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Oliva Gianni - Primavera 1945. Il sangue della guerra civile | Il volume, agile e intenso, fa coraggiosamente il punto su una tragica vicenda con cui gli italiani hanno voluto mettere fine al ventennio fascista, inquadrandola nel più generale contesto della Seconda guerra mondiale e della guerra partigiana. Adatto a un pubblico di appassionati di storia contemporanea e di storia del fascismo e a studenti universitari del triennio.
fabio fabluini@libero.it (21-04-2011) Ottimo testo, davvero. Semplice, agile ma di estrema profondità e grande chiarezza. L'autore analizza eventi di quella primavera con lucidità e rigore, lontano dagli estremistici e semplicistici approcci similrevisionistici (alla Pansa, per intenderci, a cui sono dedicate due paginette assai illuminanti). Lontano da chi mette sullo stesso piano vittime e carnefici e magari le vittime diventate tali dopo essere state carnefici. Valga per tutte la parte dedicata all'esposizione del corpo del nemico, primo fra tutti il Duce in Piazzale Loreto. Oliva ricorda che una donna sparò cinque colpi al cadavere di Mussolini, uno per ogni figlio morto in guerra. E conclude: "E' comunque inaccettabile infierire su un corpo morto, ma è altrettanto inaccettabile la condanna quando a infierire è la madre che ha perso cinque figli in guerra". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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