione tra i materiali visivi offerta da Monica Bietti, curatrice della mostra con la supervisione di Carlo Sisi, ci restituisce un percorso illustrativo enormemente ricco e vario, che ha i suoi autentici capisaldi nelle illustrazioni pubblicate in varie edizioni e infine pervenute alla casa editrice fiorentina Giunti. Fu da questo crogiuolo di idee grafiche che prese forma una delle icone novecentesche di Pinocchio, tanto popolare quanto, misteriosamente, senza autore: il burattino di legno tornito con abito bianco, rosso e verde (e riccioli neri tirabaci, occhi tondi e due nasi, uno lungo e uno corto, da avvitare e svitare alla bisogna), fortunato incrocio tra un pupo siciliano e un affiche deco, appartenuto all'infanzia di tanti e ancor oggi smerciato nei formati più diversi, dalla grandezza naturale al ciondolo.
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