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Barbaglio Giuseppe - Gesù ebreo di Galilea. Indagine storica | Come diceva A. von Harnack, è impossibile scrivere una biografia di Gesù (Vita Jesu scribi nequit). Fedele allo statuto dell'indagine storica, il saggio non si prefigge quindi di ricostruire chi è stato veramente il Nazareno, ma intende piuttosto mostrare che cosa di lui possiamo dire sulla base delle tantissime fonti documentarie criticamente vagliate oggi disponibili. Da quasi tre secoli la ricerca si è infatti occupata del tema con alterne fortune, e in particolare l'ultimo ventennio ha visto fiorire studi di grande impegno e valore, soprattutto in area anglofona. Il risultato ne è stato una serie impressionante di ipotesi di ricostruzione. Nello sforzo di potere maggiormente chiarire i termini della questione e proporre soluzioni fondate, l'autore procede con rigore critico e animo sgombro da preconcetti fideistici. Sin dal titolo vuole rendere conto di una importante peculiarità degli studi attuali: Gesù era un ebreo di due millenni or sono, figlio del suo tempo e della sua terra di origine, la Galilea. Il confronto con fenomeni, movimenti e figure della terra palestinese di allora lo mostra ben inserito nel suo mondo, erede della nobile tradizione religiosa giudaica, eppure presenza scomoda suscitatrice di opposizioni tenaci e reazioni violente fino alla condanna alla morte di croce.
Media Voto: 3.5 / 5Rossella Rosin (11-03-2010) Si tratta di un lavoro accademico di rassegna di tutta la ricerca storica (scientificamente attendibile, quindi chi sperasse in rivelazioni più o meno scandalose e campate in aria e teorie di cospirazione o desideri soffermarsi eccessivamente su punti controversi è destinato a rimanere deluso) su Gesù di Nazaret, aggiornata al 1999. L'autore non si esime dall'esprimere le sue preferenze ma espone con obiettività e correttezza tutte le teorie avanzate, e pur essendo credente non teme di far affiorare una figura di Cristo assolutamente non aderente ai canoni ufficiali.
Il libro non si limita ad essere una mera biografia, ma ambisce a ricostruire non solo la figura di Gesù, ma la sua stessa fede e il suo insegnamento situandoli sullo sfondo della sua collocazione storica e geografica, e sfrondandoli dall'elaborazione postuma avvenuta nei primi secoli dell'era cristiana. Non tratta quindi solamente dei dati biografici, ma espone un quadro abbastanza completo di ciò che era la situazione geopolitica, culturale, religiosa e sociale dell'area, e soprattutto di quali fossero i riferimenti culturali e soprattutto religiosi a cui Gesù poteva attingere, recuperando i pochi dati certi della sua vita e ricostruendo il più possibile il suo messaggio e gli elementi della sua fede (cioè proprio della fede *di* Gesù) soffermandosi anche doverosamente sugli elementi di effettiva originalità rispetto alla tradizione.
Gli ultimi capitoli prendono inoltre in considerazione l'immediata reazione ed elaborazione del suo messaggio (resurrezione, visione di Gesù come messia, "figlio di Dio" e "figlio dell'uomo") avvenuta tra discepoli e primi adepti in tempi brevi dopo la sua morte e tenta di tracciare una linea di connessione fra la figura e il messaggio di Gesù "prepasquali" (cioè anteriori alla morte) e quelli "postpasquali" (cioè immediatamente successivi). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvio sf1950it@yahoo.it (02-03-2003) Libro approfondito più dal punto di vista della recensione di altri autori che da quello più puramente storico. Difatti non prende in considerazione le notevoli incongruenze storiche, quali, ad esempio, la mancanza di origene certa della città di Nazaret, il fatto che i nazirei erano delle molteplici sette più o meno segrete presenti in Galilea e dintorni, che gli antenati di Gesù sono diversi in Matteo e Luca, ecc. Pertanto l'inserimento di Gesù nel contesto ebraio del tempo è scarso. Approfondisce invece l'aspetto teologico facendo riflessioni molto profonde sui testi degli evangelisti e iuscendo a discernere le frasi che possono ssere attribuite a Gesù e quelle sorte dall'evangelista o da modifiche dei primi cristiani. Certo quello che a prima vista vien da pensare è come su poche frasi veramente attribuili a Lui sia potuto sorgere un movimento che ha radicalmente sconvolto il pensiero occidentale negli ultimi duemila anni. Mi piacerebbe che avese fatto un approfondimento maggiore sul periodo successivo alla nascita della cristianità negli apostoli e l'influenza avuta dal contesto ebraico e romano. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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