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Musil Robert - Il giovane Törless | Romanzo d'esordio di Musil, Il giovane Törless (1906) rappresenta nella storia della narrativa tedesca una rottura paragonabile a quella del primo Kafka e dei Quaderni di Malte Laurids Brigge di Rilke, presagendo i modi dell'espressionismo e i sommovimenti che di lì a poco avrebbero trascinato l'Europa nel cuore della «catastrofe mondiale». Attraverso una serie di avventure intellettuali e crudi episodi sadomasochistici, ispirati alla vita stessa dell'autore, vi si racconta il cruciale passaggio dall'adolescenza alla virilità. Al rassicurante registro del Bildungsroman ottocentesco si sostituisce qui una lucida prospettiva critica, spietata nel portare alla luce le insicurezze ormai palpabili della società borghese, inghiottita dai meandri bui della perversità e della trasgressione, e il costante lavorio di una psicologia oscura ed enigmatica, di una sensibilità inquieta e avida di «sanguinose e grandi cose».
paolo paologreco64@yahoo.it (02-02-2010) In anni di freudismo imperante, l'analisi esasperata della psicologia quasi "necessariamente" malata dei giovani allievi di un collegio militare austriaco. Uno dei punti di forza dell'opera è sempre stata considerata la profezia naziasta che si prefigura nel tranquillo sadico fanatismo dei raggelanti Reiting e Beinberg di cui Torless subisce il fascino nonostante ne veda la malvagità quando tormentano, quasi fosse un insetto indifeso intrappolato sotto un bicchiere, il fragile efemmineo Basini. In realtà l'ambiente del collegio rimane sullo sfondo e non se ne vede (forse si intuisce, ma con il senno di poi) la tensione a formare insensibili replicanti da utilizzare come macchine da guerra, è piuttosto la concezione darwinistica dell'esistenza (forse che ora non è così?) ad imporre una spietata e cinica legge del più forte. L'ossessione per lo scavo psicologico rende la lettura francamente faticosa e non può sfuggire il campiacimento intelletualistico di un autore ventiseienne. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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