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Alighieri Dante - Convivio | Rivolgendosi non solo ai dotti e ai religiosi, ma al pubblico più vasto degli uomini civilmente impegnati e assetati di sapere, nei primissimi anni del Trecento Dante scrive profeticamente in lingua volgare, con intento divulgativo, di argomenti "alti", solitamente trattati in latino: della scienza e della filosofia come via alla realizzazione dell'uomo, e perciò della sua felicità, e della nobiltà come conquista, intellettuale e morale, del singolo individuo. La lingua volgare, qui non solo impiegata ma elogiata come nuovo mezzo espressivo, diventerà materia di studio analitico nel trattato De vulgari eloquentia, cui Dante lavora negli stessi anni.
Roberto (02-05-2009) L'opera è grandiosa e bellissima. Forte il nutrimento intellettuale e spirituale che se ne riceve,proprio come Dante auspicava per la sua mensa, liberale, nobile, di sapienza.
Leggere il Convivio significa conoscere ed apprezzare l'apice della letteratura italiana e non solo.
Un commento ricco e profondo,estremamente logico alla medioevale illustra la portata delle canzoni dell'opera,essendo ottimo pane ad assai saporite vivande.
Le ultime pagine sul SENIO sono di notevolissimo rilievo e rendono perfettamente conto della saggezza e della chiarezza del nostro Dante.
Un libro,un'opera per cui non esiste votazione,ma per cui c'è un premio: il premio di essere letta e ricordata...sempre.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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