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Cicerone M. Tullio - Della divinazione. Testo latino a fronte | Si può leggere quest'opera in due prospettive: come "fonte" per ricostruire la storia religioso-filosofica antica in uno dei suoi aspetti più suggestivi, o come espressione del pensiero, dell'ideologia politico-religiosa e dell'arte di Cicerone, in uno dei periodi della sua vita più fecondi di opere e insieme più travagliati biograficamente e politicamente. Cicerone smaschera l'ipocrisia degli indovini, sostenendo che è meglio ammettere la propria ignoranza piuttosto che, per non volerla riconoscere, tentare l'ignoto e postulare la presenza del divino quando è proprio questo misterioso divino che inquina con dubbie pratiche di superstizione la schiettezza della religione.
davidskorpion david.debiasi@yahoo.it (08-03-2007) Una straordinaria fonte sulla divinazione antica (specialmente greco-romana) ma anche un'intelligente e ironica confutazione. Un libro che ci insegna a esercitare la nostra attività critica verso quei fenomeni occulti apparentemente senza spiegazione. Una mirabile disquisizione a favore e poi contro la divinazione seguendo il modello dei perduti dialoghi aristotelici. Un Cicerone simbolo della libertà di pensiero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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